Nadir Rossi, ex infermiere di 34 anni attualmente in carcere con l’accusa di aver ucciso la moglie Jessica Dalla Chiara con un’iniezione letale di insulina, avrebbe rivolto 81 domande a ChatGPT per pianificare il delitto e tentare di depistare le indagini. È questa la ricostruzione della Procura, secondo cui l’uomo avrebbe utilizzato l’intelligenza artificiale per costruire una versione alternativa dei fatti e prepararsi a un eventuale coinvolgimento nell’inchiesta.
Il femminicidio risale al giugno 2024. Secondo quanto emerge dagli atti relativi all’arresto dell’ex infermiere, le interrogazioni rivolte all’intelligenza artificiale riguarderebbero sei filoni tematici, tutti riconducibili, secondo l’accusa, a un progetto di manipolazione della realtà e di occultamento delle prove.
I falsi referti medici e la falsa mail di Jessica
Uno dei filoni riguarda la creazione di documenti medici falsi. Rossi avrebbe utilizzato ChatGPT per elaborare referti e una lettera di dimissioni intestata all’ospedale di Padova, collegati a una sparatoria mai avvenuta.
Secondo la ricostruzione investigativa, l’ex infermiere avrebbe raccontato alla donna con cui aveva una relazione di essere rimasto ferito durante un’operazione di polizia, mentre scortava un magistrato. Avrebbe quindi inventato un ematoma polmonare e uno scontro a fuoco per rendere credibile la propria storia.
La vicenda, pur non direttamente collegata al delitto, offre agli inquirenti elementi per ricostruire il comportamento dell’uomo e il rapporto con l’amante. Secondo il giudice per le indagini preliminari, Rossi avrebbe cercato di conquistare la fiducia della donna anche attraverso la falsificazione digitale.
Lo stesso schema sarebbe ricomparso dopo la morte della moglie. L’ex infermiere avrebbe infatti creato una falsa email, inviata dall’account di Jessica a quello della nuova compagna, per simulare una sorta di benedizione della relazione da parte della donna deceduta.
La missiva avrebbe dovuto rafforzare l’immagine di Rossi come vittima e ottenere approvazione e vicinanza dalla nuova fidanzata. Secondo il Gip, la creazione sistematica di storie mai avvenute e di documenti falsi dimostrerebbe una spiccata capacità manipolatoria, freddezza e assenza di remore nell’alterare la realtà per raggiungere i propri obiettivi.
Le ricerche sulla tracciabilità delle mail
Un secondo filone riguarda le domande rivolte a ChatGPT per capire se gli investigatori potessero risalire all’autore della falsa email di Jessica o identificare l’indirizzo IP da cui era partita.
Secondo l’accusa, Rossi avrebbe voluto valutare il rischio di essere identificato attraverso la missiva utilizzata per simulare il consenso della moglie alla nuova relazione. Le interrogazioni sulla tracciabilità informatica rappresenterebbero quindi, nella ricostruzione della Procura, un tentativo di evitare conseguenze giudiziarie.
Gli inquirenti hanno inoltre esaminato le domande relative al fentanyl e alla morfina. L’ex infermiere avrebbe cercato informazioni sui farmaci che, secondo l’accusa, avrebbe sottratto dal pronto soccorso in cui lavorava per inscenare un tentativo di suicidio.
La simulazione avrebbe avuto anche un obiettivo economico. Rossi avrebbe infatti voluto ottenere una seconda polizza assicurativa, dopo quella incassata in seguito alla morte della moglie.
La strategia difensiva e il timore delle indagini
Un altro capitolo riguarda le domande sulle strategie difensive nei procedimenti penali. Rossi avrebbe chiesto a ChatGPT informazioni sul funzionamento dei processi e sulle posizioni da assumere in caso di accuse prive di prove dirette.
Secondo la Procura, l’ex infermiere avrebbe cercato di anticipare le mosse degli investigatori e di preparare una difesa nell’eventualità che le indagini risalissero a lui.
Gli inquirenti richiamano anche un’intercettazione nella quale Rossi avrebbe sostenuto che, in assenza del corpo della moglie, non ci fosse una prova del delitto. Jessica era stata cremata poco dopo il decesso.
Il testamento e l’affidamento della figlia
Le interrogazioni rivolte all’intelligenza artificiale avrebbero riguardato anche il diritto di famiglia, la redazione di testamenti olografi e l’affidamento della figlia di quattro anni.
Secondo gli atti, Rossi avrebbe cercato di organizzare la gestione della bambina nell’eventualità di un arresto o della propria scomparsa. L’ex infermiere avrebbe inoltre voluto escludere i nonni materni dalla tutela della minore.
Per il giudice per le indagini preliminari, l’utilizzo ripetuto di ChatGPT, con 81 domande e altre 797 ricerche online, non rappresenterebbe una semplice curiosità informatica. Gli elementi raccolti, secondo l’accusa, indicherebbero una pianificazione del delitto e un tentativo di sottrarsi alle indagini attraverso la tecnologia.
Rossi resta in carcere con l’accusa di aver ucciso la moglie. Le ricostruzioni contenute negli atti giudiziari delineano l’ipotesi investigativa, che dovrà trovare conferma nel corso del procedimento.







