Giorgia Meloni perde consensi e il centrosinistra allunga sul centrodestra. Nonostante i proclami sulla manovra economica e la linea dura sulla sicurezza, l’ultima rilevazione Swg, diffusa il 2 novembre, registra un nuovo arretramento della coalizione di governo. L’opposizione sale al 45%, mentre la maggioranza scende al 43,8%. Il vantaggio del centrosinistra passa così da 0,8 a 1,2 punti percentuali. Una distanza ancora contenuta, inferiore al margine di errore del 2,8% dichiarato dall’istituto, ma che segnala una difficoltà per la presidente del Consiglio. A trascinare verso il basso la coalizione è soprattutto Fratelli d’Italia, che perde tre decimi e scivola al 29%. E mentre Elly Schlein e Giuseppe Conte continuano a discutere sul futuro dell’alleanza, Roberto Vannacci torna a guadagnare terreno.
Fratelli d’Italia perde tre decimi, Forza Italia arretra
Il dato più significativo riguarda proprio il partito della premier. Fratelli d’Italia perde lo 0,3% e si ferma al 29%, pur conservando un vantaggio molto ampio su tutte le altre forze politiche.
Meloni resta quindi alla guida del primo partito italiano, ma la flessione pesa sul risultato complessivo della maggioranza. Il centrodestra cede infatti tre decimi e scende al 43,8%. Non aiuta Forza Italia, che perde lo 0,2% e arriva al 7,2%. Il partito guidato da Antonio Tajani continua a occupare il secondo posto nella coalizione, ma non riesce a compensare il calo di Fratelli d’Italia.
Qualche segnale positivo arriva invece dalla Lega. Il partito di Matteo Salvini guadagna lo 0,1% e raggiunge il 5,5%. Cresce di un decimo anche Noi Moderati, che sale all’1,1%, mentre Sud chiama Nord resta stabile all’1%.
I piccoli recuperi, però, non bastano a invertire la tendenza complessiva. La coalizione perde terreno proprio mentre il governo cerca di concentrare il dibattito pubblico sulla sicurezza e sulle misure economiche. Il sondaggio fotografa una flessione del consenso, ma non permette di attribuirla direttamente a singole iniziative dell’esecutivo.
Schlein non cresce, Conte sì: il Movimento 5 Stelle arriva al 12,6%
Il centrosinistra guadagna un decimo e raggiunge il 45%, ma il risultato nasconde dinamiche differenti tra i partiti. Il Partito democratico resta fermo al 20,6%. Elly Schlein non perde consensi, ma neppure riesce a intercettare direttamente la flessione di Fratelli d’Italia.
A crescere è invece il Movimento 5 Stelle di Giuseppe Conte, che guadagna lo 0,2% e sale al 12,6%. Il divario tra democratici e pentastellati si mantiene significativo, ma il recupero dei Cinque Stelle rafforza il peso politico dell’ex presidente del Consiglio. Un elemento che potrebbe complicare ulteriormente i rapporti tra i due leader. Schlein e Conte condividono l’obiettivo di costruire un’alternativa alla destra, ma continuano a confrontarsi su programmi, alleanze e leadership.
La crescita della coalizione non cancella queste differenze. Anzi, il miglioramento dei Cinque Stelle potrebbe offrire a Conte nuovi argomenti nella trattativa sul futuro del campo progressista.
Alleanza Verdi e Sinistra perde un decimo e scende al 6,2%. Arretrano della stessa misura Italia Viva, al 2,2%, e Più Europa, all’1,3%. Le altre liste della coalizione guadagnano complessivamente due decimi e raggiungono il 2,1%. Il centrosinistra allunga quindi soprattutto grazie al Movimento 5 Stelle e alle formazioni minori, mentre il Pd rimane stabile.
Vannacci torna a crescere: Futuro Nazionale sale al 5,8%
Fuori dalle due principali coalizioni, il dato che attira maggiormente l’attenzione riguarda Roberto Vannacci. Dopo alcune settimane di flessione, Futuro Nazionale torna a crescere. Il movimento guadagna lo 0,2% e raggiunge il 5,8%, superando di tre decimi la Lega di Salvini.
Un risultato significativo per una forza che cerca di conquistare spazio nell’elettorato della destra, puntando su posizioni identitarie e su una comunicazione fortemente riconoscibile. La risalita di Vannacci rappresenta un elemento da osservare soprattutto in prospettiva elettorale. Il suo consenso, se dovesse consolidarsi, potrebbe incidere sugli equilibri della destra e sulle strategie delle forze che oggi sostengono Meloni.
La rilevazione, tuttavia, non chiarisce da quali partiti provengano gli elettori che dichiarano di scegliere Futuro Nazionale. Non è quindi possibile stabilire quanto della sua crescita dipenda da eventuali spostamenti interni all’area conservatrice. Azione di Carlo Calenda rimane invece stabile al 3,1%, senza beneficiare delle variazioni registrate dalle due coalizioni principali.
Il vantaggio del centrosinistra cresce, ma il 30% non si esprime
La distanza tra i due schieramenti passa da otto decimi a 1,2 punti percentuali. Il centrosinistra guadagna lo 0,1%, mentre il centrodestra perde lo 0,3%. Il movimento complessivo è di quattro decimi: troppo poco per parlare di una svolta consolidata, ma sufficiente a confermare il vantaggio dell’opposizione nella rilevazione.
Il margine di errore dichiarato da Swg è del 2,8%. La differenza tra le coalizioni resta quindi all’interno dell’incertezza statistica e non consente di prevedere con sicurezza quale schieramento vincerebbe un’eventuale elezione.
C’è poi un altro numero che pesa sull’interpretazione del sondaggio: il 30% degli intervistati non esprime una preferenza. Quasi un elettore su tre rimane dunque fuori dalle intenzioni di voto dichiarate. Una quota consistente, capace di modificare gli equilibri se dovesse orientarsi verso uno dei due schieramenti.
Per Meloni il segnale meno favorevole arriva dalla combinazione tra il calo personale del suo partito e l’arretramento della coalizione. Per Schlein e Conte, invece, il vantaggio cresce senza che il nodo della leadership trovi una soluzione. La partita resta aperta. Ma nell’ultima fotografia di Swg il centrosinistra è davanti e la maggioranza di governo, per la seconda settimana consecutiva nel confronto indicato dalla rilevazione, deve inseguire.







