Il caso Garlasco continua a produrre nuovi frammenti oscuri. A quasi vent’anni dall’omicidio di Chiara Poggi e mentre la Procura di Pavia ha riaperto con forza il fronte investigativo su Andrea Sempio, nelle ultime ore è tornato al centro dell’attenzione un post Facebook pubblicato nel 2016 da Michele Bertani, amico storico dello stesso Sempio e morto suicida pochi mesi dopo.
La data è il 19 gennaio 2016. Poco più di un mese prima, il 15 dicembre 2015, la Cassazione aveva confermato in via definitiva la condanna a 16 anni per Alberto Stasi. Sul proprio profilo Facebook Bertani pubblicò una frase destinata oggi a riaccendere interrogativi e suggestioni: “La VeriTa Sta Nelle CoSe Che NeSSuno sa!! la Verità nessuno mai te la racconterà…”. Una frase scritta con un’alternanza irregolare di lettere maiuscole e minuscole che, negli ultimi giorni, è stata riletta alla luce delle nuove indagini.
La scoperta della citazione dei Club Dogo
A rilanciare il caso è stata la giornalista Rita Cavallaro, dopo un servizio andato in onda a Chi l’ha visto? il 4 giugno 2025. La prima scoperta riguarda proprio l’origine della frase. Quelle parole, infatti, non sarebbero originali di Bertani ma una citazione quasi letterale del brano “La Verità”, contenuto nell’album Vile Denaro dei Club Dogo, pubblicato nel 2007. Ma il dettaglio che ha fatto esplodere il mistero non riguarda tanto il testo quanto la grafia utilizzata nel post.
Michele Bertani utilizzava su Facebook il nome “Mem He Shin”, espressione collegata alla tradizione cabalistica e ai cosiddetti 72 nomi della mistica ebraica. Un elemento che ha alimentato ulteriormente le interpretazioni attorno a quel messaggio pubblicato online pochi mesi prima della sua morte.
La frase nascosta nelle lettere maiuscole
Secondo la ricostruzione riportata da Rita Cavallaro, isolando le lettere maiuscole presenti nel post si otterrebbe una sequenza traducibile dall’ebraico. La traduzione attribuita da due rabbini consultati separatamente sarebbe: “C’era una ragazza lì che sapeva”.
Una frase che ha immediatamente acceso nuove domande attorno al delitto di Garlasco e ai rapporti tra Bertani, Andrea Sempio e il gruppo di amici frequentato negli anni precedenti all’omicidio di Chiara Poggi.
Nelle carte dell’inchiesta compare anche un’intercettazione del 2017 in cui Andrea Sempio parla proprio dell’amico Michele Bertani: “Da zero a 18 anni tutte le ca**ate le abbiamo fatte assieme, tutte le cose le abbiamo fatte insieme”. Una frase che conferma il rapporto strettissimo tra i due.
Un altro frammento nel mistero infinito di Garlasco
Il post di Bertani, il nickname cabalistico, la presunta frase nascosta, la morte suicida dell’amico di Sempio: elementi che, rimessi oggi uno accanto all’altro, stanno alimentando nuove ricostruzioni parallele sul caso Garlasco.
E mentre la Procura continua a lavorare su DNA, impronte, soliloqui e movente, anche un vecchio post Facebook di dieci anni fa è diventato improvvisamente materiale da analizzare. Perché nel delitto di Garlasco ogni dettaglio continua a riemergere. E niente, davvero, sembra mai restare sepolto.







