Antonio De Rensis sceglie l’ironia per rispondere a una vicenda che, almeno nelle intenzioni di chi lo accusa, avrebbe dovuto metterlo sulla difensiva. L’avvocato di Alberto Stasi, intervenuto a La Vita in Diretta, ha commentato l’indagine per diffamazione aperta dalla Procura di Milano dopo la denuncia presentata da Stefania Cappa. E lo ha fatto con una battuta che sta già facendo discutere.
La battuta sui tortellini che accende la polemica
«A Bologna si mangiano degli ottimi tortellini». È questa la frase con cui De Rensis ha liquidato le accuse che lo riguardano, facendo riferimento al Tribunale civile del capoluogo emiliano dove annuncia di voler portare la propria controffensiva legale.
Per il legale si tratta di una vicenda che sarebbe stata ridimensionata nel corso dei mesi. Secondo la sua ricostruzione, infatti, si sarebbe passati da accuse pesantissime che parlavano di presunte regie occulte, testimoni avvicinati, frodi processuali e istigazioni a delinquere, fino ad arrivare a una contestazione di diffamazione semplice.
Ricostruzioni prive di fondamento
Durante il collegamento televisivo De Rensis ha spiegato di sentirsi vittima di accuse che considera totalmente infondate. L’avvocato ha ricordato di essere assistito da un collegio composto da professionisti e docenti universitari e ha ribadito che intende difendersi nelle sedi opportune. «Sono oggetto di ricostruzioni destituite da ogni fondamento», ha dichiarato, annunciando iniziative davanti al Tribunale civile di Bologna.
«Qualcuno voleva vincere il Pulitzer»
La parte più pungente dell’intervento arriva quando De Rensis fa riferimento a chi, a suo giudizio, avrebbe alimentato determinate ricostruzioni. «Io ho scelto di rispondere lealmente e nel rispetto dei codici», ha spiegato, aggiungendo che altri invece avrebbero inseguito visibilità e notorietà. Da qui la stoccata finale: «Qualcun altro ha aspirato a vincere il Pulitzer».
Una frase che molti hanno interpretato come un riferimento diretto a chi negli ultimi mesi ha rilanciato ipotesi, retroscena e presunti complotti legati alle nuove indagini sul delitto di Garlasco.
Il nuovo fronte della guerra mediatica
La denuncia di Stefania Cappa apre un ulteriore capitolo nel clima sempre più teso che circonda il caso Garlasco. Accanto alle indagini della Procura di Pavia e alle consulenze tecniche, infatti, continua a crescere anche il fronte delle polemiche parallele, fatto di accuse reciproche, querele, diffide e scontri pubblici. Dunque De Rensis ha scelto di non abbassare i toni e di rispondere con una provocazione destinata a rimanere nel dibattito.







