Papa Leone XIV al Meeting di Rimini: un Pontefice torna da Comunione e liberazione dopo 44 anni

Leone XIV

Sono passati 44 anni dall’ultima volta che un Papa ha partecipato al Meeting di Rimini. Era l’agosto del 1982, Giovanni Paolo II sedeva sul trono di Pietro da meno di quattro anni e il mondo era ancora diviso dalla Guerra fredda. Sabato sarà Leone XIV a interrompere una lontananza durata più di quattro decenni, partecipando alla 47esima edizione del Meeting per l’amicizia fra i popoli.

La visita assume inevitabilmente un significato particolare per Comunione e liberazione, che attende di capire dalle parole del Pontefice quale rapporto intenda costruire con uno dei movimenti cattolici che maggiormente hanno inciso sulla vita religiosa, culturale e politica italiana degli ultimi decenni.

Da Giovanni Paolo II a Leone XIV, 44 anni di distanza

Quando Giovanni Paolo II arrivò al Meeting nell’agosto 1982, Comunione e liberazione viveva una stagione molto diversa da quella attuale. Wojtyla conosceva il movimento già da prima della sua elezione e ne vedeva uno degli strumenti attraverso cui rafforzare la presenza cattolica nella società.

La sintonia era anche politica e culturale. Nell’Europa ancora divisa tra Est e Ovest, il comune anticomunismo rappresentava uno dei punti di contatto tra il Pontefice polacco e il movimento fondato da don Luigi Giussani.

Negli anni successivi Cl avrebbe conosciuto una stagione di crescente protagonismo anche politico, intrecciando la propria storia con figure come Giulio Andreotti, Silvio Berlusconi e Roberto Formigoni e con la linea ecclesiale incarnata dal cardinale Camillo Ruini.

Dopo Wojtyla, però, nessun Pontefice ha più partecipato personalmente al Meeting. Non lo fece Benedetto XVI, nonostante fosse considerato da molti ciellini particolarmente vicino alla loro sensibilità religiosa, e non lo fece Francesco.

Il difficile rapporto tra Francesco e Comunione e liberazione

Proprio gli anni di Bergoglio hanno segnato una trasformazione profonda di Comunione e liberazione. Francesco ha più volte invitato il movimento a evitare l’autoreferenzialità e a non trasformare l’eredità di Giussani in un semplice patrimonio da custodire.

Alle parole sono seguiti interventi concreti. Durante il suo pontificato sono stati commissariati i Memores Domini, associazione laicale legata a Cl, mentre le riforme introdotte dal Vaticano per i movimenti ecclesiali hanno imposto nuove regole sulla durata dei mandati, l’elezione dei vertici, la gestione finanziaria e le procedure relative alle denunce di abusi.

Una linea che una parte del mondo ciellino ha vissuto con difficoltà, ma che Francesco considerava necessaria per rinnovare i movimenti e garantirne il futuro.

Il rapporto di Bergoglio con Cl, del resto, è stato più complesso di quanto raccontato dall’immagine di una semplice contrapposizione. Francesco aveva espresso pubblicamente la propria riconoscenza verso don Giussani e, quando era arcivescovo di Buenos Aires, aveva avuto rapporti stretti con don Giacomo Tantardini, uno dei protagonisti della storia romana di Comunione e liberazione.

Leone XIV e il dialogo con le diverse anime della Chiesa

L’arrivo di Leone XIV al Meeting di Rimini sembra inserirsi in una strategia più ampia. Nei primi mesi del suo pontificato Robert Francis Prevost ha moltiplicato le visite in Italia, scegliendo luoghi molto diversi tra loro per storia e sensibilità ecclesiale.

A Napoli e Pompei ha incontrato la religiosità popolare del Mezzogiorno; ad Acerra si è confrontato con le ferite della Terra dei fuochi; a Pavia ha pregato sulla tomba di Sant’Agostino; a Lampedusa ha rilanciato il tema dell’accoglienza dei migranti; ad Assisi ha incontrato i giovani riuniti per un pellegrinaggio francescano.

Rimini rappresenta un’altra tappa di questo percorso: il confronto con una realtà che ha avuto un peso enorme nel cattolicesimo italiano e che oggi sta cercando una nuova identità dopo la stagione del grande protagonismo politico.

L’attesa di Cl per le parole del Papa

Per il presidente di Comunione e liberazione Davide Prosperi e per il movimento l’appuntamento avrà quindi un’importanza particolare. Leone XIV arriva in una Cl molto diversa da quella incontrata da Wojtyla nel 1982: meno direttamente identificata con uno schieramento politico e attraversata dalle riforme iniziate durante il pontificato precedente.

La visita, però, non sarà esclusivamente ciellina. Prima di raggiungere il Meeting, Leone XIV farà tappa a San Marino. Dopo la visita alla fiera di Rimini si trasferirà invece in cattedrale per incontrare i fedeli della diocesi.

Resta comunque un dato destinato a entrare nella storia del Meeting: per la prima volta dal 1982, un Papa tornerà personalmente a Rimini. E dopo 44 anni sarà inevitabilmente osservata ogni parola che Leone XIV pronuncerà sul futuro di Comunione e liberazione.