Report, i retroscena sulla scelta di Presutti e Piervincenzi: dal caso Cefalù alle nomine Rai, tutti i nodi ancora da chiarire

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La successione a Sigfrido Ranucci alla guida di Report doveva chiudere una delle partite più delicate della Rai. Sta invece aprendone un’altra. Perché intorno alla scelta di Giulia Presutti e Daniele Piervincenzi stanno emergendo circostanze, frequentazioni, passaggi professionali e coincidenze che meritano di essere ricostruiti senza confondere ciò che è documentato con quello che resta ancora da verificare.

La versione ufficiale di viale Mazzini è lineare. Presutti e Piervincenzi sono stati presentati come «due giornalisti selezionati e vincitori del concorso Rai, nel segno della professionalità e dell’esperienza maturata sul campo». Ma proprio ricostruendo separatamente i percorsi dei due nuovi volti della trasmissione emergono alcuni interrogativi.

Il primo riguarda Presutti e il Cefalù Bistrò di Valter Lavitola, ristorante diventato centrale nelle polemiche che hanno investito Ranucci. Il secondo porta invece dentro la Rai e riguarda Piervincenzi, la graduatoria per l’assunzione dei giornalisti, la destinazione alla Tgr Campania e il successivo approdo alla conduzione di Report.

Giulia Presutti e il Cefalù Bistrò: non sarebbe stata una sola cena

Il caso Presutti nasce da una fotografia pubblicata dal Domani che mostra la giornalista al Cefalù Bistrò, il locale romano di Valter Lavitola. Secondo una prima ricostruzione riportata da Repubblica, Presutti avrebbe spiegato ad amici che si sarebbe trattato di un episodio risalente al 2024, unica occasione nella quale avrebbe cenato nel ristorante, su indicazione di Ranucci e per ragioni professionali.

È stato però lo stesso Ranucci a fornire successivamente una versione diversa. «Non le ho mai detto di andare da lui per motivi di lavoro», ha dichiarato l’ex conduttore, aggiungendo di avere saputo successivamente che Presutti sarebbe andata nel locale «anche altre volte da sola per dei progetti» dei quali lui non sarebbe stato informato. Ranucci ha inoltre sostenuto che la circostanza sarebbe verificabile attraverso le chat sequestrate nel telefono di Lavitola. È questo uno dei punti che meriterebbe un chiarimento definitivo: quante volte Presutti ha frequentato il Cefalù Bistrò e per quali ragioni?

Secondo la ricostruzione pubblicata da Dagospia, infatti, la presenza della giornalista nel ristorante non sarebbe stata episodica. Presutti sarebbe stata vista più volte nel locale anche insieme a Laura Cianfoni, figura che compare a sua volta nella rete di rapporti personali e professionali ricostruita attorno a Ranucci e Lavitola.

Il nodo Laura Cianfoni

Cianfoni rappresenta un altro elemento della vicenda. Fotografie risalenti al settembre 2020 la mostrano insieme a Ranucci in occasione del Premio Colalucci, assegnato proprio al giornalista.

Il suo nome compare inoltre, secondo quanto riportato dalla stampa, migliaia di volte negli atti dell’inchiesta della Procura di Roma che ha fatto emergere i rapporti tra Ranucci e Lavitola. Il Giornale ha riferito anche di circa venti suoi accessi negli ultimi anni come ospite della redazione di Report, pur non essendo giornalista Rai.

C’è poi un ulteriore episodio riportato dal Messaggero: sette giorni dopo l’attentato contro Ranucci, il giornalista e Lavitola si sarebbero incontrati proprio nell’abitazione di Cianfoni.

Presi singolarmente, rapporti personali e frequentazioni non dimostrano naturalmente alcuna irregolarità professionale. Ma diventano giornalisticamente rilevanti nel momento in cui la frequentazione del Cefalù Bistrò è stata uno degli elementi utilizzati nel dibattito pubblico sulla posizione dello stesso Ranucci.

Da qui una questione difficilmente eludibile: se il rapporto con quell’ambiente è stato considerato rilevante per valutare la posizione del precedente conduttore, con quale criterio è stato valutato nel caso della nuova conduttrice?

L’ipotesi dell’interlocuzione politica sulla nomina

C’è poi il capitolo più strettamente politico, che allo stato resta una ricostruzione da verificare. Secondo Dagospia, nella scelta di Presutti avrebbe pesato anche la necessità di garantire un equilibrio politico nella nuova conduzione. La giornalista viene indicata come una figura considerata vicina all’area Movimento 5 Stelle-Avs e la sua nomina avrebbe rappresentato una garanzia per l’opposizione.

In questo quadro sarebbe avvenuta un’interlocuzione tra l’amministratore delegato Rai Giampaolo Rossi e l’ex presidente della commissione di Vigilanza Rai Barbara Floridia, esponente del Movimento 5 Stelle. Floridia, secondo questa ricostruzione, avrebbe espresso il proprio assenso alla soluzione.

