Madonna a comando, miracoli e soldi: in Italia almeno 200 sedicenti veggenti. Il caso Trevignano svela il business delle apparizioni e della fede

Gisella Cardia

In Italia ci sono 226 diocesi e, secondo una stima degli autori, in ciascuna potrebbe nascondersi almeno un sedicente veggente convinto di parlare con la Madonna, Gesù o qualche altra entità celeste. Più di duecento persone che dichiarano di avere un filo diretto con il Paradiso, spesso con appuntamenti regolari, messaggi da divulgare e fedeli pronti ad ascoltarli. Il soprannaturale, insomma, non conosce crisi. E in qualche caso sembra conoscere molto bene le regole del marketing.

A raccontare questo universo di apparizioni, profezie, presunti miracoli e interessi economici sono Maurizio Gronchi e David Murgia, autori di Inchiesta sull’invisibile. Maria, i veggenti, la Chiesa, pubblicato da il Mulino e in libreria dal 30 ottobre 2026. Un’indagine che attraversa la religiosità popolare contemporanea e si concentra su un interrogativo: come può un’esperienza che qualcuno presenta come soprannaturale trasformarsi in un’organizzazione capace di raccogliere seguaci, denaro e potere?

Il caso più clamoroso è quello di Gisella e Gianni Cardia, protagonisti delle presunte apparizioni della Madonna a Trevignano Romano. Una vicenda cominciata con una statuetta acquistata a Medjugorje e arrivata, nel corso degli anni, a coinvolgere folle di devoti, associazioni, guardie del corpo, inchieste giudiziarie e un pronunciamento della Chiesa che ha escluso la natura soprannaturale dei fenomeni.

Duecento veggenti e il modello Medjugorje: il miracolo diventa un appuntamento fisso

Gronchi e Murgia individuano un modello ricorrente nelle presunte apparizioni contemporanee: quello di Medjugorje. Non basta più dichiarare di aver visto la Madonna. Occorre costruire un appuntamento riconoscibile, diffondere messaggi, organizzare gruppi di preghiera e mantenere costante l’attenzione dei fedeli.

L’elemento decisivo è la ripetizione. Le apparizioni non devono esaurirsi in un singolo episodio, ma proseguire con una cadenza prevedibile, accompagnate da nuove comunicazioni e nuovi incontri.

Secondo gli autori, Medjugorje ha fornito una sorta di modello organizzativo ai successivi fenomeni apparizionali. La devozione assume una struttura, i messaggi diventano seriali e attorno alla figura del veggente nasce una comunità.

È esattamente ciò che accade a Trevignano Romano, dove Gisella Cardia comincia a sostenere di ricevere apparizioni della Madonna e altri messaggi celesti. Dal 2016 i fedeli si radunano ogni giorno 3 del mese per assistere ai presunti fenomeni soprannaturali.

Gisella Cardia, la Madonna del 3 del mese e i miracoli degli gnocchi

La storia prende avvio da una statuetta della Vergine acquistata a Medjugorje, dalla quale, secondo il racconto dei protagonisti, avrebbe cominciato a fuoriuscire del liquido. Seguono presunte lacrimazioni, stimmate, segni misteriosi, profezie di guerre e cataclismi.

Nel repertorio dei fenomeni raccontati compare persino la presunta moltiplicazione di gnocchi e pizza durante alcune cene organizzate dalla coppia.

Attorno a Gisella e Gianni Cardia cresce rapidamente un seguito di devoti. Il loro appartamento non basta più a ospitare le persone che vogliono partecipare agli incontri. Arriva così un terreno destinato alle riunioni, mentre un sito internet raccoglie i messaggi attribuiti alla Madonna.

La coppia organizza colloqui personali e incontri pubblici. Un’associazione comincia a raccogliere donazioni. Il fenomeno acquista una struttura sempre più articolata, con una comunicazione organizzata e figure incaricate di gestire i rapporti con l’esterno.

