Pier Silvio Berlusconi non chiude la porta ad Amadeus, promuove Stefano De Martino, celebra Gerry Scotti e liquida con una battuta le voci su un presunto veto imposto a Barbara D’Urso. Durante la presentazione dei nuovi palinsesti Mediaset, l’amministratore delegato di Mfe-MediaForEurope affronta senza troppi giri di parole i temi più discussi della televisione italiana, alternando prudenza industriale, elogi alla concorrenza e qualche stoccata alle indiscrezioni circolate negli ultimi mesi.
Il passaggio più significativo riguarda Amadeus. Dopo l’esperienza lontano dalla Rai e il successivo avvicinamento al mondo Mediaset, il conduttore continua a rappresentare uno dei nomi più ambiti del mercato televisivo. Berlusconi non annuncia trattative né accordi, ma usa parole che lasciano aperto più di uno scenario.
«Ha lavorato con noi, è un grande professionista. Sono assolutamente favorevole a un ritorno», afferma. Poi aggiunge: «Abbiamo una squadra ricca, ma c’è apprezzamento». Non è una proposta formale, ma nemmeno una dichiarazione di circostanza. In un settore in cui ogni parola pesa, l’apertura dell’amministratore delegato di Mediaset suona come un invito a non considerare chiusa la partita.
Amadeus resta nel mirino, ma Mediaset difende la sua squadra
Berlusconi rivendica la solidità del gruppo e non dà l’impressione di voler affidare il futuro dell’intrattenimento a un solo volto. Mediaset punta già su una squadra costruita attorno a conduttori consolidati, format storici e nuovi tentativi di conquistare il pubblico del preserale e dell’access prime time.
Il nome di Amadeus, però, continua a esercitare un richiamo particolare. Negli ultimi anni il conduttore ha legato la propria immagine ai grandi eventi, al Festival di Sanremo e ai programmi capaci di unire pubblico generalista e attenzione mediatica. Un profilo che si adatterebbe bene alla strategia di un gruppo deciso a rafforzare la propria offerta senza rinunciare alla televisione popolare.
L’apertura arriva mentre Mediaset rivendica risultati positivi negli ascolti. Il gruppo raggiunge il 37,9% nelle ventiquattro ore e il 39,8% nella fascia di prime time compresa tra le 20.30 e le 22.30. Numeri che, nella lettura di Berlusconi, dimostrano come la televisione generalista conservi ancora una forza rilevante nonostante la concorrenza dello streaming e delle piattaforme digitali.
A trainare il gruppo c’è soprattutto Gerry Scotti. La Ruota della fortuna ha vinto il 77% dei confronti con Affari tuoi e ha trasformato il conduttore in uno dei pilastri della stagione. Il successo potrebbe spingere Mediaset a recuperare altri marchi storici, da Passaparola a Ok, il prezzo è giusto, da sperimentare prima nel preserale e poi, eventualmente, nell’access. Berlusconi scherza anche sul rischio di cambiare una formula che funziona: «Se osiamo togliere la Ruota, ci picchiano».
L’elogio a De Martino: «Ha il Dna dell’entertainer»
Se Gerry Scotti rappresenta il presente di Mediaset, Stefano De Martino è il concorrente che Berlusconi guarda con maggiore interesse. L’amministratore delegato non nasconde la propria stima per il volto di Rai 1, protagonista di Affari tuoi e futuro conduttore del Festival di Sanremo. «Mi piace, è un ragazzo che ha il Dna dell’entertainer», dice. Poi il sostegno diretto: «Forza Stefano. Certo che c’è curiosità, guarderemo il Festival».
Parole insolite nel confronto tra aziende concorrenti, ma perfettamente coerenti con il giudizio che Berlusconi riserva ai professionisti capaci di costruire un rapporto forte con il pubblico. De Martino, nella sua lettura, possiede una qualità che va oltre la conduzione: la capacità di intrattenere senza appesantire il programma e di tenere insieme spontaneità, ritmo e presenza scenica.
Il riconoscimento acquista ulteriore peso perché arriva mentre Mediaset cerca di rendere più competitivo proprio l’access prime time, la fascia in cui si gioca ogni sera una delle battaglie più importanti della televisione italiana.
Berlusconi torna anche sulla questione degli orari. Da tempo sostiene che la prima serata debba iniziare prima e che i programmi dell’access debbano concludersi entro le 21.30. La promessa alla Rai è chiara: se il servizio pubblico anticiperà stabilmente la programmazione, Mediaset farà altrettanto.
«Vogliamo dare alle famiglie una serata normale», spiega, ricordando però che in passato il gruppo aveva già accorciato i tempi senza ricevere una risposta equivalente dalla concorrenza.
«Nessun veto su Barbara D’Urso»
Molto più netto il tono sul caso Barbara D’Urso. Negli ultimi mesi diverse indiscrezioni hanno attribuito a Pier Silvio Berlusconi un presunto veto nei confronti della conduttrice, non soltanto dentro Mediaset ma persino in Rai e presso altri operatori televisivi. L’amministratore delegato respinge la ricostruzione con sarcasmo.
«Ma quale veto? Siccome non lavora altrove, allora avrei messo un veto a Prime, Netflix, Discovery e La7? Davvero pensate che possa mettere veti alla Rai?». Poi usa l’operazione mancata tra EI Towers e Rai Way per demolire l’ipotesi: «Se avessi questo potere, secondo voi non lo avrei usato per far andare in porto quell’operazione?».
La conclusione contiene anche un augurio personale: «Con tutto il rispetto per Barbara D’Urso, alla quale auguro ogni bene, non è affar nostro decidere dove lavorerà». Berlusconi separa così due piani. Da una parte resta la rottura professionale tra la conduttrice e Mediaset, sfociata anche in una causa; dall’altra esclude di avere esercitato pressioni su altri editori per impedirne il ritorno in televisione.
Il futuro incerto di Striscia la notizia
Più evasiva, ma proprio per questo significativa, la risposta sul futuro di Striscia la notizia. Alla domanda sul programma di Antonio Ricci, Berlusconi spiega che l’azienda sta ancora valutando ogni opzione. «Stiamo facendo tutte le considerazioni del caso. Ad oggi siamo a questo punto e non ho altre informazioni da darvi».
Poche parole che non rassicurano chi sperava in un ritorno immediato del tg satirico. L’assenza di una conferma e la prudenza dell’editore fanno pensare che Mediaset stia valutando seriamente uno stop prolungato o una trasformazione profonda del programma.
Il resto dei palinsesti mostra invece una forte continuità. Restano centrali Maria De Filippi, Silvia Toffanin, Michelle Hunziker, Giorgio Panariello, Pio e Amedeo e una lunga serie di appuntamenti musicali con Giorgia, Irama, Eros Ramazzotti, Gigi D’Alessio, Achille Lauro, Emma, Il Volo e i Pooh.
Sul fronte dei reality tornerà il Grande Fratello Vip, mentre L’isola dei famosi cambierà formula e dovrebbe affidarsi a Selvaggia Lucarelli. Mediaset prepara inoltre nuovi programmi musicali, game show e format internazionali, senza rinunciare ai titoli storici che hanno costruito l’identità del gruppo.
Il messaggio finale di Pier Silvio Berlusconi è chiaro: la televisione generalista non soltanto è ancora viva, ma continua a muovere conduttori, strategie e rivalità. Amadeus resta una possibilità, De Martino un talento da osservare, Gerry Scotti una certezza. Barbara D’Urso, invece, dovrà trovare altrove il proprio futuro, senza che Mediaset — almeno secondo il suo amministratore delegato — abbia alcuna intenzione o possibilità di impedirglielo.







