ROMA – La prima cosa che si nota è il silenzio dell’alba, rotto soltanto dalle voci di migliaia di ragazzi che hanno scelto di passare la notte qui. C’è chi dorme ancora in tenda, chi stringe tra le mani il biglietto come fosse un passaporto per qualcosa di irripetibile, chi canta sottovoce le canzoni di Ultimo per ingannare l’attesa. A Tor Vergata il concerto deve ancora cominciare, ma la storia è già iniziata.
Il sole deve ancora salire alto quando la spianata si riempie di colori, bandiere e ombrelli aperti per difendersi dal caldo. Gli organizzatori osservano un flusso continuo di persone che non accenna a diminuire. È il popolo di Niccolò Moriconi, arrivato da ogni parte d’Italia per quello che lui ha battezzato “La favola per sempre”, un titolo che oggi sembra descrivere perfettamente l’atmosfera che si respira nell’enorme area alle porte della Capitale.
I numeri raccontano già un primato: 250 mila biglietti esauriti in poche ore e un’affluenza talmente imponente da convincere gli organizzatori ad aprire i cancelli già intorno all’una di notte, sei ore prima rispetto al programma iniziale. Una decisione presa per distribuire nel tempo l’ingresso degli spettatori e garantire un afflusso ordinato verso quella che, per una sera, diventerà la più grande arena musicale d’Italia.
Una città dentro la città
Tor Vergata oggi ha le dimensioni di una piccola metropoli. Sei settori, decine di punti ristoro, servizi, maxi schermi, aree dedicate e un’organizzazione che coinvolge trasporti, viabilità, sicurezza e assistenza sanitaria.
I fan si orientano tra i vari pit, ognuno intitolato a un album simbolo della carriera di Ultimo: Pianeti, Peter Pan, Colpa delle favole, Solo, Alba e Altrove. C’è chi punta a conquistare le prime file, chi preferisce sistemarsi più indietro per vivere comunque l’atmosfera di una giornata destinata a restare nella memoria.
Intorno all’area del concerto Roma cambia volto. Le chiusure al traffico interessano decine di strade, mentre la rete del trasporto pubblico si adatta all’evento con metropolitane che resteranno aperte per tutta la notte e navette dedicate per accompagnare il pubblico fino agli ingressi.
L’impressione è quella di assistere alla costruzione di una città temporanea, pensata per accogliere una popolazione grande quanto quella di un capoluogo di provincia.
L’attesa diventa spettacolo
L’evento, in realtà, comincia molte ore prima dell’accensione delle luci sul palco.
Dalle 14 è previsto il dj set di Fateme suonà, incaricato di accompagnare il pubblico nelle lunghe ore di attesa. Poi, alle 19.30, salirà sul palco Fabrizio Moro. Non sarà una semplice apertura del concerto, ma un momento dal forte valore simbolico.
Fu proprio Moro, infatti, a credere nel talento di Niccolò Moriconi quando ancora era un ragazzo sconosciuto, invitandolo ad aprire alcuni dei suoi concerti. Oggi, davanti a un pubblico da record, quel rapporto torna a chiudere idealmente un cerchio iniziato molti anni fa.
L’attenzione, però, è tutta per le 20.35, quando dovrebbe iniziare lo spettacolo principale. Tra i fan circola anche una delle indiscrezioni più suggestive della giornata: l’ingresso di Ultimo potrebbe avvenire in elicottero, regalando un’apertura spettacolare a un concerto che promette di superare ogni precedente.
Le canzoni di una generazione
Tra i gruppi di amici seduti sull’erba il gioco più diffuso è uno solo: indovinare la scaletta.
C’è chi è convinto che il concerto partirà con “Acquario”, chi scommette su “Io non so”, chi aspetta il momento in cui risuoneranno “Pianeti”, “Peter Pan”, “Il ballo delle incertezze”, “Piccola stella” o “Colpa delle favole”. L’ipotesi più accreditata parla di uno spettacolo lungo circa tre ore, con venticinque o trenta brani capaci di attraversare l’intera carriera dell’artista romano.
In fondo, però, la sequenza delle canzoni sembra quasi un dettaglio. Per chi è arrivato fin qui conta soprattutto esserci. Molti sono partiti nella notte, altri hanno viaggiato per centinaia di chilometri. Alcuni hanno dormito in tenda pur di conquistare una posizione migliore sotto il palco.
Quando il sole continua a salire sopra Tor Vergata, il pubblico aumenta minuto dopo minuto. I cori si fanno sempre più forti, gli smartphone iniziano a trasmettere in diretta ogni istante dell’attesa e la sensazione è quella di vivere qualcosa che va oltre un semplice concerto.
Mancano ancora poche ore all’inizio dello spettacolo, ma Roma ha già incoronato il suo protagonista. Il resto lo farà la musica.







