Calci, pugni e spray al peperoncino: oggi la metro di Roma sembra il Far West | VIDEO CHOC

Metro A, scene dal video YouTube di Dje Media

A Roma la metropolitana è ormai fuori controllo. Tra borseggiatori e criminali allo sbaraglio, le scene da “Far West” sono purtroppo all’ordine del giorno per centinaia per turisti ma soprattutto per passeggeri habituĂ© che, ogni giorno – per forza di cose – sonno “costretti” a muoversi in metropolitana per raggiungere la propria destinazione.

L’ultimo episodio di una violenza inaudita arriva dalla Linea metropolitana A, dove un gruppo di youtuber stranieri hanno deciso di importare nella Capitale la propria personalissima idea di giustizia. Un video mostra scene brutali sotto gli occhi dei passeggeri terrorizzati e riaccende l’acceso dibattito sulla sicurezza nelle banchine romane.

Far West sotterraneo

Il caso nasce dalle riprese del collettivo Dje Media, un canale YouTube britannico gestito da Curtis Arnold che è sbarcato a Roma per documentare – e affrontare – il degrado della metro. Non è un caso che il video sia stato subito rilanciato da Simone Ruzzi ( meglio conosciuto come “Cicalone”), amplificando un messaggio che ormai sembra chiaro: dove lo Stato arranca, arriva la “giustizia” fai-da-te delle telecamere.

Le immagini non lasciano spazio all’immaginazione. Dopo minacce verbali e spintoni, la situazione degenera in pochi secondi. Gli youtuber reagiscono a un primo contatto fisico scatenando una furia punitiva contro due presunti borseggiatori: calci, pugni diretti al volto e l’uso massiccio di spray al peperoncino.

Il video del pestaggio

Il cuore del filmato mostra la brutalitĂ  dello scontro e ha spinto alcuni passeggeri presenti a intervenire non per fermare i ladri, ma per proteggere le vittime dall’aggressione degli youtuber. La violenza è totale e bidirezionale, ma ciò che resta è il vuoto istituzionale. Durante l’intera sequenza, infatti, non si vede l’ombra delle forze dell’ordine. La PolMetro, che dovrebbe presidiare i nodi nevralgici della Capitale, appare assente nel momento del bisogno, lasciando che le banchine diventino un ring dove sono le telecamere a documentare gli accaduti.

Licenza di ripresa e ronde social

Oltre alla violenza fisica, l’episodio solleva un problema enorme sulla gestione delle infrastrutture Atac. Come è possibile che interi collettivi di youtuber possano girare video professionali, senza alcuna autorizzazione, riprendendo volti di passeggeri e malviventi in totale spregio delle norme sulla privacy? Tra borseggiatori professionisti e “giustizieri” social in cerca di visualizzazioni, la Metro di Roma è diventata una terra di nessuno dove, a quanto pare, vale tutto.