Wanna Marchi e Stefania Nobile, dal carcere al Campidoglio: «Osannata». Il premio che fa infuriare

Wanna Marchi e Stefania Nobile in Campidoglio

Wanna Marchi torna al centro delle polemiche dopo il riconoscimento ricevuto insieme alla figlia Stefania Nobile. Le due sono state premiate pochi giorni fa nella Sala della Protomoteca del Campidoglio, a Roma, nell’ambito del “P.I.C. – Premio Internazionale della Cultura”.

Un riconoscimento che ha provocato non poche discussione sui social e non, soprattutto per la scelta di premiare due figure con un passato giudiziario così noto. È stata la stessa Wanna Marchi, davanti a quella situazione, a non nascondere il proprio stupore: «La vita è davvero strana, da una cella in galera e poi ti ritrovi in Campidoglio osannata, piena di complimenti, di applausi e di abbracci. Il Campidoglio non è per tutti». Sono state osannate come regine, in una location altrettanto nobile e hanno ricevuto un premio “alla cultura”. Tra ironia e polemica, la domanda resta una sola: “perché?”

Perché sono state premiate?

È proprio questa la domanda che accompagna la vicenda. Perché due persone con un passato giudiziario così noto sono state scelte per ricevere un riconoscimento alla cultura proprio all’interno della Sala della Protomoteca del Campidoglio?

La manifestazione è stata infatti presentata come un evento dedicato alla cultura e alle eccellenze italiane. Eppure, il passato di Wanna Marchi e Stefania Nobile è noto e ha segnato profondamente la loro storia pubblica.

Il punto, dunque, non riguarda soltanto il premio ricevuto, ma anche i criteri che hanno portato alla scelta delle due premiate e le modalità con cui l’evento è arrivato a svolgersi all’interno di una sala del Campidoglio.

Il premio per Stefania Nobile

A ricevere il premio è stata anche Stefania Nobile. Il riconoscimento è stato assegnato per il libro “Vendere… cara la pelle”, nel quale la figlia di Wanna Marchi racconta anche il rapporto con la madre. Nobile ha commentato il premio con una frase che richiama inevitabilmente la sua storia familiare e professionale: «Io sarò sempre la figlia della numero 1. Vendere non è sempre andare in giro. È vendersi».

Un’autodefinizione che si inserisce nel percorso con cui Stefania Nobile ha cercato negli ultimi anni di raccontare la propria esperienza anche al di fuori delle vicende che l’hanno portata sulle cronache giudiziarie. Ma anche in questo caso resta il quesito: perché proprio questo libro è stato ritenuto meritevole del riconoscimento?

Il premio per Wanna Marchi

Per Wanna Marchi il riconoscimento è arrivato invece per il ricettario “La verità è che io cucino così. Qui non si pesa niente: l’unica misura è l’amore”, pubblicato nel 2026. La donna che per anni è stata uno dei volti più riconoscibili delle televendite italiane si è così ritrovata al centro di una cerimonia nella Sala della Protomoteca, davanti a oltre 200 ospiti secondo quanto riferito dagli organizzatori.

È proprio questo passaggio ad aver attirato maggiormente l’attenzione: una figura segnata da una pesante vicenda giudiziaria che torna a ricevere applausi e riconoscimenti pubblici. Allora la domanda torna inevitabilmente a essere la stessa: perché un riconoscimento alla cultura proprio a Wanna Marchi?

Il premio e le polemiche sulla sala del Campidoglio

La manifestazione è stata ideata dall’editore Alessandro Gian Maria Ferri. Si tratta di un’iniziativa privata e, secondo quanto precisato, non riconducibile a Roma Capitale o al Campidoglio. L’utilizzo della Sala della Protomoteca, tuttavia, è soggetto alle procedure previste dall’amministrazione.

A fare gli onori di casa e ad accogliere gli ospiti, secondo quanto riferito dagli organizzatori, è stato il consigliere comunale e presidente della commissione Giubileo Dario Nanni, che ha preso le distanze dall’iniziativa e ha spiegato di non essere stato informato della presenza di Wanna Marchi e Stefania Nobile.

«Io non sapevo che c’erano Wanna Marchi e la figlia – afferma imbarazzato Nanni – Se avessi saputo non avrei partecipato. Loro sono persone lontane anni luce dalla mia visione di vita e dalle mie idee politiche. Quando hanno parlato loro non c’ero, sono stato chiamato dagli organizzatori per un generico saluto istituzionale».

La cerimonia è stata presentata come «uno degli eventi dedicati alla promozione della cultura e delle eccellenze italiane», oltre che come un’occasione per valorizzare persone, progetti e realtà considerate significative per la crescita culturale e sociale del Paese. Dunque, da qui, gli interrogativi che accompagnano la vicenda sono numerosi.

Primo fra tutti, il seguente: al momento della concessione della sala, quanto era conosciuto il programma dell’evento e chi sarebbero stati i destinatari dei riconoscimenti? Una domanda che assume particolare rilievo alla luce del passato giudiziario di Wanna Marchi e Stefania Nobile, vicenda che ha segnato profondamente la loro storia pubblica.

Il passato di Wanna e Stefania

Facendo un tuffo nel passato giudiziario di Wanna Marchi e Stefania Nobile, ricordiamo che state condannate in via definitiva dalla Corte di Cassazione nel marzo 2009. Per Wanna Marchi la pena era stata fissata in 9 anni e 6 mesi di reclusione, mentre per la figlia la condanna era stata di 9 anni e 4 mesi.

La figlia di Wanna Marchi è tornata al centro delle cronache giudiziarie anche nel 2025, quando è stata coinvolta nell’inchiesta relativa alla Gintoneria di Davide, il locale milanese gestito dall’ex compagno Davide Lacerenza. L’indagine riguardava, tra le altre contestazioni, ipotesi di autoriciclaggio, favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione, oltre a reati legati agli stupefacenti.

Nell’ottobre 2025 Stefania Nobile è stata condannata a tre anni di reclusione, con la possibilità di scontare la pena attraverso l’affidamento in prova ai servizi sociali. Insomma, da una parte il passato giudiziario, le condanne e gli anni lontani dalla televisione. Dall’altra un premio, gli applausi e una cerimonia in Campidoglio.

Dal carcere al Campidoglio, passando per condanne, televisione e televendite. È inutile continuare a girarci intorno. In fondo, la sintesi perfetta ce l’ha servita su un piatto d’argento proprio Wanna Marchi durante la cerimonia in Campidoglio: «Da una cella in galera e poi ti ritrovi in Campidoglio osannata».