Antonio De Rensis alza il tono dello scontro sulle presunte pressioni alla Procura generale di Milano e prende posizione contro le dichiarazioni della giornalista Grazia Longo. L’avvocato di Alberto Stasi considera gravi e prive di fondamento le affermazioni secondo cui la procuratrice generale Francesca Nanni avrebbe ricevuto sollecitazioni per chiedere la revisione della condanna definitiva per l’omicidio di Chiara Poggi. Una vicenda che si intreccia con le prossime mosse giudiziarie sul delitto di Garlasco, mentre prende corpo anche l’ipotesi di un’iniziativa davanti alla Corte costituzionale da parte della difesa di Andrea Sempio.
De Rensis ha affrontato entrambi gli argomenti nel corso di un intervento pubblico, distinguendo nettamente la libertà di esprimere opinioni dalla responsabilità di attribuire possibili condizionamenti ai vertici della magistratura. E sulla nuova inchiesta ha ribadito la propria previsione: il possibile rinvio a giudizio di Sempio potrebbe arrivare entro dieci giorni, mentre la richiesta di revisione della condanna di Stasi viene collocata dalla difesa nel mese di novembre.
«La procuratrice generale è il cuore dello Stato»: l’attacco di De Rensis
A innescare la polemica sono state le parole della giornalista Grazia Longo, che aveva dichiarato: «So che la procuratrice Nanni ha ricevuto delle pressioni affinché chieda la revisione del processo ad Alberto Stasi».
Un’affermazione che De Rensis contesta con particolare durezza, soprattutto perché riguarda una delle figure istituzionali chiamate a valutare le iniziative giudiziarie legate alla condanna definitiva di Stasi.
«Credo che tutti i giornalisti possano esprimere determinate opinioni, però quando si tocca il cuore dello Stato, il procuratore generale di Milano è il cuore dello Stato, bisogna avere una prudenza eccezionale», ha dichiarato l’avvocato.
Il legale non contesta il diritto della giornalista a intervenire sulla vicenda, ma respinge il contenuto dell’affermazione, ritenendo che possa trasmettere al pubblico un’immagine distorta dell’indipendenza dell’ufficio giudiziario milanese.
«Credo che le frasi che sono state dette pur nell’autonomia siano frasi gravi dalla giornalista Grazia Longo», ha aggiunto, prima di esprimere un giudizio ancora più netto.
«Destituito di qualunque fondamento»: la replica alle presunte pressioni
De Rensis ha voluto chiarire che la sua risposta rientra nell’esercizio del diritto di critica, ma non ha lasciato spazio ad ambiguità sul merito della questione.
«Finisco dicendo che questo messaggio che è stato dato ai nostri concittadini e ai telespettatori, a mio modesto avviso è un diritto di critica che esprimo, è sbagliato e soprattutto ritengo che sia destituito di qualunque fondamento».
Il punto dello scontro è l’eventuale esistenza di pressioni esterne sulla procuratrice generale affinché intervenga per la revisione del processo Stasi. Longo ha sostenuto di esserne a conoscenza; De Rensis respinge pubblicamente questa rappresentazione, senza attribuire alla propria difesa informazioni riservate sull’attività della magistrata.
L’avvocato ha anzi precisato: «Sulla Procuratrice Generale noi non abbiamo alcuna notizia e non ci permettiamo neppure di nominarla perché vorrei specificare che è la quintessenza delle istituzioni. Sono magistrati inavvicinabili».
La replica si conclude con un’affermazione altrettanto esplicita sul rigore dell’ufficio: «Chi conosce il procuratore generale sa che è un magistrato di altissimo rigore, di altissima severità, se uno pensasse di poterlo condizionare e cercasse di farlo, un minuto dopo è indagato».
Quest’ultima è una valutazione di De Rensis, non la notizia dell’apertura di un procedimento per eventuali pressioni. Nel materiale disponibile non emergono elementi indipendenti che confermino le sollecitazioni denunciate da Longo.
Sempio e la Corte costituzionale: l’ipotesi di una nuova iniziativa della difesa
Accanto alla polemica sulle presunte pressioni, emerge un altro elemento destinato ad alimentare il confronto giudiziario: la possibilità che la difesa di Andrea Sempio sollevi una questione di costituzionalità nell’ambito del procedimento.
De Rensis non esclude questa strada, ma ne attribuisce l’eventuale scelta esclusivamente ai legali di Sempio.
«È una possibilità che loro potrebbero porre in essere. Io ritengo che si svolgerà un’udienza preliminare, però è giusto che la difesa di Sempio se ritiene sollevi la questione».
Le parole dell’avvocato non equivalgono all’annuncio di un ricorso già presentato. Non viene neppure indicata la specifica disposizione di legge che la difesa potrebbe contestare.
La questione costituzionale resta dunque un’ipotesi. De Rensis ritiene che il procedimento seguirà la strada dell’udienza preliminare, ma riconosce ai difensori dell’indagato la possibilità di promuovere un’eccezione qualora ne ravvisino i presupposti.
Non è una distinzione secondaria: l’eventuale intervento della Corte costituzionale richiederebbe un preciso passaggio processuale e non dipenderebbe dalla semplice iniziativa pubblicamente annunciata da un avvocato.
«Non oltre dieci giorni»: la previsione sul rinvio a giudizio
De Rensis è tornato anche sui tempi della nuova inchiesta per l’omicidio di Chiara Poggi, indicando un orizzonte estremamente ravvicinato per un possibile sviluppo riguardante Andrea Sempio.
«Credo arriverà non oltre i prossimi 10 giorni, sono stato abbastanza prudente», ha dichiarato.
La previsione colloca l’eventuale passaggio nei primi giorni di novembre, ma resta un’opinione personale del legale. Non risulta, dalle informazioni disponibili, un rinvio a giudizio già disposto.
L’avvocato ha dunque indicato il calendario che considera plausibile, senza sostenere di conoscere decisioni ancora non comunicate dall’autorità giudiziaria.
La possibile udienza preliminare e l’eventuale questione di costituzionalità appartengono allo stesso percorso processuale, mentre la revisione della condanna di Stasi segue una strada distinta.
La revisione di Stasi a novembre: «Può essere il 10, il 20, il 22»
Sul fronte della difesa di Alberto Stasi, De Rensis conferma invece l’intenzione di arrivare alla richiesta di revisione nel mese di novembre. «Diciamo metà novembre, teniamo metà novembre, può essere il 10, il 20, il 22», ha spiegato, evitando di fissare una data definitiva.
L’indicazione conferma che i legali stanno lavorando a una presentazione ravvicinata dell’istanza, ma non significa che il deposito sia già avvenuto o che la revisione sia stata ammessa.
È in questo contesto che assume particolare peso la polemica sulle presunte pressioni alla procuratrice generale. Mentre la difesa prepara la propria iniziativa, De Rensis vuole tenere separato il lavoro giudiziario dalle indiscrezioni su possibili condizionamenti esterni.
Il prossimo passaggio concreto sarà verificare se le previsioni dell’avvocato troveranno riscontro negli atti: da una parte gli sviluppi dell’inchiesta su Sempio, dall’altra il deposito dell’istanza di revisione per Stasi. Nel frattempo, lo scontro con Grazia Longo apre un fronte diverso, quello delle affermazioni pubbliche sull’indipendenza della Procura generale di Milano, che De Rensis ha deciso di contestare senza mezzi termini.







