Paola Ferrari riapre l’album dei ricordi e torna a parlare della sua storia con Eros Ramazzotti. Una relazione breve, nata negli anni Ottanta, quando lui era uno dei volti nuovi più promettenti della musica italiana e lei stava costruendo il proprio percorso televisivo. Non una lunga favola sentimentale, non un amore da copertina permanente, ma una parentesi rimasta impressa nella memoria.
A raccontarla è stata la stessa giornalista al settimanale DiPiù, ricordando l’incontro con il cantante durante il Festivalbar del 1985. «Iniziammo a parlare. Dopo la serata andammo a cena insieme e nei mesi successivi continuammo a vederci», ha spiegato Ferrari. Poi la definizione più romantica: «La mia storia con Eros fu un battito d’ali: breve, ma intensa».
L’incontro al Festivalbar
Tutto sarebbe cominciato in una di quelle serate televisive che negli anni Ottanta potevano cambiare una carriera, un’estate e talvolta anche una vita privata. Il Festivalbar era una passerella fondamentale per cantanti, conduttori e volti emergenti dello spettacolo. Lì Paola Ferrari ed Eros Ramazzotti si incrociarono e tra i due scattò subito qualcosa.
Ferrari racconta di una sintonia immediata, favorita anche da origini e sensibilità comuni. «Avevamo le stesse radici e tra noi scattò subito la scintilla», ha ricordato. Dopo quella prima conversazione arrivò la cena, poi altri incontri nei mesi successivi. Una frequentazione nata senza clamore, in un periodo in cui la vita privata dei personaggi pubblici non veniva ancora sezionata in tempo reale dai social.
Un amore giovane e complicato
La storia durò poco, ma Ferrari la ricorda senza amarezza. Erano giovani, entrambi alle prese con ambizioni, lavoro, viaggi, pressioni e un mondo dello spettacolo che guardava con molta attenzione anche alle relazioni personali. Soprattutto quando in ballo c’era un cantante destinato a diventare una star.
La giornalista aveva già parlato di quel rapporto anche a Storie di donne al bivio, nel dicembre 2024. In quell’occasione aveva spiegato che intorno alla coppia non tutti erano favorevoli. «Eravamo giovani e innamorati, ma i discografici non vedevano di buon occhio il nostro rapporto», aveva detto.
La fine senza rancore
Alla fine, la relazione si concluse. Non con una rottura plateale, almeno nel racconto di Ferrari, ma con una separazione rimasta civile. «Ci siamo lasciati restando amici», ha spiegato la giornalista, che negli anni non ha mai smesso di seguire il percorso artistico di Ramazzotti.
Il tono del ricordo è affettuoso, più che nostalgico. Ferrari non rivendica nulla, non riscrive il passato, non carica quella parentesi di significati eccessivi. La racconta per quello che è stata: un amore giovane, veloce, intenso, nato in un momento particolare della vita di entrambi.
L’affetto rimasto per Eros
A distanza di tanti anni, Paola Ferrari parla ancora di Ramazzotti con tenerezza. «Ho sempre seguito Eros musicalmente e gli voglio bene, vorrei vederlo felice in amore», ha confidato. Una frase che chiude il cerchio e restituisce il senso di una storia finita, ma non cancellata.
In fondo, il fascino del racconto sta proprio qui: non nel gossip urlato, ma nella memoria di un incontro che appartiene a un’altra epoca della televisione, della musica e dei sentimenti pubblici. Prima dei post, delle stories e delle dichiarazioni calibrate al millimetro. Quando un amore poteva nascere dietro le quinte di una serata, continuare per qualche mese e poi restare lì, come una fotografia un po’ sbiadita ma ancora nitida abbastanza da far sorridere.







