Una svolta importante nell’inchiesta sulla morte del piccolo Domenico, il bambino di due anni e mezzo deceduto dopo aver ricevuto un cuore gravemente danneggiato dal ghiaccio secco durante il trasporto da Bolzano a Napoli. Il giudice per le indagini preliminari Mariano Sorrentino ha disposto la sospensione dalla professione del primario del Monaldi Guido Oppido e della seconda operatrice Emma Bergonzoni.
Per Oppido è stata decisa l’interdizione per un anno, mentre per Bergonzoni la sospensione durerà sette mesi. Il provvedimento, eseguito dai carabinieri del Nas guidati dal colonnello Cisternino, si sviluppa in 75 pagine e accoglie la richiesta avanzata dal pubblico ministero Giuseppe Tittaferrante e dal procuratore aggiunto Antonio Ricci.
Le accuse: omicidio colposo e falso
I due medici sono indagati per falso, oltre che per omicidio colposo. Secondo la Procura, avrebbero attestato nella documentazione clinica due circostanze ritenute non corrispondenti al vero. La prima riguarderebbe la contemporaneità tra l’avvio della circolazione extracorporea e l’arrivo al Monaldi dell’équipe proveniente da Bolzano.
La seconda sarebbe relativa alla presunta coincidenza temporale tra l’inizio dell’espianto del cuore del bambino e l’apertura del contenitore con l’organo destinato al trapianto. Accuse che entrambi hanno respinto durante gli interrogatori preventivi svolti davanti al gip, sostenendo la correttezza della loro ricostruzione.
Gli orari contestati e le testimonianze
Secondo gli atti dell’inchiesta, la cartella Cec compilata dalla perfusionista indicherebbe le 14.18 del 23 dicembre come orario del clampaggio dell’aorta, cioè l’inizio dell’espianto del cuore del piccolo Domenico. Il contenitore con l’organo proveniente da Bolzano sarebbe invece arrivato in sala operatoria intorno alle 14.30. Gli infermieri ascoltati dagli investigatori avrebbero confermato l’orario delle 14.18.
Anche Gabriella Farina e Vincenzo Pagano, componenti dell’équipe che si recò a Bolzano per il prelievo dell’organo e anch’essi indagati per omicidio colposo, hanno dichiarato che quando ci si rese conto che il contenuto del box era congelato il cuore del bambino era già stato espiantato. La stessa Farina avrebbe inoltre messo a verbale che la domanda «tutto ok con la cardioplegia del cuore da trapiantare?» non le sarebbe mai stata rivolta mentre si trovava in sala sterile.
La versione del primario Oppido
Nel corso degli interrogatori Guido Oppido ha invece sostenuto di aver ricevuto un primo via libera dall’équipe quando si trovava ancora a Bolzano e una seconda conferma al momento dell’arrivo del contenitore al Monaldi.
Il primario avrebbe inoltre ipotizzato possibili errori nella ricostruzione dei testimoni, richiamando anche un video nel quale il cuore nativo del bambino risulterebbe ancora pulsante alle 14.34. Il giudice ha quindi confrontato le diverse versioni e ha deciso di applicare le misure interdittive nei confronti dei due sanitari.
La madre di Domenico: «È un primo momento di verità»
La decisione del gip è stata accolta con emozione dalla famiglia del bambino. «Sono commossa. È un primo momento di verità», ha dichiarato Patrizia, la madre di Domenico, assistita dall’avvocato Petruzzi.
«È un momento di verità sancito da un giudice terzo e imparziale e siamo soddisfatti del risultato, perché il fatto che sia stata applicata la misura massima nei confronti di Oppido ci dà grande speranza che possa reggere anche davanti al Tribunale del Riesame», ha aggiunto.
Nel frattempo le difese del primario e della seconda operatrice, rappresentate dagli avvocati Alfredo Sorge e Vittorio Manes per Oppido e da Vincenzo Maiello per Bergonzoni, stanno già preparando il ricorso.







