Garlasco, risarcimento record a Stasi se fosse assolto. Il delitto di Chiara Poggi non è più soltanto il caso giudiziario che da quasi vent’anni divide l’opinione pubblica. È diventato anche un potenziale terremoto economico per lo Stato. Se la revisione del processo ad Alberto Stasi venisse davvero chiesta, accolta e si concludesse con un’assoluzione, l’ex fidanzato di Chiara Poggi potrebbe ottenere un risarcimento milionario. Secondo le stime circolate, la cifra potrebbe arrivare fino a 6,5 milioni di euro.
È uno scenario ancora ipotetico, perché Stasi resta oggi l’unico condannato in via definitiva per l’omicidio della fidanzata, uccisa il 13 agosto 2007 nella villetta di Garlasco. Ma la riapertura delle indagini da parte della Procura di Pavia, con Andrea Sempio nuovo indagato, ha rimesso in movimento un fascicolo che sembrava chiuso. E con esso anche la possibilità, ancora tutta da verificare, di una revisione della condanna.
Garlasco, perché Stasi potrebbe chiedere un risarcimento milionario
Alberto Stasi è stato condannato definitivamente a 16 anni di carcere per l’omicidio di Chiara Poggi. La vicenda processuale è stata lunga e tormentata: assolto in primo grado nel 2009, assolto anche in appello nel 2011, poi raggiunto dall’annullamento della Cassazione nel 2013, che dispose un nuovo processo. Nel secondo appello, nel 2014, arrivò la condanna a 24 anni per omicidio volontario, confermata poi dalla Cassazione con pena ridotta a 16 anni grazie al rito abbreviato.
Stasi è in carcere dal gennaio 2015. Dall’11 aprile 2025 ha ottenuto la semilibertà: esce ogni giorno dal carcere di Bollate e vi rientra la sera. Ma se il processo venisse revisionato e l’ex fidanzato di Chiara fosse assolto, il caso entrerebbe nella categoria dell’errore giudiziario.
Ed è qui che la cifra cambia completamente.
Errore giudiziario e ingiusta detenzione: la differenza decisiva
Nel dibattito pubblico si tende spesso a confondere ingiusta detenzione ed errore giudiziario, ma sono due istituti molto diversi. L’ingiusta detenzione riguarda chi è stato sottoposto a custodia cautelare durante indagini o processo e poi viene assolto in via definitiva. In questo caso il risarcimento ha un tetto massimo: 516.456,90 euro.
L’errore giudiziario, invece, riguarda una persona condannata con sentenza definitiva, che ha scontato in tutto o in parte la pena e solo dopo, attraverso la revisione del processo, viene riconosciuta innocente. È una situazione molto più grave. E infatti non prevede un tetto massimo automatico.
La riparazione deve tenere conto non solo degli anni trascorsi in carcere, ma anche delle conseguenze morali, psicologiche, sociali ed economiche subite dal condannato. Il giudice può stabilire il pagamento di una somma di denaro, una rendita vitalizia o altre forme di riparazione previste dalla legge.
Come si arriva alla stima di 6,5 milioni per Stasi
Nel caso Stasi, la cifra ipotizzata sarebbe costruita su più voci. La prima riguarda la detenzione: oltre 3500 giorni passati in carcere. Considerando una stima tra 600 e 1000 euro al giorno, solo questa parte potrebbe valere tra 2,19 e 3,65 milioni di euro.
A questa somma andrebbero aggiunti i danni morali e psicologici, stimati tra 500mila euro e oltre 1,5 milioni. Poi ci sarebbero le spese legali, che potrebbero oscillare tra 200mila e 500mila euro. Infine, la restituzione del risarcimento già versato alla famiglia Poggi, pari a circa 850mila euro.
Sommando tutte queste voci, si arriva alla cifra più clamorosa: circa 6,5 milioni di euro. Non un automatismo, ma una stima plausibile nel caso in cui la revisione si concludesse con una piena assoluzione.
Garlasco, risarcimento record a Stasi se fosse assolto
Il precedente più drammatico resta quello di Beniamino Zuncheddu, il pastore sardo condannato all’ergastolo per un triplice omicidio e assolto dopo oltre 32 anni di carcere. Un caso che ha mostrato quanto possa essere devastante un errore giudiziario e quanto difficile sia ripararlo davvero, anche con un risarcimento.
Per ora, però, il caso Garlasco resta sospeso. La revisione non è stata ancora disposta, Alberto Stasi non è stato assolto e Andrea Sempio è ancora nella fase dell’indagine. Ma il solo fatto che si parli di un possibile risarcimento da 6,5 milioni racconta quanto enorme sarebbe l’impatto di una nuova verità giudiziaria. Non solo sulla storia processuale del delitto di Chiara Poggi, ma sulla credibilità stessa della giustizia italiana.







