Il caso Garlasco diventa terreno di scontro televisivo tra Milo Infante e Valter Biscotti. Nella puntata del 3 novembre di Verità nascoste, l’avvocato critica il clima mediatico attorno ad Andrea Sempio e contesta la composizione del gruppo di ospiti in studio. Il conduttore interviene per difendere i partecipanti e rivendicare il proprio ruolo nella gestione del confronto.
L’intervento del legale parte da una critica ai contenuti trasmessi su Sempio, compresi i suoi soliloqui. «Si è creato un clima infame nei confronti di un indagato», afferma Biscotti, prima di mettere in discussione il numero degli interlocutori.
«Qui siamo sette contro due, sostanzialmente», sostiene. «La matematica non è un’opinione». Il penalista descrive così un confronto che ritiene sbilanciato. Infante interviene, ma Biscotti prova a proseguire il proprio ragionamento.
Il conduttore, che nella stessa puntata aveva richiamato anche l’avvocata di Sempio, Angela Taccia, decide quindi di fermare il legale con una replica netta: «Lei finisce quando glielo consento io, nel reciproco rispetto».
La replica di Milo Infante sul rispetto degli ospiti
Infante ricorda a Biscotti che i due si conoscono e si stimano da anni. Poi entra nel merito del conteggio degli ospiti e cita l’avvocato Macrì, presente in qualità di tecnico, contestando al penalista di averlo inserito in uno schieramento.
«Lei manca di rispetto al suo collega Macrì», afferma il conduttore. Poi aggiunge: «Le parole, almeno qui in questo studio, avvocato, hanno un peso».
Il confronto si concentra così sul rispetto tra i partecipanti e sulla conduzione della discussione, prima di tornare agli sviluppi giudiziari del caso Garlasco.
Le scuse di Biscotti e il ritorno all’inchiesta
Biscotti si scusa con gli ospiti, ma insiste sulla necessità di completare il proprio intervento. «Voglio finire il ragionamento», ripete, mentre le voci si sovrappongono e il confronto prosegue tra interruzioni e richieste di prendere la parola.
Più avanti, il legale rinnova le proprie scuse. La discussione torna quindi agli sviluppi dell’inchiesta e alla distinzione tra la richiesta di rinvio a giudizio e la decisione che spetta al giudice.
Il 3 novembre la Procura di Pavia ha chiesto il rinvio a giudizio di Andrea Sempio per l’omicidio di Chiara Poggi. La richiesta, attesa dalla stessa difesa, apre una nuova fase del procedimento.
I legali di Sempio si preparano a sostenere la sua innocenza e a contestare le accuse nel corso del processo. La richiesta della Procura, infatti, non equivale a una condanna: spetta al giudice valutare gli elementi raccolti e decidere se disporre il rinvio a giudizio.