Il suv con i vetri oscurati, il bodyguard e la veggente trasformata in star

David Murgia, che ha seguito personalmente la vicenda fin dagli inizi, racconta nel libro un episodio che considera particolarmente significativo: l’arrivo di Gisella e Gianni Cardia al luogo delle presunte apparizioni a bordo di un suv con i vetri oscurati e con la protezione di una guardia del corpo.

È il momento nel quale, secondo il giornalista, la devozione assume definitivamente i caratteri di uno spettacolo.

La veggente diventa la protagonista di un evento che ha un luogo, un calendario, un pubblico e una precisa organizzazione. I fedeli aspettano il suo arrivo, ne osservano i gesti e attendono il messaggio successivo.

Murgia riferisce anche un altro particolare emerso dalla revisione dei filmati raccolti negli anni: tra i presenti alle prime presunte apparizioni avrebbe individuato un’altra visionaria legata a Medjugorje che, secondo il suo racconto, Gisella avrebbe chiamato per insegnarle come comportarsi durante questi episodi.

Un retroscena che gli autori interpretano come possibile indizio di un modello di comportamento appreso e riprodotto, anziché di un’esperienza spontanea.

La Chiesa boccia le apparizioni, la Procura indaga sui 365mila euro

La diocesi di Civita Castellana ha affrontato formalmente il caso attraverso una commissione di studio. Il 6 marzo 2024 ha espresso un giudizio di constat de non supernaturalitate, escludendo l’origine soprannaturale dei fenomeni attribuiti alla coppia.

Il decreto ha evidenziato contraddizioni nelle testimonianze, problemi relativi ai messaggi e conseguenze divisive all’interno della comunità ecclesiale. Ha inoltre vietato ai sacerdoti di collegare celebrazioni e atti di devozione alle presunte apparizioni di Trevignano. Il Vaticano ha confermato il provvedimento il 27 giugno 2024.

Sul fronte giudiziario, la Procura di Civitavecchia ha avviato un’indagine per concorso in truffa nei confronti di Gisella e Gianni Cardia.

Secondo l’ipotesi accusatoria, la coppia avrebbe utilizzato presunte apparizioni, lacrimazioni e profezie catastrofiche per indurre i fedeli a effettuare donazioni. Gli investigatori avrebbero ricostruito una raccolta complessiva di circa 365mila euro, che, secondo l’accusa, non avrebbe raggiunto le finalità benefiche previste dallo statuto dell’associazione.

Le contestazioni restano ipotesi dell’accusa e non costituiscono un accertamento definitivo di responsabilità.

Quando la fede diventa uno spettacolo e il veggente un personaggio

Il libro di Gronchi e Murgia non si limita alla vicenda giudiziaria di Trevignano. Gli autori analizzano anche il comportamento delle autorità ecclesiastiche, accusate da alcuni osservatori di aver affrontato troppo lentamente fenomeni che nel frattempo avevano già raccolto migliaia di seguaci.

La questione centrale riguarda il rapporto tra religiosità popolare e spettacolarizzazione. Un presunto evento soprannaturale nasce come esperienza personale, poi si trasforma in racconto pubblico, costruisce una comunità e finisce per adottare gli stessi meccanismi dell’intrattenimento.

A Trevignano il processo emerge con particolare evidenza: appuntamenti mensili, messaggi ripetuti, organizzazione degli incontri, presenza mediatica e una protagonista che attira l’attenzione di un pubblico sempre più numeroso.

È questa la trasformazione che gli autori mettono sotto accusa: il passaggio dalla ricerca del mistero alla costruzione di un evento che deve continuamente alimentare aspettative, attirare partecipanti e mantenere vivo l’interesse.

Il risultato è una domanda che supera il singolo caso di Gisella Cardia: quando il presunto soprannaturale diventa un appuntamento da organizzare, promuovere e consumare, quanto resta della fede e quanto comincia lo spettacolo?