Garlasco, Marco Poggi smentisce Andrea Sempio sui video intimi di Chiara: «Né io né i miei amici li abbiamo mai visti» (IL VIDEO)

Marco Poggi a Quarto Grado

Un no netto, senza esitazioni. Nel video esclusivo dell’interrogatorio di Marco Poggi, acquisito dall’Adnkronos, emerge una posizione chiarissima sul tema che da settimane alimenta il dibattito attorno alla nuova inchiesta sul delitto di Garlasco: i video intimi di Chiara Poggi.

Sentito come testimone dalla Procura di Pavia lo scorso maggio, il fratello della vittima esclude categoricamente che lui o il suo gruppo di amici abbiano mai visto quelle immagini private. Una dichiarazione che assume particolare rilievo alla luce delle intercettazioni e dei soliloqui attribuiti ad Andrea Sempio, oggi indagato per l’omicidio di Chiara Poggi, nei quali si parla di una pen drive e di presunti video riservati della ragazza.

«Né io né i miei amici abbiamo mai visto quei video»

Messo di fronte alle domande degli inquirenti, Marco Poggi non lascia spazio a interpretazioni. «Non hai mai visto video intimi di mia sorella Chiara», afferma con convinzione riferendosi ad Andrea Sempio.

Una posizione che, secondo quanto emerge dal verbale e dalle immagini, non cambia nemmeno quando gli vengono sottoposti i riferimenti alla chiavetta Usb e alle conversazioni finite al centro delle nuove indagini.

Per Poggi l’idea che qualcuno del gruppo di amici abbia avuto accesso a quel materiale resta priva di qualsiasi fondamento. Ancora meno credibile appare l’ipotesi che proprio Andrea Sempio possa aver sottratto una pen drive contenente file così delicati.

Le sue parole rappresentano un elemento che entra direttamente nel confronto tra accusa e difesa sulla presunta conoscenza, da parte di Sempio, di aspetti molto privati della vita di Chiara Poggi.

Il rapporto con Andrea Sempio e la difesa dell’amico

Nel corso dell’interrogatorio Marco Poggi ripercorre anche il rapporto con Andrea Sempio, amico d’infanzia e presenza costante nella compagnia frequentata a Garlasco negli anni precedenti al delitto.

Proprio questo atteggiamento ha attirato l’attenzione degli investigatori. Nelle carte dell’inchiesta, infatti, il confronto viene descritto come “ostile”. Una definizione che nasce dalla percezione degli inquirenti di trovarsi davanti a un testimone incline a difendere sistematicamente l’amico finito sotto indagine.

Secondo la lettura riportata negli atti, Marco Poggi avrebbe mantenuto nel corso dell’audizione una sorta di “costante difesa d’ufficio” nei confronti di Sempio, respingendo le ricostruzioni che potrebbero collocarlo in una posizione più delicata.

Una valutazione investigativa che, tuttavia, non modifica il contenuto delle dichiarazioni rese dal fratello della vittima.

Marco Poggi non cambia idea: «Il colpevole è Alberto Stasi»

L’altro passaggio centrale dell’interrogatorio riguarda la convinzione che Marco Poggi continua a manifestare sul responsabile dell’omicidio della sorella.

Anche davanti ai magistrati che stanno conducendo la nuova inchiesta, il fratello di Chiara ribadisce infatti una posizione già espressa pubblicamente nelle ultime settimane: per lui il colpevole resta Alberto Stasi.

Una convinzione maturata nel tempo e che non sembra essere stata scalfita dagli sviluppi investigativi che hanno portato Andrea Sempio a essere nuovamente indagato per omicidio pluriaggravato.

Le immagini mostrano un testimone fermo nelle proprie convinzioni, deciso a separare il rapporto personale con Sempio dalle accuse formulate dalla Procura, ma altrettanto determinato nel sostenere che la verità giudiziaria maturata nei processi contro Stasi continui a rappresentare la spiegazione più credibile del delitto.

Il nodo dei video torna al centro dell’inchiesta

Le dichiarazioni di Marco Poggi arrivano mentre il tema dei video intimi continua a occupare uno spazio importante nel dibattito investigativo e mediatico sul caso Garlasco.

Da una parte ci sono le intercettazioni e i riferimenti alla famosa pen drive. Dall’altra emergono testimonianze, consulenze e dichiarazioni che tendono a escludere una reale circolazione di quei filmati al di fuori della coppia formata da Chiara Poggi e Alberto Stasi.

Adesso anche Marco Poggi aggiunge un tassello preciso a questo mosaico: né lui né i suoi amici avrebbero mai visto quei contenuti.

Una presa di posizione destinata ad alimentare ulteriormente il confronto tra le diverse letture investigative di uno dei casi giudiziari più discussi degli ultimi vent’anni.