A quasi diciannove anni dall’omicidio di Chiara Poggi, il delitto di Garlasco continua a dividere investigatori, magistrati e opinione pubblica. Alberto Stasi resta l’unico condannato in via definitiva, mentre la Procura di Pavia ha chiuso le indagini nei confronti di Andrea Sempio, indicandolo come presunto autore del delitto. Accanto a queste due ricostruzioni, però, negli ultimi mesi è emersa una terza ipotesi investigativa, ribattezzata mediaticamente quella di “Mister X”, che prova a leggere diversamente alcuni elementi già presenti negli atti.
Più che un nuovo indagato, “Mister X” rappresenta infatti una teoria: l’idea che il movente dell’omicidio possa nascondersi in una vicenda diversa da quelle finora ipotizzate e che qualcuno, ancora oggi, non sia mai entrato realmente nel radar delle indagini.
La nuova inchiesta punta su Andrea Sempio
Il fascicolo aperto dalla Procura di Pavia segue una direzione precisa. Secondo i magistrati, Andrea Sempio avrebbe raggiunto la villetta di via Pascoli la mattina del 13 agosto 2007 e l’aggressione sarebbe maturata dopo un rifiuto. Per questo i pm hanno notificato l’avviso di conclusione delle indagini preliminari, primo passo verso una possibile richiesta di rinvio a giudizio.
La difesa di Sempio respinge integralmente questa ricostruzione e continua a sostenere la totale estraneità del proprio assistito. La vicenda, quindi, dovrà ancora affrontare il vaglio del giudice e l’eventuale dibattimento.
Parallelamente resta aperto anche il capitolo relativo ad Alberto Stasi. Pur essendo l’unico condannato in via definitiva, la nuova inchiesta potrebbe aprire la strada a una richiesta di revisione del processo qualora la Procura generale di Milano ritenesse che gli elementi raccolti a Pavia giustifichino un nuovo esame della sentenza.
Da dove nasce l’ipotesi del “Mister X”
La teoria del cosiddetto “Mister X” nasce soprattutto dalla rilettura di alcuni materiali informatici acquisiti nel corso delle indagini e tornati al centro dell’attenzione dopo la discovery della Procura di Pavia.
Tra gli elementi citati figurano alcune e-mail, file archiviati o cancellati, contenuti presenti su supporti digitali e presunte anomalie nell’utilizzo del computer di casa Poggi. Da questa rilettura alcuni osservatori hanno ipotizzato che Chiara potesse essersi accorta di una violazione della propria privacy o di una situazione che la preoccupava.
Secondo questa ricostruzione, il movente dell’omicidio potrebbe quindi essere legato non a rapporti personali già conosciuti, ma a una vicenda rimasta finora nell’ombra. Al momento, però, questa resta soltanto una chiave interpretativa. Negli atti dell’inchiesta non compare alcun soggetto formalmente identificato come “Mister X” e nessuna autorità giudiziaria ha attribuito quel ruolo a una persona specifica.
Tra fatti accertati e ipotesi ancora da verificare
Il caso Garlasco continua così a muoversi su piani diversi. Da un lato esiste una sentenza definitiva che individua in Alberto Stasi il responsabile dell’omicidio. Dall’altro c’è una nuova inchiesta che attribuisce il delitto ad Andrea Sempio e che potrebbe cambiare profondamente il quadro processuale.
Sul terzo livello si collocano invece le ricostruzioni alternative nate dall’analisi di alcuni elementi informatici e documentali. Sono ipotesi che alimentano il dibattito pubblico e che cercano di colmare alcuni interrogativi rimasti aperti, soprattutto sul possibile movente del delitto, ma che al momento non hanno trovato un riconoscimento giudiziario.
Per questo motivo, allo stato degli atti, “Mister X” non identifica una persona, bensì una teoria investigativa ancora tutta da dimostrare, destinata probabilmente a restare sullo sfondo almeno fino ai prossimi sviluppi dell’inchiesta della Procura di Pavia.







