Quattro passeggeri italiani sono finiti sotto sorveglianza attiva dopo essere stati a bordo di un volo Klm in coincidenza per Roma sul quale era salita, per pochi minuti, una donna poi morta a Johannesburg a causa dell’Hantavirus. Il ministero della Salute ha scelto la linea della massima cautela, acquisendo i recapiti dei viaggiatori e trasmettendo le informazioni alle Regioni di competenza: Calabria, Campania, Toscana e Veneto.
La precisazione più importante, al momento, è che nessuno dei quattro ha sintomi. Sono già stati tutti contattati e dovranno seguire le indicazioni fornite dalle rispettive Asl. Il quadro, dunque, viene monitorato, ma non trasformato in allarme generalizzato.
Quattro italiani monitorati: nessun sintomo ma massima cautela
La donna deceduta era stata a bordo della nave Mv Hondius, dove è stato individuato un focolaio di Hantavirus. Successivamente aveva tentato di imbarcarsi su un volo Klm da Johannesburg verso i Paesi Bassi, ma le sue condizioni di salute avevano reso necessario farla scendere prima del decollo. È morta il giorno dopo in un ospedale della capitale sudafricana.
Secondo quanto emerge, i quattro passeggeri italiani non avrebbero avuto contatti stretti con la donna malata. E proprio questo è il punto centrale: per la trasmissione dell’Hantavirus servono contatti molto ravvicinati, e la permanenza della passeggera sul velivolo sarebbe stata breve. La sorveglianza, dunque, nasce più da un principio di prudenza sanitaria che da un rischio già accertato.
Il focolaio sulla nave Mv Hondius e il medico italiano inviato dall’Ecdc
Sulla Mv Hondius, al centro dell’emergenza, dal 6 maggio è presente anche un medico italiano dello staff sanitario Ecdc, salito a bordo per supportare le attività assistenziali. Si tratta di un medico epidemiologo, inviato in un contesto che resta sotto osservazione internazionale.
Il bilancio collegato al focolaio parla finora di tre decessi e otto contagiati, sei dei quali confermati dall’Oms. La vicenda ha coinvolto anche le autorità spagnole, che hanno individuato alcuni contatti legati alla passeggera olandese morta. Una donna residente in Catalogna, inizialmente sfuggita al tracciamento perché aveva cambiato posto sull’aereo, è stata identificata. Un’altra cittadina spagnola di Alicante, entrata in contatto con la passeggera sullo stesso volo, è stata ricoverata con sintomi compatibili.
La risposta delle autorità sanitarie europee
Le autorità iberiche hanno localizzato anche una cittadina sudafricana che aveva avuto un contatto breve con la donna malata e che, dopo una settimana a Barcellona, è rientrata in Sudafrica. Non presenta sintomi.
Intanto, nel Regno Unito, passeggeri e membri dell’equipaggio britannici della Mv Hondius saranno trasferiti in isolamento all’Arrowe Park Hospital, nel Merseyside, struttura già utilizzata nel 2020 per accogliere cittadini rimpatriati da Wuhan e dalla Diamond Princess. Anche in questo caso, la parola d’ordine è contenimento preventivo.
Perché il ministero invita alla cautela ma evita l’allarmismo
Il ministero italiano si muove quindi su un doppio binario: controllo attivo dei possibili contatti e rassicurazione sul rischio reale. L’Hantavirus non si trasmette con la facilità respiratoria che aveva caratterizzato il Covid, e le autorità sanitarie internazionali hanno già chiarito che lo scenario non è sovrapponibile a quello della pandemia.
Resta però un focolaio da seguire con attenzione, soprattutto per la rete di spostamenti internazionali dei passeggeri coinvolti. I quattro italiani sotto sorveglianza non sono malati, non hanno sintomi e non risultano esposti a un contatto stretto. Ma in casi come questo la sanità pubblica preferisce muoversi prima, anche quando il rischio appare basso.