Non risultano nel materiale disponibile conferme ufficiali di questo passaggio. Ed è proprio per questo che la questione meriterebbe una risposta dei diretti interessati: ci fu oppure no un confronto politico preventivo sulla nuova conduzione di Report? E, se ci fu, quale ruolo ebbe nella decisione finale?

Piervincenzi, la graduatoria e quella destinazione a Napoli

Il secondo dossier riguarda Daniele Piervincenzi.

Il giornalista aveva partecipato alla selezione Rai per l’assunzione di 127 giornalisti precari. Secondo la ricostruzione disponibile, nella graduatoria sarebbe risultato diciassettesimo e avrebbe dovuto prendere servizio alla Tgr Campania.

Gli altri giornalisti destinati alla sede napoletana sarebbero arrivati progressivamente tra giugno e luglio. Piervincenzi, invece, non avrebbe preso servizio insieme a loro.

Il 29 luglio una comunicazione del Comitato di redazione avrebbe annunciato la sua definitiva assunzione a Napoli con decorrenza dal 14 settembre. Ma nel frattempo era già arrivata un’altra notizia: circa due settimane prima era stato indicato come uno dei nuovi conduttori di Report.

La successione temporale apre una domanda precisa: quando è maturata realmente la decisione di destinare Piervincenzi a Report e quale rapporto esisteva tra questa scelta e la precedente assegnazione alla Tgr Campania?

L’amicizia rivendicata da Welcome to Favelas

L’annuncio della nomina di Piervincenzi è stato accolto positivamente anche da Massimiliano Zossolo, fondatore della pagina Welcome to Favelas, che ha pubblicamente definito il giornalista «un grandissimo amico» del progetto.

Zossolo ha ricordato una collaborazione risalente al 2016 per un servizio realizzato per Nemo, nessuno escluso e ha persino ipotizzato scherzosamente una futura collaborazione proprio con Report.

La circostanza assume interesse perché Welcome to Favelas è stata in passato oggetto di attenzione giornalistica da parte della stessa trasmissione e perché Zossolo ha partecipato nel 2025 a Fenix, manifestazione organizzata dai giovani di Fratelli d’Italia.

Anche in questo caso non emerge automaticamente alcun conflitto. Ma la trasformazione della squadra di una trasmissione delicata come Report rende inevitabile interrogarsi sui criteri utilizzati dalla Rai per selezionare i nuovi vertici editoriali.

Piervincenzi, Corsini e la Primavera Rugby

Esiste infine una coincidenza biografica che riguarda Piervincenzi e Paolo Corsini, direttore dell’Approfondimento Rai e quindi figura centrale nella nuova organizzazione della trasmissione. Entrambi hanno avuto rapporti con la Primavera Rugby di Roma.

Piervincenzi ha giocato a lungo nella società ed è stato capitano della squadra che conquistò la promozione in Serie B. Corsini ha raccontato pubblicamente di essersi allenato con la Primavera Rugby da diciottenne e di essere successivamente tornato a giocare intorno al 2011. Secondo quanto riportato da Dagospia, i due si incontrerebbero anche in occasione di eventi legati alla società e alle partite della Primavera Old.

La comune appartenenza sportiva non costituisce naturalmente la prova di alcun favoritismo. La domanda giornalisticamente rilevante è un’altra: Corsini conosceva personalmente Piervincenzi prima della scelta per Report? E, in caso affermativo, quale ruolo ha avuto nella selezione?

I nomi circolavano già prima dell’annuncio

C’è infine una coincidenza temporale. Il 22 luglio, quando il futuro della trasmissione era ancora formalmente aperto, Il Giornale d’Italia pubblicava un articolo dal titolo: «Rai, il possibile dopo Ranucci: tra le indiscrezioni spuntano i nomi di Giulia Presutti e Daniele Piervincenzi».

Presutti e Piervincenzi erano dunque già indicati insieme come possibile soluzione prima della formalizzazione della nuova conduzione. Da soli, tutti questi elementi possono avere spiegazioni perfettamente lineari. È la loro successione a rendere utile una ricostruzione completa: la frequentazione del Cefalù Bistrò da parte di Presutti, il rapporto con Cianfoni, l’eventuale interlocuzione politica sulla nomina, la graduatoria di Piervincenzi, l’assegnazione a Napoli rimasta sospesa, la conoscenza con ambienti successivamente finiti sotto la lente di Report e la comune storia rugbistica con Corsini.

Non servono insinuazioni per formulare le domande. Servono risposte. Perché la questione ormai supera i nomi di Ranucci, Presutti e Piervincenzi. Riguarda il criterio con cui la Rai ha deciso chi dovrà guidare una delle sue trasmissioni giornalistiche più delicate e controverse. E soprattutto se la nuova Report sia nata esclusivamente da una scelta editoriale oppure da un equilibrio molto più complesso tra azienda, politica e rapporti personali.