A trentatré anni dalla scomparsa di Elisa Claps, la giustizia torna a muoversi. La Procura di Potenza ha infatti aperto un nuovo fascicolo d’indagine per fare luce su uno degli aspetti rimasti più oscuri dell’intera vicenda: le eventuali complicità, i silenzi e le omissioni che avrebbero accompagnato il caso dopo il delitto della sedicenne, scomparsa il 12 settembre 1993 e ritrovata soltanto nel marzo del 2010 nel sottotetto della Chiesa della Santissima Trinità. A rivelare l’esistenza della nuova inchiesta è stato Gildo Claps, fratello di Elisa, durante l’ultima puntata stagionale di Chi l’ha visto?, condotta da Federica Sciarelli.
«La Procura ha riaperto le indagini»
«Da due anni la Procura di Potenza ha riaperto con coraggio le indagini sul ritrovamento del corpo e sulle complicità», ha spiegato Gildo Claps davanti alle telecamere.
Si tratta di un fascicolo rimasto finora lontano dai riflettori e che, secondo quanto emerso durante la trasmissione, punta a chiarire se qualcuno, dopo la scomparsa della ragazza, abbia saputo qualcosa senza parlare oppure abbia contribuito a ostacolare la ricerca della verità.
Danilo Restivo ha ricevuto una condanna definitiva per l’omicidio di Elisa Claps. Il processo ha quindi individuato il responsabile del delitto, ma non ha risposto a tutti gli interrogativi che la famiglia continua a porsi da anni. Per questo motivo la Procura ha deciso di approfondire tutto ciò che ruota attorno ai diciassette anni durante i quali il corpo della ragazza rimase nascosto proprio nella chiesa dove era entrata l’ultima volta.
I diciassette anni di misteri
Elisa Claps scomparve il 12 settembre 1993 dopo essere entrata nella Chiesa della Santissima Trinità di Potenza. Per quasi diciassette anni la famiglia cercò risposte tra piste sbagliate, omissioni, depistaggi e segnalazioni che non portarono ad alcun risultato.
Solo nel marzo 2010 gli investigatori ritrovarono i resti della ragazza nel sottotetto della stessa chiesa. Una scoperta che sconvolse l’Italia e aprì la strada alla condanna definitiva di Danilo Restivo, che nel frattempo si era trasferito nel Regno Unito, dove nel 2002 uccise anche la vicina Heather Barnett. Per quel delitto la giustizia britannica gli ha inflitto una pena di almeno quarant’anni di carcere.
La nuova inchiesta non riguarda quindi la responsabilità dell’omicidio, ormai accertata, ma cerca di capire se altre persone abbiano avuto un ruolo nel lungo silenzio che ha impedito di trovare Elisa per quasi due decenni.
L’appello della famiglia e l’abbraccio a Federica Sciarelli
Durante la trasmissione, Gildo Claps ha espresso fiducia nel lavoro dei magistrati: «È un’indagine difficile, complessa, però siamo ottimisti. Credo che sia un bel segnale anche per le tante famiglie i cui casi sono ormai sepolti: non disperate mai».
L’ultima parte del collegamento ha regalato anche un momento di forte emozione. Filomena Iemma, madre di Elisa, ha voluto salutare Federica Sciarelli, protagonista dell’ultima puntata alla guida di Chi l’ha visto?.
«Federica, devo chiudere con un abbraccio a te, la donna che ci ha tenuti incollati allo schermo e che ci ha fatto vivere e aspettare il mercoledì sera per avere notizie. Tu che hai attraversato il mondo intero, che hai spaccato le montagne. Faccio un augurio anticipato a chi verrà dopo di te. E a te, Federica, con un nodo alla gola, devo dire: ciao Federica, ti voglio un mondo di bene e te ne vorrò sempre».
Visibilmente commossa, la giornalista ha risposto con poche parole: «Questo affetto per me ha dell’incredibile». Mentre la famiglia continua ad aspettare tutta la verità, la nuova indagine della Procura di Potenza riapre uno dei capitoli più dolorosi della cronaca italiana. Dopo trentatré anni, l’obiettivo non è più individuare l’assassino, ma capire se qualcuno abbia contribuito, con il silenzio o con le omissioni, a ritardare la scoperta della verità.







