La Procura di Pavia ha chiuso gli ultimi quattro mesi di indagine sul delitto di Garlasco notificando un avviso di conclusione bis ai legali di Andrea Sempio. Gli inquirenti si dicono certi di aver consolidato e reso inattaccabili le perizie che individuano nell’amico di Marco Poggi l’unico responsabile dell’omicidio di Chiara Poggi, avvenuto il 13 agosto 2007. L’imputazione contesta la crudeltà per l’efferatezza dell’azione e i motivi abietti legati all’odio maturato dopo il rifiuto di un approccio sessuale.
Le perizie su piede e calzatura: il 42 compatibile con Sempio
I legali della difesa, Liborio Cataliotti e Angela Taccia, dispongono ora di venti giorni per esaminare gli atti e presentare le proprie contromosse. La difesa sostiene che il provvedimento contenga solo contro-consulenze e cita due testimoni pronti a confermare che all’epoca dei fatti Sempio calzava già il numero 44, misura incompatibile con la scarpa dell’assassino.
Di parere opposto sono le analisi del tenente colonnello Gianpaolo Iuliano del Ris di Messina e del dattiloscopista Nicola Caprioli, che valutano la scarpa misura 42 coordinata alle tracce lasciate nel sangue come pienamente compatibile con le dimensioni del piede dell’indagato. Sulla questione interviene anche l’anatomopatologa Cristina Cattaneo, che chiarisce che l’aumento di peso nel tempo incrementa in modo significativo la larghezza e il volume del piede.
Gli approfondimenti tecnici sulla traccia di mano e sul sangue
Ulteriori conferme arrivano sulla traccia contrassegnata come 33, vale a dire l’impronta del palmo della mano destra impressa sul muro delle scale e attribuita a Sempio. Gli esperti Iuliano e Caprioli ritengono valido il confronto basato su quindici minuzie, mentre uno studio del Racis di Roma chiarisce le dinamiche dei prelievi dell’epoca. Gli esperimenti dimostrano che la combinazione tra la calce dell’intonaco e la ninidrina distrugge il materiale genetico, spiegando per quale motivo la presenza di sangue non abbia fornito tracce di Dna riutilizzabili.
La ricostruzione degli ultimi momenti della vittima
L’ulteriore relazione della professoressa Cattaneo fissa la tempistica del delitto analizzando per la prima volta il digesto (il contenuto gastrico). L’ora del decesso si colloca ad almeno trenta minuti di distanza dalla colazione, consumata con ogni probabilità dopo le nove e dodici, orario in cui la vittima ha disattivato l’allarme di casa per far uscire i gatti. Gli esami medico-legali evidenziano inoltre che la giovane ha tentato di difendersi durante un’aggressione brutale, con un’agonia prolungata per un tempo compreso tra i quindici e i sessanta minuti prima della morte.







