Una svolta attesa da anni nella lunghissima vicenda giudiziaria di Chico Forti. Dopo 25 anni trascorsi in un carcere della Florida e poco più di due anni dal suo ritorno in Italia, il Tribunale di sorveglianza di Verona gli ha concesso la semilibertà. Una decisione che non significa ancora libertà piena, ma che segna un passaggio importante nel percorso dell’ex produttore televisivo e velista italiano condannato negli Stati Uniti all’ergastolo per l’omicidio di Dale Pike.
La decisione arriva dopo l’udienza celebrata il 16 settembre. Forti, rientrato in Italia nel maggio 2024 dopo il trasferimento autorizzato dagli Stati Uniti, è detenuto nel carcere veronese di Montorio e da diversi mesi trascorre già buona parte delle proprie giornate fuori dall’istituto penitenziario per svolgere attività di volontariato.
Con la concessione della semilibertà cambia però formalmente il suo status e si apre una fase nuova. Sarà ora la direzione del carcere a definire nei dettagli il programma al quale Forti dovrà attenersi.
Chico Forti fuori dal carcere durante il giorno
Dal dicembre 2025 Forti svolge 40 ore settimanali di volontariato presso un’azienda agricola del Veronese. Ogni mattina lascia il carcere di Montorio per raggiungere il luogo di lavoro e rientra nell’istituto penitenziario alla sera.
La semilibertà non stravolgerà quindi immediatamente la sua quotidianità, perché Forti godeva già della possibilità di uscire durante il giorno. Il nuovo regime potrà però consentire una maggiore autonomia sulla base del programma che verrà predisposto dall’amministrazione penitenziaria.
Tra i desideri espressi da Forti c’è anche quello di poter raggiungere più frequentemente la madre, che vive a Trento. Saranno le prescrizioni stabilite nel programma di semilibertà a determinare concretamente quali spostamenti e attività gli saranno consentiti.
Forti è assistito dagli avvocati Alessandro Favazza e Carlo Dalla Vedova, che continuano a seguire anche l’altro fronte decisivo della vicenda: la richiesta di libertà condizionale.
Venticinque anni nelle carceri americane
La storia giudiziaria di Chico Forti comincia negli Stati Uniti alla fine degli anni Novanta. L’italiano venne accusato dell’omicidio di Dale Pike, ucciso a Miami nel febbraio 1998, e successivamente condannato all’ergastolo.
Forti ha sempre proclamato la propria innocenza, contestando la ricostruzione dell’accusa e la sentenza americana. Il suo caso, negli anni, è diventato molto conosciuto anche in Italia e attorno alla richiesta di riportarlo nel nostro Paese si sono mobilitati familiari, amici, associazioni e personaggi pubblici.
La svolta arrivò nel 2024, quando Stati Uniti e Italia completarono l’iter che consentiva a Forti di continuare a scontare nel nostro Paese la pena pronunciata dalla giustizia americana. Il 18 maggio 2024 Forti tornò in Italia dopo circa un quarto di secolo trascorso negli Stati Uniti e venne successivamente trasferito nel carcere di Montorio, a Verona.
Il rientro non cancellò naturalmente la condanna: Forti continuò a scontare la pena inflitta negli Stati Uniti secondo le modalità previste dall’ordinamento italiano.
Ora la partita decisiva è la libertà condizionale
La concessione della semilibertà rappresenta quindi un nuovo passaggio, ma non conclude il percorso giudiziario. Sul tavolo rimane infatti la richiesta più importante avanzata dalla difesa: la libertà condizionale.
L’udienza è già stata fissata per il 24 febbraio 2027. Sarà quello il momento nel quale il Tribunale di sorveglianza dovrà affrontare la questione destinata a incidere maggiormente sul futuro di Forti.
Nel frattempo continuerà a uscire dal carcere per lavorare nell’azienda agricola e a rientrare la sera a Montorio, questa volta però non più grazie soltanto alle autorizzazioni che hanno scandito gli ultimi mesi, ma all’interno del regime di semilibertà appena riconosciuto.
A quasi 28 anni dall’omicidio di Dale Pike e dopo 25 anni trascorsi dietro le sbarre negli Stati Uniti, la vicenda di Chico Forti entra così in una fase completamente nuova. La prima porta si è aperta con il ritorno in Italia nel 2024, un’altra si apre oggi con la semilibertà. La prossima data è già cerchiata sul calendario: 24 febbraio 2027, quando si deciderà sulla richiesta che potrebbe portarlo alla libertà condizionale.







