Alberto Stasi potrebbe presto lasciare il carcere di Bollate e oggi emerge un retroscena economico abissale: quello di un processo infinito, durato quasi vent’anni, che ha letteralmente prosciugato il patrimonio di famiglia. Tra parcelle legali, consulenze tecniche e risarcimenti, le cifre emerse sono da capogiro.
I costi legali
Difendersi dall’accusa di aver ucciso la fidanzata Chiara Poggi ha avuto un prezzo altissimo. Secondo le ricostruzioni più accreditate (tra cui MOW Mag), le sole spese legali avrebbero superato abbondantemente i 200.000 euro.
Solo per l’avvio della pratica con lo studio Lucido, il primo a seguire il caso prima del passaggio allo studio Giarda, sarebbero serviti 23.000 euro. Una cifra che rappresenta solo la punta dell’iceberg di una battaglia legale combattuta in ogni grado di giudizio, tra ricorsi e udienze fiume.
Perizie e DNA
In un processo basato quasi interamente su prove scientifiche e indiziarie, il ruolo dei periti è stato decisivo, ma anche costosissimo. Dalla discussa perizia del genetista Linarello sul DNA trovato sotto le unghie di Chiara, fino alle analisi forensi sui computer di vittima e carnefice, ogni parere ha avuto un costo.
Si stima che per ogni consulenza tecnica la spesa sia oscillata tra i 5.000 e i 50.000 euro, a seconda della complessità dei rilievi. Un investimento necessario per tentare di smontare il castello accusatorio, che negli anni ha accumulato fatture pesantissime a carico della famiglia Stasi.
Il risarcimento alla famiglia Poggi
Oltre alle spese per la propria difesa, Alberto Stasi è stato condannato a risarcire Rita e Giuseppe Poggi, i genitori di Chiara. Secondo quanto riferito dall’ingegner Paolo Reale, cugino della vittima, la cifra complessiva si aggira intorno ai 700.000 euro.
Di questa somma, Stasi avrebbe già versato circa 350.000 euro. A questi si aggiungono persino le spese di mantenimento in carcere: la detenzione a Bollate costa al condannato circa 110 euro al mese, per un totale che ha ormai superato i 20.000 euro da quando è entrato in cella.
Ville in vendita e case cedute
Per far fronte a questa emorragia di denaro, la famiglia Stasi ha dovuto compiere sacrifici estremi. Nel 2017, la madre di Alberto ha venduto la casa di Spotorno per recuperare liquidità.
Resta invece un “buco nero” immobiliare a Garlasco: la storica villa di via Carducci, messa sul mercato da anni per circa 600.000 euro, risulta ancora invenduta. Il peso del delitto sembra aver colpito anche il valore dell’immobile: nessuno vuole acquistare la casa dove viveva il ragazzo condannato per uno dei delitti più famosi d’Italia.
Stasi potrebbe ricevere 6,5 milioni?
Nonostante la condanna definitiva, rimane sullo sfondo una cifra clamorosa lanciata dal settimanale Panorama. Se Alberto Stasi riuscisse in futuro a dimostrare la sua innocenza o a ottenere una revisione del processo (ipotesi ad oggi lontanissima), il risarcimento per l’ingiusta detenzione e i danni morali, professionali e psicologici subiti in questi 19 anni potrebbe toccare vette incredibili.
Si parla di circa 3 milioni di euro per la sola carcerazione, a cui aggiungere altri 3,5 milioni per le spese sostenute e i danni d’immagine. Un totale di 6,5 milioni di euro che ribalterebbe completamente il destino economico di quello che, per la giustizia italiana, resta l’assassino di Garlasco.







