La vicenda della grazia concessa a Nicole Minetti si arricchisce di un nuovo capitolo che rischia di alimentare ulteriormente le polemiche. Dopo la clamorosa ritrattazione di Graciela Mabel De Los Santos Torres, l’ex massaggiatrice uruguaiana che aveva accusato Minetti e il compagno Giuseppe Cipriani, emerge infatti un messaggio inviato appena un mese prima che racconta una storia completamente diversa.
Secondo quanto ricostruito dal Fatto Quotidiano, il 6 maggio Graciela scriveva parole che oggi assumono un peso particolare alla luce del successivo cambio di versione.
Il messaggio di Graciela prima della ritrattazione
«Se mi chiamano a difendere l’unica persona che si è presa cura di me, Thomas, andrò a testimoniare a sostegno della sua inchiesta. Ecco perché chiedo di non essere menzionata qui, dove Giuseppe ha molta influenza».
È questo il passaggio che oggi riaccende il dibattito attorno alla testimonianza dell’ex massaggiatrice. Thomas è Thomas Mackinson, il giornalista del Fatto Quotidiano che aveva raccolto il suo racconto. Giuseppe è Giuseppe Cipriani, imprenditore e compagno di Nicole Minetti.
Nel messaggio emergono due elementi che oggi risultano particolarmente rilevanti: la disponibilità a sostenere pubblicamente le accuse già formulate e il timore di possibili conseguenze legate alla propria esposizione in Uruguay.
Le accuse contro Nicole Minetti e Giuseppe Cipriani
Nelle settimane precedenti alla ritrattazione, Graciela aveva rilasciato numerose dichiarazioni pubbliche. Al Fatto Quotidiano aveva raccontato di presunti festini organizzati nella proprietà uruguaiana di Cipriani e aveva sostenuto che Nicole Minetti non avesse cambiato stile di vita dopo le condanne riportate in Italia.
Successivamente aveva confermato la propria disponibilità a testimoniare anche ad altri giornali e a trasmissioni televisive uruguaiane. Il 12 maggio il Corriere della Sera la intervistava a Punta del Este riportando il racconto di una donna che sosteneva di avere paura e di vivere nascosta. Il giorno seguente, durante la trasmissione Sin Piedad, confermava ancora una volta la volontà di collaborare con eventuali accertamenti.
Cosa è cambiato dopo il 14 maggio
La svolta arriva il 14 maggio. In quelle ore emerge infatti che la Procura generale di Milano non ritiene necessario ascoltare Graciela nell’ambito dell’istruttoria sulla grazia concessa a Nicole Minetti.
Secondo la ricostruzione pubblicata dal Fatto Quotidiano, l’ex massaggiatrice apprende la notizia attraverso le agenzie di stampa e da quel momento interrompe progressivamente i contatti con i giornalisti.
Nelle settimane successive arriva poi la dichiarazione giurata davanti a un notaio uruguaiano nella quale prende le distanze dalle accuse che avevano acceso il caso mediatico. Un cambio di posizione che oggi appare ancora più sorprendente alla luce dei messaggi inviati appena pochi giorni prima.
Il caso Minetti continua a far discutere
La vicenda resta al centro dello scontro tra chi ritiene che le accuse iniziali fossero fondate e chi invece considera decisiva la successiva ritrattazione. Nel frattempo la Procura generale di Milano ha confermato il proprio parere favorevole alla grazia e il Quirinale ha escluso qualsiasi ipotesi di revoca del provvedimento.
Resta però aperto il dibattito sulle diverse versioni fornite da Graciela nel corso delle ultime settimane. E proprio quel messaggio del 6 maggio rischia ora di diventare uno degli elementi più discussi dell’intera vicenda.







