Sciopero generale, cortei in tutta Italia: tensioni a Roma e Torino, bloccati porti, tangenziali e autostrade

L’Italia scende in piazza contro il carovita, il riarmo e le politiche economiche del Governo. Lo sciopero generale proclamato dall’Unione sindacale di base (Usb) ha portato lavoratori, studenti, famiglie e attivisti in decine di città, da Nord a Sud. Una giornata di mobilitazione nazionale che ha registrato un’ampia partecipazione, ma anche momenti di tensione e scontri con le forze dell’ordine.

Roma, Milano, Torino, Bologna, Napoli e Genova sono tra le città coinvolte dalle proteste. In diversi centri i manifestanti hanno bloccato strade, tangenziali e accessi portuali. A Roma la situazione è degenerata nel pomeriggio nei pressi del Colosseo, dove un gruppo di circa 300 persone si è staccato dal corteo principale e ha lanciato oggetti contro la polizia, incendiando cassonetti e monopattini.

Roma, tensioni vicino al Colosseo: barricate e lancio di oggetti

Nella Capitale la manifestazione organizzata dall’Usb ha richiamato migliaia di persone. Il corteo è partito da piazza dei Cinquecento, davanti alla stazione Termini, per attraversare il centro storico e raggiungere i Fori Imperiali.

“Siamo centomila e la lotta non finisce oggi. Apriremo le tende al Colosseo per tre giorni, fino a quando domenica ci sarà un’assemblea nazionale aperta a tutti per proseguire con la lotta”, hanno detto i manifestanti in testa al corteo di Roma. “Abbiamo ancora due mesi per lottare contro la carovita e la finanza. Abbassate le armi, alzate i salari”.

Durante il pomeriggio una parte dei manifestanti ha deviato verso il Colosseo. Circa 300 persone hanno abbandonato il percorso principale e raggiunto via Claudia, dove hanno utilizzato i cassonetti per costruire barricate. Il gruppo ha lanciato oggetti contro gli agenti in tenuta antisommossa e ha dato fuoco a materiali presenti in strada, tra cui monopattini e cassonetti. Alcuni manifestanti hanno inoltre divelto cartelli stradali.

Nel frattempo, il resto del corteo ha raggiunto i Fori Imperiali. Una parte dei partecipanti ha proseguito verso Piramide, mentre altri hanno montato tende nell’area dei Fori. Gli organizzatori hanno ribadito la contrarietà alla guerra e alle politiche economiche del Governo.

La Questura aveva predisposto un importante dispositivo di sicurezza, con particolare attenzione all’area archeologica e al Circo Massimo, anche per prevenire eventuali deviazioni del percorso autorizzato.

Milano, occupata la tangenziale Est per un’ora e mezza

A Milano il corteo promosso dall’Usb ha coinvolto, secondo le stime degli organizzatori, circa 100mila persone. I manifestanti hanno occupato la tangenziale Est per circa un’ora e mezza, provocando ripercussioni sulla circolazione.

La protesta ha attraversato il quartiere Lambrate e si è diretta verso piazza Leonardo Da Vinci. Lungo la tangenziale sono comparse anche scritte contro la presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il vicepremier Matteo Salvini.

Gli organizzatori hanno definito la mobilitazione uno sciopero «coraggioso e necessario», chiedendo anche le dimissioni del Governo. Nel pomeriggio i manifestanti hanno lasciato la tangenziale e ripreso il percorso cittadino sotto la sorveglianza delle forze dell’ordine.

Torino, idranti contro i manifestanti: due persone fermate

Momenti di tensione anche a Torino, dove il corteo di studenti, sindacati e movimenti antagonisti ha raggiunto piazza Castello, davanti alla Prefettura.

Alcuni manifestanti hanno lanciato uova, bottiglie e vernice rossa contro gli agenti schierati a protezione dell’edificio. Le forze dell’ordine hanno risposto con cariche e idranti per allontanare i partecipanti dai cordoni di sicurezza. Gli scontri sono durati pochi minuti, ma hanno richiesto l’intervento delle forze di polizia.

Due persone sono finite in stato di fermo durante i disordini. Una di loro ha riportato alcune contusioni. Dopo il ritorno alla calma, una parte del corteo ha ripreso a muoversi verso il Campus Luigi Einaudi, mentre numerosi studenti sono rimasti in piazza.

Bologna, corteo in tangenziale e chiusura dell’A14

A Bologna migliaia di persone hanno partecipato alla manifestazione, alla quale hanno aderito anche numerosi studenti delle scuole superiori e universitari. Dopo la partenza da piazza Maggiore, il corteo ha attraversato il quartiere San Donato e ha raggiunto via Stalingrado.

