Chi risolve i problemi di Fedez quando le cose si complicano? Secondo un’inchiesta del Fatto Quotidiano firmata da Davide Milosa, il rapper avrebbe trovato una sorta di «Mr. Wolf» personale in Alfonso Cuturello, trentottenne calabrese con legami familiari con esponenti della potente cosca Mancuso. Un uomo che, stando alla ricostruzione giornalistica, interverrebbe nelle controversie che coinvolgono il cantante, dalle risse ai post sgraditi, facendo pesare anche la propria reputazione negli ambienti criminali. Accuse e circostanze che richiedono una distinzione fondamentale: Cuturello non risulta indagato nell’inchiesta Doppia Curva e i suoi rapporti personali non dimostrano, da soli, alcun coinvolgimento mafioso di Fedez.
Alfonso Cuturello, il presunto «risolutore» di Fedez
Nato a Taurianova nel 1988 e residente nell’hinterland milanese, Cuturello compare negli atti dell’indagine sulle curve di San Siro. Gli investigatori gli attribuiscono precedenti di polizia e penali per reati legati a stupefacenti, rapina e armi, anche con aggravanti mafiose, ma non una condanna per associazione mafiosa.
Il legame con la famiglia Mancuso passa attraverso lo zio Salvatore Cuturello, che gli investigatori descrivono come pluripregiudicato per associazione mafiosa e marito di una figlia di Giuseppe Mancuso, detto Peppe ’Mbrogghia, indicato come figura di vertice della cosca.
Secondo Milosa, il calabrese avrebbe assunto nei rapporti con Fedez un ruolo simile a quello ricoperto in precedenza da Luca Lucci, l’ex capo ultras milanista finito in carcere nell’ambito dell’inchiesta Doppia Curva. Il giornalista descrive interventi per sistemare litigi, aggressioni e contenuti pubblicati sui social, anche attraverso presunte intimidazioni, in cambio di favori e beni di lusso. Si tratta della ricostruzione dell’inchiesta, non di responsabilità giudiziarie accertate.
La polemica con Fedez e il giornalista Moreno Pisto
A riportare l’attenzione su Cuturello è stato paradossalmente lo stesso Fedez. Interpellato sui propri rapporti con ambienti criminali, il cantante ha accusato una trasmissione di averlo accostato ripetutamente alla mafia e alla ’ndrangheta, chiamando in causa un giornalista che, a suo dire, frequenterebbe un uomo vicino alle cosche.
Il riferimento riguardava Moreno Pisto, direttore di Mowmag, che ha replicato spiegando che le denunce presentate dal rapper nei suoi confronti erano state archiviate. Pisto ha inoltre sostenuto che il calabrese fosse una conoscenza comune e che avesse ricevuto proprio da Fedez i biglietti per un concerto.
Le fotografie pubblicate sui social documentano la frequentazione tra Cuturello e alcuni personaggi dello spettacolo. Tra gli scatti citati nell’inchiesta figurano immagini con Fedez in Costa Smeralda e con Sfera Ebbasta a Milano. Fotografie che attestano incontri e conoscenze, senza dimostrare di per sé attività illecite.
Il summit armato nella movida milanese e gli arresti domiciliari
L’episodio più concreto ricostruito da Milosa risale all’11 giugno, quando la polizia interviene al caffè Valentino di via Canonica, a Milano. All’interno del locale, in quel momento chiuso, alcuni uomini stanno cercando di comporre una controversia nata dopo l’aggressione a Severino Lista, detto Ricky, personaggio noto nell’ambiente della sicurezza notturna.
Cuturello partecipa all’incontro e porta con sé una pistola a tamburo clandestina, nascosta in una pochette. I Falchi della polizia intervengono durante un servizio di controllo del territorio e lo fermano per la detenzione dell’arma. Successivamente il giudice dispone gli arresti domiciliari.
Nello stesso contesto gli agenti trovano due machete e un manganello telescopico nell’automobile di Daniele Cotugno, detto Danielone, che finisce indagato in stato di libertà.
Dalle curve di San Siro ai locali della Milano notturna
L’inchiesta descrive un ambiente nel quale si intrecciano vecchie conoscenze delle tifoserie organizzate, sicurezza privata, locali notturni e frequentazioni con personaggi famosi.
Cuturello, secondo quanto riferito dall’ex capo ultras interista Marco Ferdico, avrebbe cercato in passato di inserirsi nel mondo delle curve. Oggi il suo nome emerge soprattutto nei rapporti con protagonisti della movida milanese.
Tra questi figura Cotugno, titolare di un’agenzia che opera nella sicurezza di numerosi locali cittadini, compresi alcuni riconducibili alle attività di Leonardo Maria Del Vecchio.
Il quadro delineato dal Fatto Quotidiano solleva interrogativi sulle frequentazioni di Fedez e sul possibile ruolo di intermediari informali nelle controversie che coinvolgono personaggi dello spettacolo. Resta però essenziale distinguere i rapporti documentati dalle ipotesi investigative e dalle condotte che la magistratura ha effettivamente contestato.







