Il caso Garlasco continua a far discutere anche fuori dalle aule giudiziarie. Durante la puntata di Storie Italiane del 7 settembre è andato in scena un acceso confronto tra il generale Luciano Garofano, già comandante del RIS di Parma all’epoca dell’omicidio di Chiara Poggi, e l’avvocato Antonio De Rensis, difensore di Alberto Stasi. Lo scontro non ha riguardato direttamente le nuove indagini, ma il clima che da mesi accompagna il caso e gli attacchi personali rivolti ai protagonisti dell’inchiesta.
Garofano: «Manipolazioni e offese contro i carabinieri»
Nel corso della trasmissione Garofano ha spiegato di sentirsi coinvolto nel “calderone” mediatico che si è creato intorno al delitto di Garlasco. L’ex comandante del RIS ha sostenuto che lui e i carabinieri siano stati bersaglio di manipolazioni, ricostruzioni fantasiose e attacchi diffamatori, aggiungendo di avere vissuto con forte preoccupazione gli sviluppi degli ultimi mesi. Le sue dichiarazioni hanno immediatamente provocato la reazione dell’avvocato De Rensis.
De Rensis replica: «E quando diffamavano noi?»
Il legale di Alberto Stasi ha ricordato le polemiche che hanno coinvolto lui e l’avvocata Giada Bocellari, rivolgendo una domanda diretta al generale. «Lei si è sentito sconvolto anche quando hanno diffamato me e la mia collega Giada Bocellari?», ha chiesto De Rensis durante il dibattito. Garofano ha risposto di essere dispiaciuto anche per gli attacchi rivolti ai difensori di Stasi, ribadendo però la propria preoccupazione per quanto lui e il suo gruppo di lavoro hanno dovuto affrontare negli ultimi mesi.
Le telefonate delle Iene e il caso delle scarpe di Stasi
Nel confronto è entrato anche il tema delle telefonate tra Alessandro De Giuseppe, inviato delle Iene, e la madre di Andrea Sempio, episodio che Garofano aveva definito particolarmente inquietante. Successivamente il dibattito si è spostato su uno degli elementi storici del processo ad Alberto Stasi: l’assenza di tracce di sangue sotto le scarpe dell’allora fidanzato di Chiara Poggi.
Per Garofano quel particolare continua a rappresentare uno degli elementi centrali che portarono alla condanna definitiva di Stasi. De Rensis ha invece richiamato l’esperimento giudiziale eseguito dal colonnello Gennaro Cassese, chiedendo al generale se ritenesse davvero probante una ricostruzione basata su una camminata simulata. Garofano ha risposto che considera quell’esperimento un ulteriore contributo investigativo, al pari delle attività difensive sviluppate dalla parte di Andrea Sempio. Nel corso della stessa puntata è intervenuto anche l’avvocato Liborio Cataliotti, che ha illustrato le ragioni per cui Andrea Sempio ha deciso di non sottoporsi al colloquio richiesto dal consulente psichiatrico della Procura.







