Milo Infante non molla Garlasco: «I magistrati ascoltano le nostre trasmissioni». Poi l’affondo: «In tv ospiti impresentabili»

Milo Infante chiede scusa a Stasi

Milo Infante non abbandona Garlasco. Il passaggio dalla Rai a Mediaset cambierà rete, studio e collocazione televisiva, ma non uno dei temi sui quali il giornalista ha lavorato più intensamente negli ultimi anni. A pochi giorni dal debutto di Ore 11 su Rete 4, Infante conferma che continuerà a occuparsi dell’omicidio di Chiara Poggi e rivendica apertamente il contributo che le trasmissioni di cronaca possono dare anche al lavoro investigativo.

«Anche i più acerrimi nemici riconoscono che, pur rompendo le scatole, accendiamo un faro importante, perché i magistrati ascoltano le nostre trasmissioni e alcuni aspetti a volte diventano parte dell’impianto accusatorio», ha spiegato Infante in un’intervista all’Ansa.

Una dichiarazione destinata a far discutere proprio mentre il caso Garlasco vive una nuova stagione investigativa e televisiva. Ma il conduttore mette anche un limite alla corsa all’ospite e alla ricerca dello scoop a ogni costo.

Milo Infante e Garlasco: «I magistrati ascoltano le nostre trasmissioni»

Negli ultimi anni Ore 14 ha dedicato ampio spazio alla morte di Chiara Poggi, uccisa nella villetta di famiglia a Garlasco il 13 agosto 2007. Infante ha seguito anche la nuova indagine che coinvolge Andrea Sempio, riportando documenti, testimonianze, consulenze e interrogativi riemersi a distanza di quasi vent’anni dal delitto.

Il giornalista difende questa scelta editoriale e respinge l’idea che la televisione debba limitarsi a osservare da lontano le indagini. Secondo Infante, l’attenzione mediatica può far emergere elementi che successivamente entrano anche nel lavoro degli inquirenti.

Non significa però trasformare ogni studio televisivo in un’aula di tribunale. Ed è proprio su questo terreno che arriva la parte più dura della sua riflessione. «C’è chi punta il dito contro i social, ma in televisione spesso si vedono ospiti veramente impresentabili», osserva il conduttore.

Il riferimento non riguarda un nome specifico, ma un fenomeno che ha accompagnato la nuova esplosione mediatica del caso Garlasco: la moltiplicazione di opinionisti, esperti, consulenti e personaggi che intervengono quotidianamente sulle diverse ricostruzioni del delitto.

«Parlare meno di Garlasco, ma il pubblico vuole risposte»

Infante riconosce anche il rischio di una sovraesposizione. «Va bene parlare tutti un po’ meno di Garlasco», ammette. Subito dopo, però, ricorda una regola elementare dell’informazione: il pubblico continua a seguire il caso e chiede aggiornamenti.

«Non dimentichiamo che il pubblico è interessato e la tv, come i giornali, si reggono sulle risposte degli utenti. Bisogna trovare un compromesso».

La linea appare quindi già tracciata per il nuovo programma: continuare a seguire l’inchiesta quando emergono elementi concreti, evitando di riempire ore di trasmissione soltanto per alimentare il dibattito.

Il tema assume un peso particolare perché proprio la riapertura dell’indagine su Andrea Sempio ha trasformato nuovamente il delitto di Garlasco in uno dei casi di cronaca più seguiti d’Italia. Accanto agli atti giudiziari si è sviluppata una seconda indagine quotidiana condotta da televisioni, giornali, siti e social, con ricostruzioni che non sempre hanno mantenuto una distinzione netta tra fatti accertati, ipotesi investigative e opinioni.

Da Ore 14 a Ore 11: la nuova vita di Milo Infante a Mediaset

Il 24 agosto Infante inizierà ufficialmente la nuova avventura a Mediaset con Ore 11 su Rete 4. Dal primo settembre arriverà inoltre su Canale 5 Verità nascoste, previsto anche in prima serata.

Il trasferimento chiude una lunga esperienza in Rai. Infante racconta di avere sentito il bisogno di cambiare e di avere chiesto all’azienda una direzione «a costo zero» che gli permettesse di sperimentare nuovi programmi. A Mediaset, oltre a condurre, ricoprirà anche il ruolo di condirettore di Videonews.

Nel nuovo progetto ritroverà alcuni collaboratori della precedente esperienza televisiva. Tra questi figurano Saverio Macrì e Monica Leofreddi, già presenti a Ore 14, mentre altri volti potrebbero aggiungersi alla squadra.

La politica è il vero incubo di Infante: «Mi terrorizza la campagna elettorale»

Cronaca e informazione continueranno dunque a rappresentare il cuore del lavoro di Infante. C’è invece un genere televisivo che il conduttore affronta con molto meno entusiasmo: la liturgia delle campagne elettorali.

«Quello che mi terrorizza è la campagna elettorale in cui il candidato arriva e dice: “Io farò…”», confessa.

Per Garlasco, invece, nessuna fuga. Infante continuerà a seguire l’inchiesta anche dalla nuova casa televisiva. Con una regola che indica lui stesso: meno rumore, maggiore selezione degli interlocutori e attenzione agli elementi capaci di aggiungere qualcosa di concreto a un delitto che, diciannove anni dopo, continua a occupare indagini e prime pagine.