Spin Time Labs, dopo l’incendio centinaia di persone fuori casa. Ma perché la destra vuole sgomberarlo?

Palazzo di Spin Time Lab

L‘incendio divampato nella tarda serata del 29 luglio 2026 all’interno di Spin Time Labs ha riacceso il dibattito sul futuro di uno degli spazi sociali e abitativi più conosciuti di Roma. Il principio di incendio, circoscritto e senza conseguenze per le persone, ha comunque portato all’evacuazione dell’edificio e al successivo sequestro disposto dall’autorità giudiziaria. Da oltre 48 ore sono più di 400 i residenti sfollati, tra cui circa 140 famiglie, che non hanno potuto fare ritorno nelle abitazioni.

Ci sono donne, uomini, adolescenti, bambini che dormono su brandine provvisorie, donne incinte, invalidi e anziani. Bambini che, per far passare il tempo, giocano a pallone su via di Santa Croce in Gerusalemme. C’è chi legge un libro e chi è seduto sul marciapiede a fissare il vuoto. Tutto questo con migliaia di persone giunte ad aiutarli, a portare da mangiare, da bere oppure qualcosa per dormire. Si respira calore umano. Di quella umanità (vera) che solo una grande comunità generosa e altruista come lo Spin sa dare.

Sfollati davanti Spin Time
Sfollati davanti Spin Time

Che cos’è Spin Time Labs?

L’edificio si colloca a pochi passi dalla stazione Termini, tra via Statilia e via di Santa Croce in Gerusalemme. Oggi è noto come Spin Time Labs – occupato dall’anno 2013, un tempo immemore fu sede dell’Inpdap. In dodici anni l’edificio è diventato una delle più importanti esperienze di abitazione solidale della Capitale: oggi ospita centinaia di persone provenienti da più di 25 Paesi, insieme a spazi culturali, sociali e associativi aperti all’intero quartiere.

Nel tempo è diventato un laboratorio sociale aperto al quartiere: ai piani superiori vivono le famiglie, mentre il piano terra e quello interrato ospitano attività culturali, educative e associative. All’ingresso una portineria autogestita coordina gli accessi. All’interno trovano spazio un coworking, sale per incontri, un doposcuola frequentato dai bambini del quartiere, un auditorium, un’osteria, uno studio di registrazione, una falegnameria e una camera oscura. Nell’ex parcheggio adiacente ha trovato sede la redazione del giornale under 30 Scomodo, che durante il giorno funziona come aula studio aperta a tutti e la sera ospita dibattiti, concerti e incontri pubblici.

Nel 2021 ha ospitato il primo confronto tra i candidati alle primarie del centrosinistra per il Campidoglio. Nel 2025 è stato sede della quinta edizione dell’Incontro mondiale dei movimenti popolari, nato su impulso di Papa Francesco e capace di riunire delegazioni provenienti da oltre 170 Paesi. In quell’occasione una rappresentanza degli abitanti è stata ricevuta in Vaticano da Papa Leone XIV.

La linea del Viminale sulle occupazioni

Il rischio di sgombero accompagna Spin Time praticamente dalla sua nascita. Da anni il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi mantiene una linea molto rigida nei confronti degli edifici occupati. Già quando era prefetto di Roma aveva predisposto un elenco di immobili da liberare, ordinandoli secondo criteri di anzianità dell’occupazione, pericolosità e situazione economica. Da ministro quella strategia è diventata operativa. Negli ultimi anni numerosi edifici sono stati sgomberati seguendo quell’elenco.

Spin Time era già finito sotto i riflettori nel 2019, quando Acea interruppe la fornitura di elettricità e acqua calda per un debito di circa 300 mila euro. La vicenda ebbe risonanza internazionale dopo l’intervento del cardinale Konrad Krajewski, elemosiniere pontificio, che rimosse personalmente i sigilli dal contatore elettrico ripristinando la corrente e assumendosi pubblicamente la responsabilità del gesto.

Tende della protezione civile davanti Spin Time

I casi del Leoncavallo e di Askatasuna

Tra gli interventi più simbolici figurano quelli eseguiti nel 2025 al Leoncavallo di Milano e ad Askatasuna di Torino. In entrambi i casi il governo ha scelto di procedere con lo sgombero nonostante fossero in corso interlocuzioni con le amministrazioni comunali per individuare soluzioni condivise. Con il progressivo svuotamento della lista predisposta dal Viminale, tra gli abitanti di Spin Time è cresciuta la convinzione che anche l’ex Inpdap possa essere il prossimo obiettivo.

Le trattative con il Comune

Parallelamente allo scontro con il Ministero dell’Interno, negli ultimi anni è proseguito il dialogo con il Comune di Roma per cercare una soluzione stabile. Nel 2023 lo sgombero sembrò imminente quando la proprietà dell’immobile, il fondo Investire Sgr, valutò la riconversione dell’edificio in una struttura alberghiera in vista del Giubileo 2025. L’operazione, però, non è mai decollata. Nello stesso periodo l’Assessore al Patrimonio e Politiche abitative del Comune di Roma – Tobia Zevi inserì Spin Time nel Piano Casa del Comune, proponendone l’acquisizione pubblica come unica strada per salvaguardare il progetto abitativo. Anche quel tentativo, tuttavia, non si concluse positivamente.

Il futuro resta incerto

Dal pomeriggio del 30 luglio 2026, a seguito del rogo, è stato organizzato un presidio permanente davanti all’ingresso di via Santa Croce in Gerusalemme. Gli abitanti, insieme ad associazioni e cittadini, temono che l’inagibilità dello stabile possa trasformarsi nell’occasione “buona” per il Governo per procedere allo sgombero definitivo di Spin Time, ipotesi che aleggia da anni sull’edificio.

Oggi la priorità è garantire un alloggio alle famiglie rimaste senza casa e verificare le condizioni dell’edificio. Ma sullo sfondo resta aperta la questione politica che accompagna Spin Time da oltre un decennio: se il complesso potrà tornare a essere abitato oppure se questa emergenza segnerà la fine di una delle esperienze sociali più significative della capitale. Centinaia di persone ora sono costrette a vivere per strada, con quaranta gradi all’ombra e notti roventi, proprio davanti alla sede di Spin Time. La speranza è che possano presto far rientro in quella casa che è un po’ la casa di ogni singolo cittadino dell’Esquilino e non.

Il Presidio fisso in Via di Santa Croce in Gerusalemme
Il Presidio fisso in Via di Santa Croce in Gerusalemme