Qui alcuni manifestanti hanno avuto momenti di tensione con le forze dell’ordine, colpendo gli scudi degli agenti e lanciando bottiglie e uova. Successivamente il corteo ha raggiunto la tangenziale e occupato anche alcuni tratti dell’autostrada A14.

Il blocco ha provocato la chiusura di diversi collegamenti autostradali, compresi alcuni tratti della A14 Bologna-Taranto, il raccordo di Casalecchio e una parte della A13 Bologna-Padova. Nel pomeriggio una parte dei manifestanti ha lasciato la tangenziale, mentre migliaia di persone sono rimaste ancora sulla carreggiata.

Genova e Napoli, portuali e studenti contro il traffico di armi

A Genova circa 15mila persone, secondo le stime riportate, tra lavoratori portuali, studenti e cittadini hanno raggiunto il porto attraverso il varco Albertazzi. La mobilitazione ha rilanciato il no al traffico di armi, alla guerra e all’aumento del costo della vita.

Anche a Napoli i manifestanti sono entrati nell’area portuale attraverso il varco Bausan, dopo un confronto con le forze dell’ordine. Il corteo ha attraversato l’ingresso intonando Bella Ciao.

A Ravenna la protesta ha provocato il blocco operativo e del traffico portuale. La mobilitazione si è inserita in una giornata internazionale di iniziative contro il trasporto di armi, che secondo i promotori ha coinvolto oltre cento porti in cinque continenti.

Cortei da Nord a Sud: le proteste coinvolgono studenti e lavoratori

La mobilitazione ha raggiunto anche numerose altre città. A Palermo circa 5mila persone hanno partecipato al corteo contro il riarmo e il carovita, mentre a Pisa circa 4mila manifestanti hanno attraversato il centro. Nella città toscana alcuni studenti universitari hanno inoltre occupato il palazzo della Sapienza, uno degli edifici storici dell’ateneo.

A Cosenza centinaia di persone hanno occupato pacificamente un tratto dell’autostrada A2. In Puglia cortei e presidi hanno coinvolto Bari, Andria, Brindisi, Taranto e Lecce. A Cagliari oltre 15mila persone, secondo le stime diffuse, sono scese in piazza contro il carovita e le spese militari.

A Vicenza le forze dell’ordine hanno utilizzato idranti e lacrimogeni per fermare i manifestanti diretti verso la tangenziale di Ponte Alto. Gli organizzatori hanno segnalato tre feriti. Anche a Mestre si sono verificati momenti di tensione.

Perché i sindacati hanno proclamato lo sciopero

Al centro della mobilitazione ci sono l’aumento del costo della vita, la perdita del potere d’acquisto di stipendi e pensioni e la contrarietà alle spese militari. L’Usb chiede aumenti salariali legati all’inflazione, il ripristino della scala mobile e interventi per ridurre i prezzi dei beni essenziali, delle bollette e degli affitti.

Il sindacato sollecita inoltre una riduzione dell’Iva sui prodotti di prima necessità e maggiori investimenti nella sanità, nella scuola e nei servizi pubblici. Secondo i promotori, il Governo destina troppe risorse al settore militare e non affronta in maniera adeguata le difficoltà economiche di lavoratori e famiglie.

La protesta ha coinvolto anche il mondo studentesco, con migliaia di ragazzi scesi in piazza per chiedere scuole più sicure, maggiori investimenti nell’istruzione e prospettive concrete per il futuro.

Trasporti, la precettazione di Salvini e la sfida dell’Usb

Lo sciopero ha coinvolto anche il settore dei trasporti, ma il ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini ha disposto la precettazione per ridurre gli effetti dell’astensione dal lavoro. Il provvedimento ha imposto il differimento dello sciopero nel comparto, dopo l’intervento della Commissione di garanzia.

Il ministro ha richiamato la normativa che vieta gli scioperi nei due giorni precedenti e successivi a una festività, in questo caso la festa di Ognissanti.

L’Usb ha contestato l’ordinanza, definendola illegittima, e ha confermato la propria mobilitazione. Il sindacato ha annunciato assistenza legale ai lavoratori che dovessero affrontare eventuali sanzioni.

Nella prima parte della giornata i servizi ferroviari e il trasporto pubblico hanno comunque registrato una circolazione abbastanza regolare in diverse città, anche grazie alla precettazione e alle garanzie fornite dalle aziende. Le maggiori ripercussioni sono arrivate soprattutto dalle manifestazioni e dai blocchi stradali.