L’indagine sull’omicidio di Chiara Poggi passa anche dai piedi. Letteralmente. Nella villetta di via Pascoli a Garlasco gli investigatori individuarono 27 impronte riconducibili alla caratteristica suola a pallini delle scarpe attribuite all’assassino. Diciannove anni dopo, quelle tracce tornano al centro dell’inchiesta su Andrea Sempio e di una nuova verifica affidata dalla Procura di Pavia all’anatomopatologa Cristina Cattaneo.
Il confronto ruota attorno a pochi centimetri, ma interpretarli è molto più complicato di quanto possa sembrare. L’impronta numero 6, considerata una delle più utilizzabili per le misurazioni, avrebbe una lunghezza di 27,3 centimetri. Esattamente il valore massimo raggiunto dalle misurazioni effettuate sul piede di Sempio nel 2025. Quando si passa alla larghezza, però, i numeri divergono nettamente: la traccia misura circa 9,5 centimetri, mentre il piede dell’indagato oscilla oggi tra 11,2 e 12 centimetri.
È proprio su questa differenza che accusa e difesa preparano uno dei prossimi scontri tecnici del caso Garlasco.
Garlasco, quei 27,3 centimetri che riportano a Sempio
Cristina Cattaneo aveva già sottoposto Sempio a misurazioni antropometriche nell’ottobre 2025. Ora la Procura le ha affidato un ulteriore approfondimento destinato a integrare il lavoro già svolto, con particolare attenzione alla larghezza del piede.
Le misurazioni disponibili indicano per Sempio una lunghezza podalica compresa tra 26,9 e 27,3 centimetri. Il dato inevitabilmente attira l’attenzione perché 27,3 centimetri rappresentano anche la lunghezza attribuita all’impronta numero 6 rilevata nella villetta.
Ma una sovrapposizione numerica non equivale automaticamente a una compatibilità. La traccia trovata sulla scena del crimine non rappresenta infatti l’impronta di un piede nudo: deriva dalla suola di una scarpa. Bisogna quindi considerare dimensioni della calzatura, modello, forma, modalità di appoggio e caratteristiche della traccia.
Ed è proprio qui che il confronto diventa più complesso.
Impronta larga 9,5 centimetri, il piede di Sempio supera gli 11
La difesa concentra l’attenzione soprattutto sulla larghezza. L’impronta numero 6 raggiungerebbe circa 9,5 centimetri, mentre le misurazioni effettuate su Sempio indicano oggi valori compresi fra 11,2 e 12 centimetri.
Una differenza considerevole sulla quale gli avvocati Angela Taccia e Giuseppe Cataliotti e i loro consulenti intendono costruire parte della risposta alle conclusioni della Procura.
La difesa aggiunge un secondo elemento: il numero di scarpe. Sempio calzerebbe attualmente il 44, mentre le scarpe Frau con la caratteristica suola a pallini associate alle impronte lasciate nella villetta sarebbero state indicate come numero 42.
I consulenti dell’indagato hanno anche effettuato una prova pratica facendogli indossare modelli Frau nelle taglie 42 e 43. Secondo quanto riferito dalla difesa, Sempio non sarebbe riuscito a calzarli perché troppo stretti.
Ma la Procura guarda al problema da una prospettiva diversa: stabilire non quale scarpa possa indossare Sempio oggi, bensì quale avrebbe potuto utilizzare nell’agosto del 2007, quando aveva 19 anni.
Il piede può cambiare in diciannove anni?
È questa la domanda destinata a diventare centrale nella nuova consulenza. Negli atti dell’inchiesta compare infatti l’indicazione secondo cui una lunghezza podalica di circa 27 centimetri risulterebbe compatibile con una taglia 42 prodotta dall’azienda italiana presa in esame.
Gli investigatori hanno inoltre raccolto elementi sulla tipologia di calzature utilizzate da Sempio da giovane. Lo stesso indagato avrebbe raccontato di aver indossato in passato modelli dalla forma affusolata e alcune vecchie fotografie mostrerebbero scarpe con caratteristiche analoghe.
Resta però il problema della larghezza.
Il medico forense Armando Galassi invita a usare estrema cautela proprio su questo parametro. Secondo l’esperto, la larghezza podalica rappresenta una delle misure del piede maggiormente soggette a variazioni nel corso degli anni e quindi non consentirebbe, da sola, di formulare conclusioni definitive di inclusione o esclusione rispetto a un’impronta lasciata da una calzatura.
Sempio nel frattempo è cambiato fisicamente e ha acquistato peso. L’ipotesi che valutano i consulenti dell’accusa è quindi che nel 2007 il suo piede potesse avere una pianta sensibilmente più stretta rispetto a quella misurata nel 2025.
Le 27 impronte e il problema della scarpa dell’assassino
Il punto investigativo più importante resta però la provenienza delle tracce. Nella casa di Chiara Poggi gli investigatori documentarono numerose impronte con il caratteristico disegno a pallini. Quelle tracce costituiscono una delle testimonianze materiali dei movimenti compiuti all’interno della villetta durante o immediatamente dopo l’omicidio.
Per questo stabilire se Andrea Sempio potesse calzare nel 2007 una scarpa compatibile con quelle impronte assume un peso evidente nella nuova indagine.
Ma anche in questo caso occorre separare compatibilità e identificazione. Dimostrare che una persona avrebbe potuto indossare una determinata misura di scarpa non dimostra che quella persona abbia lasciato l’impronta. Allo stesso modo, una differenza nelle misurazioni effettuate quasi vent’anni dopo non produce necessariamente un’esclusione automatica.
È esattamente il terreno sul quale dovrà muoversi la consulenza di Cristina Cattaneo: stabilire fino a che punto sia scientificamente possibile confrontare le caratteristiche podaliche attuali di Sempio con una traccia prodotta da una scarpa nel 2007.
La consulenza Cattaneo può diventare un nuovo terreno di scontro
Gli esiti dell’approfondimento dovrebbero arrivare a breve e la difesa prepara già le proprie controdeduzioni. La questione delle impronte potrebbe quindi trasformarsi in uno dei capitoli più combattuti nell’eventuale fase processuale.
I numeri, presi isolatamente, sembrano raccontare due storie opposte. La lunghezza di 27,3 centimetri crea un’apparente coincidenza tra la traccia numero 6 e la misurazione massima del piede di Sempio. La larghezza di 9,5 centimetri, confrontata con gli attuali 11,2-12 centimetri dell’indagato, sembra invece allontanarli.
In mezzo ci sono diciannove anni, una scarpa, le modificazioni fisiche del piede e la necessità di stabilire quale valore scientifico possa avere oggi quel confronto.
Ed è questo il punto che la nuova indagine di Garlasco dovrà chiarire: non semplicemente se due numeri coincidano, ma se quelle 27 impronte rimaste sul pavimento di casa Poggi dal 13 agosto 2007 possano davvero raccontare qualcosa di nuovo sull’identità di chi uccise Chiara.







