Naufragio Bayesian, la perizia cambia tutto: “Non fu la tempesta”, sotto accusa errori dell’equipaggio e gestione del veliero

Naufragio Bayesian – Ipa

Il naufragio del Bayesian potrebbe non essere stato causato dalla tempesta. A quasi due anni dalla tragedia avvenuta nella notte del 19 agosto 2024 davanti a Porticello, la nuova perizia meteorologica depositata alla Procura di Termini Imerese mette in discussione una delle certezze iniziali: il maltempo, da solo, non sarebbe stato sufficiente ad affondare il mega yacht.

Secondo i tecnici incaricati dai magistrati, quella notte non si verificò un evento estremo, ma “poco più di un groppo meteorologico”, cioè un improvviso aumento della velocità del vento che precede temporali e rovesci. Un fenomeno violento ma gestibile, che non giustificherebbe da solo il disastro. È su questo punto che si concentra la svolta dell’inchiesta: le cause dell’affondamento sarebbero legate soprattutto a errori umani e sottovalutazioni.

Naufragio Bayesian, la perizia: il meteo non fu decisivo

La ricostruzione meteo rappresenta un tassello centrale nel lavoro della Procura. I consulenti escludono che davanti a Porticello si sia scatenata una tempesta tale da rendere inevitabile l’affondamento. Dieci minuti prima delle quattro del mattino, il veliero sarebbe stato investito da raffiche improvvise, ma non da condizioni fuori controllo.

Questa lettura contrasta con la prima analisi del Marine Accident Investigation Branch, che aveva indicato una vulnerabilità strutturale dello yacht, legata anche all’altezza dell’albero. Due interpretazioni diverse che ora si incrociano nelle indagini e che potrebbero portare a scenari di responsabilità differenti.

Nel naufragio persero la vita sette persone, tra cui il magnate britannico Mike Lynch e sua figlia Hannah. Una tragedia che ha avuto un forte impatto mediatico e giudiziario e che, con questa nuova perizia, entra in una fase decisiva.

Errori a bordo e dinamica dell’affondamento sotto esame

Gli investigatori puntano sempre più su ciò che accadde nei minuti decisivi a bordo del Bayesian. È ormai considerato un elemento chiave il fatto che lo yacht non avesse la prua orientata controvento al momento dell’impatto delle raffiche, che avrebbero raggiunto anche i 100 nodi.

Il vento avrebbe colpito il veliero lateralmente, causando una sbandata improvvisa. In condizioni normali, una barca tende a raddrizzarsi una volta diminuita la spinta del vento, grazie alla cosiddetta “coppia raddrizzante”. Ma nei super yacht questo meccanismo ha un limite: superato un certo angolo di inclinazione, lo scafo non riesce più a tornare in posizione.

Secondo i periti, il Bayesian potrebbe aver superato proprio quel punto critico. Una dinamica che, unita alla gestione dell’emergenza, potrebbe spiegare il rapido affondamento.

Il nodo della chiglia retrattile e le responsabilità

Un altro elemento decisivo riguarda la chiglia retrattile. Gli inquirenti stanno cercando di capire quanto abbia inciso il fatto che la deriva mobile fosse alzata al momento della tempesta. Una condizione che potrebbe aver ridotto la stabilità del veliero, compromettendo la capacità di recupero dopo la sbandata.

Parallelamente, gli esperti stanno analizzando ogni dettaglio del relitto, recuperato e posto sotto sequestro nel porto di Termini Imerese. Vengono esaminati i locali protetti da porte stagne, le possibili vie d’acqua e i tempi di reazione dell’equipaggio. Un ruolo importante lo giocano anche i dati recuperati dagli hard disk di bordo, che consentono di ricostruire le operazioni effettuate nei minuti precedenti al naufragio.

L’inchiesta punta a chiarire anche eventuali responsabilità tecniche legate alla costruzione dello yacht, realizzato da Perini Navi, oggi parte di Italian Sea Group. Su questo fronte, però, si attendono i risultati della perizia sulla dinamica dell’affondamento.

Al momento risultano indagati per naufragio e omicidio colposo plurimo il comandante James Cutfield, l’ufficiale di macchina Tim Parker Eaton e il marinaio di guardia Matthew Griffiths. La Procura punta ad avere una consulenza definitiva entro il 19 agosto, secondo anniversario della tragedia. Sarà quella relazione a stabilire se il naufragio del Bayesian fu davvero il risultato di una fatalità o, come emerge sempre più chiaramente, la conseguenza di una catena di errori umani e scelte sbagliate.