Quando sembrava che l’inchiesta sul delitto di Garlasco fosse ormai arrivata all’ultima curva, la Procura di Pavia torna direttamente al 2007 e agli uomini che entrarono nel cuore delle prime indagini scientifiche sull’omicidio di Chiara Poggi. I magistrati hanno infatti ascoltato Luciano Garofano, ex comandante del Ris di Parma, e alcuni ufficiali del reparto che diciannove anni fa parteciparono agli accertamenti sul delitto.
La notizia arriva alla vigilia di giorni decisivi per Andrea Sempio, unico indagato nella nuova inchiesta sull’omicidio della ventiseienne uccisa il 13 agosto 2007 nella villetta di via Pascoli. La Procura si prepara infatti a notificargli un nuovo avviso di conclusione delle indagini preliminari, dopo quello già emesso il 7 maggio.
Sul contenuto dell’incontro tra Garofano e gli inquirenti regna per ora il massimo riserbo. La convocazione, tuttavia, riporta inevitabilmente l’attenzione sugli accertamenti scientifici eseguiti nel 2007, sui quali la Procura potrebbe aver deciso di effettuare nuovi approfondimenti prima di mettere formalmente il punto alla fase investigativa.
Garofano e gli uomini del Ris davanti ai pm
La presenza di Luciano Garofano assume un peso particolare proprio per il ruolo ricoperto all’epoca. Il generale guidava il Ris di Parma quando il reparto lavorò sul caso Garlasco e sulle tracce raccolte dopo il ritrovamento del corpo di Chiara Poggi.
Ora, diciannove anni dopo, i pm tornano ad ascoltare chi partecipò a quella stagione investigativa. Non sono emersi dettagli sulle domande rivolte a Garofano né su quelle poste agli altri ufficiali convocati e, allo stato, non è possibile stabilire quale specifico elemento gli inquirenti intendano approfondire. Il dato certo resta però la scelta della Procura di sentire nuovamente alcuni protagonisti degli accertamenti scientifici originari proprio alla vigilia della chiusura della nuova indagine.
Una coincidenza temporale che aumenta l’attesa attorno alle prossime mosse dei magistrati.
Sempio verso il nuovo avviso di chiusura delle indagini
Il passaggio successivo riguarda Andrea Sempio. Il procuratore di Pavia Fabio Napoleone aveva indicato già alla fine di maggio la tempistica prevista per la conclusione dell’attività investigativa e adesso l’indagato attende la nuova notifica.
Sempio risponde dell’accusa di omicidio volontario di Chiara Poggi, con le aggravanti contestate dalla Procura della crudeltà, legata al «numero e all’entità delle ferite inferte alla vittima», e dei motivi abietti. Nell’impostazione accusatoria riportata negli atti, almeno dodici ferite interessarono il cranio e il volto della giovane e il movente contestato riguarda il presunto «rifiuto del suo approccio sessuale».
Si tratta, naturalmente, della ricostruzione accusatoria della Procura, che dovrà confrontarsi con le argomentazioni della difesa e con gli eventuali sviluppi giudiziari successivi alla chiusura delle indagini. Sempio resta indagato e vale nei suoi confronti la presunzione di innocenza fino a un’eventuale sentenza definitiva.
La consulenza psichiatrica e il no di Sempio ai colloqui
Tra gli ultimi tasselli dell’inchiesta figura anche la consulenza affidata dalla Procura al professor Roberto Catanesi, medico psichiatra chiamato a realizzare una valutazione personologica di Sempio.
L’incarico punta ad accertare se nel 2007 esistessero eventuali condizioni patologiche capaci di incidere sulla capacità di intendere e di volere dell’indagato, verificare la presenza di eventuali disturbi rilevanti sotto il profilo dell’imputabilità e formulare una valutazione sulla sua eventuale pericolosità sociale.
Catanesi aveva chiesto di incontrare personalmente Sempio per effettuare alcuni colloqui, ma l’indagato ha scelto di non sottoporsi agli incontri richiesti dal consulente della Procura. Anche questo passaggio entra quindi nel materiale raccolto dagli inquirenti mentre l’indagine si avvicina alla conclusione.
Garlasco, gli ultimi giorni prima della scelta della Procura
Adesso tutta l’attenzione si concentra sul nuovo avviso di chiusura. La notifica consentirà alla difesa di conoscere compiutamente gli elementi raccolti contro Sempio e aprirà la fase nella quale i suoi legali potranno depositare memorie, produrre documentazione o chiedere ulteriori attività investigative prima che la Procura decida come procedere.
Ed è proprio per questo che la convocazione di Garofano e degli ufficiali del Ris assume particolare rilievo. A diciannove anni dal delitto, gli investigatori sono tornati a parlare con gli uomini che lavorarono sulle prove scientifiche nelle ore e nei mesi successivi all’omicidio.
Non sappiamo ancora che cosa abbiano chiesto i magistrati né quali risposte abbiano ricevuto. Ma mentre il conto alla rovescia verso la chiusura dell’inchiesta è ormai cominciato, il caso Garlasco compie un ultimo viaggio indietro nel tempo: fino al 2007, fino alle prime analisi e fino agli uomini del Ris che cercarono nelle tracce lasciate nella villetta di via Pascoli le risposte sull’assassinio di Chiara Poggi.







