Per milioni di telespettatori, Ronn Moss non è mai stato soltanto Ronn Moss. Per più di venticinque anni è stato Ridge Forrester, l’uomo dagli sguardi intensi, dagli amori complicati, dai ritorni impossibili, dalle tragedie sentimentali vissute dentro l’universo infinito di Beautiful. Un personaggio diventato talmente popolare da trasformarsi quasi in una seconda pelle, soprattutto in Italia, dove la soap americana ha avuto un successo enorme e dove il volto dell’attore è entrato stabilmente nell’immaginario televisivo di più generazioni.
Oggi, però, al posto di Ridge c’è un uomo diverso. Capelli bianchi, orecchini, bracciali, un’aria tranquilla da tardo hippie, Ronn Moss sembra aver trovato una distanza nuova dal personaggio che lo ha reso famoso in tutto il mondo. Ospite d’onore del Filming Italy Sardegna Festival, diretto da Tiziana Rocca, l’attore presenta il suo primo film da regista, il western sui generis Tex McKenzie, e torna a parlare della scelta che nel 2012 sorprese i fan della soap: lasciare Beautiful dopo 6.407 episodi.
Il successo di Ridge e il rapporto con i fan
Moss non rinnega nulla di quella stagione. Anzi, racconta il successo con gratitudine, senza fastidio e senza snobismo. Seduto accanto alla moglie Devin Devasquez, che partecipa all’intervista e lo aiuta a chiarire alcuni passaggi, l’attore spiega di avere sempre preso sul serio il proprio lavoro, ma non tutto ciò che ruotava attorno alla fama.
«Non è stato poi così difficile vivere quella fase della vita. Prendo seriamente il mio lavoro, ma non tutto quello che c’è intorno. Quel successo mi ha fatto un gran piacere, sono felice di sapere che ci siano state così tante persone che, per anni, hanno seguito e amato Beautiful, tutta gente che con me è sempre stata gentile e verso cui nutro un grande rispetto. E poi, diciamolo, dare un autografo o farsi una foto non è poi la cosa peggiore che può succedere».
È una frase che racconta bene il rapporto di Moss con la popolarità. Nessuna insofferenza verso il pubblico, nessun disprezzo per la soap che gli ha dato fama mondiale. Semmai la consapevolezza che quel successo, a un certo punto, aveva iniziato a occupare troppo spazio.
Quando Ridge diventa una seconda vita
La parte più delicata del racconto riguarda proprio la convivenza con Ridge Forrester. Per anni Moss ha girato senza sosta, entrando ogni giorno nel personaggio, vivendo dentro una macchina produttiva che non concedeva tregua. Beautiful, in onda negli Stati Uniti dal 1987, lo ha visto protagonista fino al 2012. Venticinque anni di set, dialoghi, trame, passioni, matrimoni, tradimenti, lutti e riconciliazioni. A un certo punto, confessa, il confine tra attore e personaggio si era fatto troppo sottile.
«Mi ero abituato a vivere senza mai smettere di lavorare, senza prendere un giorno di riposo. Ridge era entrato dentro di me, non solo quando ero sul set, non riuscivo più a liberarmi di lui, è come se a un certo punto avessi preso l’abitudine di vivere due vite separate, quella di Ridge e la mia».
È il paradosso dei personaggi televisivi più longevi. Diventano immortali per il pubblico, ma possono diventare una prigione per chi li interpreta. Ridge aveva dato a Ronn Moss una fama globale, ma aveva anche iniziato a invadere la sua identità. Non era più soltanto un ruolo da recitare. Era una presenza costante, un altro sé con cui convivere anche fuori dal set.
L’incidente e la decisione di lasciare Beautiful
La rottura arriva anche per un fatto concreto: un incidente automobilistico che provoca all’attore una perdita di memoria a breve termine. Per una produzione come Beautiful, costruita su ritmi serrati e dialoghi quotidiani da memorizzare, quella condizione diventa un ostacolo enorme.
«Ho avuto un incidente automobilistico che mi ha provocato una perdita di memoria a breve termine. Giravamo senza interruzione, tutti i giorni, e questa nuova situazione creava molti problemi, non ero più in grado di memorizzare i dialoghi».
A quel punto, la fatica fisica e quella psicologica si sommano. Moss capisce che non può continuare a essere Ridge all’infinito. Non in quel modo. Non con quella pressione. Non mentre il personaggio comincia a produrre effetti negativi sulla sua vita reale.
«Mi dicevo che dovevo smetterla, sentivo che continuare a essere Ridge stava iniziando ad avere un brutto effetto su me stesso».
Non è un addio rancoroso, però. Moss riconosce anche ciò che Ridge gli ha dato, perfino nei dettagli più mondani e curiosi. «Certo, quel personaggio mi ha insegnato tante cose, per esempio ad aprire una bottiglia di champagne, a fare un vero papillon, a parlare di moda e infatti a suo tempo ho conosciuto Valentino».
Dopo più di venticinque anni, dunque, Ronn Moss ha scelto di uscire dalla villa dei Forrester per ritrovare sé stesso. Oggi guarda a quel passato senza rimpianto, ma anche senza nostalgia forzata. Ridge resta il personaggio che lo ha reso un mito televisivo. Ma Ronn, finalmente, sembra aver ripreso il posto che per troppo tempo aveva dovuto dividere con lui.







