Crans-Montana, la Svizzera rinuncia al rimborso delle cure mediche per i feriti

Strage Crans-Montana, ragazzi portati in ospedale

La Svizzera rinuncia a chiedere all’Italia il rimborso delle spese mediche sostenute per curare i feriti dell’incendio del bar Constellation di Crans-Montana, costato la vita a 41 persone e che ha provocato 115 feriti. Il governo elvetico ha deciso di farsi carico di circa 1,5 milioni di franchi, dopo le polemiche suscitate dalla richiesta di pagamento delle cure ricevute dai ragazzi e dalle ragazze rimasti feriti, alcuni dei quali in condizioni gravissime.

La decisione arriva dopo le tensioni diplomatiche e tiene conto della gravità della tragedia, ma anche della solidarietà dimostrata dall’Italia nelle ore e nei giorni successivi al rogo. Il nostro Paese aveva inviato soccorritori e accolto negli ospedali italiani alcuni dei feriti più gravi, curati anche all’ospedale Niguarda di Milano.

La decisione del Consiglio federale su Crans-Montana

Il Consiglio federale ha adottato la decisione nella seduta del 4 novembre 2026, comunicandola ufficialmente attraverso una nota del governo svizzero.

Il provvedimento riguarda le spese sanitarie sostenute per le vittime assicurate in Italia. Dopo l’incendio, dodici persone avevano ricevuto cure in Svizzera prima del trasferimento negli ospedali italiani.

Nel comunicato, il governo elvetico richiama «la portata e le ripercussioni del tragico incendio di Crans-Montana» e il sostegno fornito dall’Italia durante la catastrofe. La rinuncia al rimborso rappresenta una decisione eccezionale, adottata in un’ottica di reciprocità e come gesto di gratitudine per la solidarietà ricevuta.

La proposta italiana e il principio di reciprocità

Il governo italiano aveva avanzato una proposta basata sul principio di reciprocità: Italia e Svizzera avrebbero dovuto rinunciare entrambe a chiedere il rimborso delle spese mediche per le vittime dell’incendio assicurate nell’altro Paese.

La proposta si inseriva nel quadro dell’Accordo sulla libera circolazione delle persone tra la Svizzera e l’Unione europea (ALC). La vicenda riguarda anche un caso inverso, quello di un ferito assicurato in Svizzera e curato in Italia.

La decisione annunciata da Berna, tuttavia, riguarda nello specifico la rinuncia a chiedere il rimborso delle spese mediche per le vittime assicurate in Italia. Il governo svizzero non ha quindi annunciato una rinuncia reciproca da parte italiana.

Il sostegno italiano dopo la tragedia di Crans-Montana

Nel motivare la propria scelta, il Consiglio federale ha ricordato l’intervento dell’Italia e di diversi Paesi europei subito dopo l’incendio.

Le autorità italiane e quelle degli altri Stati coinvolti avevano garantito assistenza per le cure e il trasporto dei feriti all’estero attraverso il Meccanismo di protezione civile dell’Unione europea (UCPM).

Il governo svizzero ha definito quell’aiuto «rapido, senza burocrazia e gratuito», sottolineando il valore della cooperazione internazionale in una situazione di emergenza.

Tajani e Meloni: nessun onere per le famiglie

Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha accolto con soddisfazione la decisione, riferendo di aver ricevuto la comunicazione direttamente dal suo omologo svizzero Ignazio Cassis.

«La Svizzera si farà carico delle spese per le cure sanitarie dei giovani italiani coinvolti nella tragedia di Crans-Montana», ha scritto Tajani su X.

Anche la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha espresso soddisfazione per la soluzione raggiunta, sottolineando che nessun onere ricadrà sulle famiglie o sull’Italia.

«Sono felice di questa soluzione», ha dichiarato Meloni, rinnovando la vicinanza del governo alle famiglie delle vittime e dei ragazzi feriti. La presidente del Consiglio ha inoltre ringraziato il presidente svizzero Guy Parmelin per la sensibilità dimostrata, definendo la decisione una conferma della solidità dei rapporti tra i due Paesi.