Giallo della ricina: nuova svolta per la morte di Antonella e Sara, il parroco di Pietracatella di nuovo in Questura?

Nell’ultimo appuntamento settimanale La Vita in Diretta è tornata ad accendere i riflettori sulla tragedia di Pietracatella, la cittadina molisana sconvolta dall’avvelenamento da ricina costato la vita ad Antonella e alla figlia Sara a fine dicembre. Un’occasione per fare il punto sulle indagini guidate dagli inquirenti e capire chi si trovi al centro delle attenzioni investigative.

Nuovo interrogatorio per don Stefano

Al centro delle ultime novità lanciate in apertura da Manuela Moreno c’è la probabile nuova convocazione in Questura per don Stefano, il parroco del paese. Il religioso era la guida spirituale e il confessore di Antonella, che era solita confidarsi con lui. Gli inquirenti puntano a scavare nei segreti del piccolo centro molisano per far emergere eventuali tensioni familiari o motivi di scontro rimasti finora nascosti, che potrebbero costituire movente del duplice omicidio.

I legami incrociati

Il ruolo del sacerdote potrebbe rivelarsi cruciale anche per un’altra serie di contatti. Don Stefano avrebbe infatti uno stretto rapporto con il marito dell’amica d’infanzia di Gianni Di Vita, la stessa donna già ascoltata per sei ore la scorsa settimana durante un serrato confronto. Anche l’uomo sarà presto interrogato e le dichiarazioni del prete potrebbero chiarire gli ultimi contatti avvenuti tra i soggetti coinvolti, fornendo elementi utili a chiudere l’inchiesta.

Le drammatiche testimonianze

A fare la differenza nei prossimi giorni saranno gli esami scientifici in corso in Germania, attesi per inizio settembre, indispensabili per individuare il vettore preciso con cui è stata somministrata la sostanza tossica. Parallelamente, l’analisi dei dispositivi elettronici e le testimonianze permetteranno di ricostruire la cronologia dei giorni precedenti alla tragedia. Tra le voci raccolte dal programma spicca la testimonianza di un’amica della vittima, che ha ricordato il giorno di Natale: Antonella, già colpita dai primi sintomi, si era fidata del parroco confidandogli che la figlia Sara vomitava sangue, ricevendo da lui il disperato consiglio di correre subito in ospedale.