Luigi Di Maio si sposa. L’ex capo politico del Movimento 5 Stelle, già vicepresidente della Camera, vicepremier e ministro degli Esteri, ha annunciato le nozze con Alessia D’Alessandro, ex modella italo-tedesca ed ex candidata grillina, con la quale vive a Berlino e ha avuto il figlio Gabriel.
A confermare il matrimonio è stato lo stesso Di Maio in un’intervista concessa a Giulia Cerasoli per il settimanale Chi. L’ex ministro racconta di avere fatto la proposta pochi giorni fa, scegliendo un luogo carico di significato per la coppia.
«Alessia ha accettato di sposarmi», rivela. La proposta è arrivata durante una cena in un albergo di Berlino Est, lo stesso nel quale i due si erano ritrovati quattro anni prima. «L’ho invitata a cena, le ho dato l’anello e ha accettato con mia grande gioia», racconta.
Luigi Di Maio e Alessia D’Alessandro, la storia nata a Berlino
Di Maio aveva conosciuto Alessia D’Alessandro nel 2018, quando lei si candidò con il Movimento 5 Stelle. Poi le loro strade si separarono. Il nuovo incontro arrivò nel 2022, dopo l’uscita dell’ex ministro dalla politica italiana.
«Quando sono andato a Berlino a trovare alcuni amici, l’ho chiamata per un caffè», spiega nell’intervista a Chi. Da quel momento i due hanno iniziato a frequentarsi. Poi sono arrivati un Capodanno trascorso insieme a Parigi, il trasferimento in Germania e la nascita di Gabriel, che oggi ha quasi due anni.
La relazione ha coinciso con la trasformazione più profonda della vita di Di Maio. «Con Alessia è iniziato il cambiamento. Abbiamo voluto subito un figlio, ho scoperto la vita vera e l’amore. Ora ho altre priorità», confessa.
Accanto alla coppia vive anche la figlia che Alessia ha avuto da una precedente relazione. Una famiglia bilingue che costringe l’ex leader grillino a misurarsi ogni giorno con il tedesco. «Parlo principalmente inglese, ma con il tedesco faccio fatica. Sto prendendo lezioni perché, con una futura moglie e due bambini che parlano tedesco, sono costretto».
«Benedico la sconfitta politica: sono uscito da un’apnea»
La nuova vita di Luigi Di Maio nasce dalle macerie della sconfitta elettorale del 2022. L’ex ministro non usa mezzi termini e, a distanza di anni, arriva persino a ringraziare chi non lo votò.
«Benedico quella sconfitta, perché da quel momento è cominciata la mia rinascita», dichiara a Chi. «Avevamo vinto troppo, noi Cinque Stelle, e la mia vita era soltanto politica. Perdere tutto è diventato un’opportunità. Sono uscito da un’apnea».
Di Maio aveva costruito tutta la sua esistenza attorno al Movimento 5 Stelle. Dall’elezione alla Camera nel 2013 era arrivato in pochi anni ai vertici dello Stato, prima come vicepresidente della Camera, poi come vicepremier, ministro dello Sviluppo economico, ministro del Lavoro e infine ministro degli Esteri.
La rottura con Giuseppe Conte e la nascita di Impegno Civico avevano preceduto il crollo elettorale e l’uscita dal Parlamento. Quella che allora sembrava la fine di una carriera politica si è trasformata nell’inizio di una nuova traiettoria internazionale.
Il lavoro per l’Europa e la proposta ricevuta dall’Onu
Dal 2023 Luigi Di Maio ricopre il ruolo di rappresentante speciale dell’Unione europea per i Paesi del Golfo Persico. Un incarico che lo porta a occuparsi dei rapporti con Emirati Arabi Uniti, Arabia Saudita, Qatar, Bahrein, Kuwait e Oman.
«Rappresento i 27 Stati membri dell’Unione europea», spiega nell’intervista. Il suo lavoro riguarda accordi commerciali ed energetici, relazioni istituzionali, cooperazione culturale e universitaria, oltre alla sicurezza dei Paesi del Golfo.
Di Maio rivela anche di avere ricevuto una proposta dalle Nazioni Unite. «L’Onu mi ha proposto come inviato per facilitare la ripresa dei rapporti tra Israele e Palestina. Solo ricevere questa proposta è per me un grande onore. Vedremo».
Un annuncio destinato a riaccendere le discussioni attorno alla sua carriera. L’ex ministro non ha mai smesso di dividere l’opinione pubblica italiana: per alcuni rappresenta un politico capace di reinventarsi, per altri il simbolo di una classe dirigente arrivata troppo rapidamente ai vertici e poi ricollocata nelle istituzioni internazionali.
Matrimonio in Campania, ma soltanto con familiari e amici
Le nozze si celebreranno il prossimo anno e la coppia ha già scelto la regione. «Sicuramente vicino ai nostri cari, quindi in Campania», annuncia Di Maio.
Alessia D’Alessandro vorrebbe una cerimonia raccolta, lontana dai grandi eventi mondani. L’ex ministro condivide il progetto, ma scherza sulle dimensioni che potrebbe assumere un matrimonio napoletano. «Ricordiamoci sempre che siamo napoletani. Bisognerà vedere che cosa significherà per le nostre famiglie un matrimonio intimo».
Nessuna conferma, invece, sulla presenza di Beppe Grillo e Giuseppe Conte. Alla domanda sugli invitati provenienti dal mondo politico, Di Maio risponde senza sbilanciarsi: «Solo gli amici. Il nostro matrimonio sarà soprattutto un momento da condividere con familiari e amici».
La formula lascia aperte tutte le interpretazioni. Dopo gli scontri, le rotture e le accuse maturate negli ultimi anni, resta da capire chi l’ex capo politico del Movimento 5 Stelle consideri ancora parte della propria cerchia personale.
Il figlio Gabriel e le corse sulla piccola Fiat 500
La parte più tenera dell’intervista riguarda Gabriel. Di Maio racconta di passare molto tempo nei parchi di Berlino insieme al figlio, diventato appassionato di automobili nonostante non abbia ancora compiuto due anni.
«La parola che pronuncia più spesso è “auto”», racconta. Gli zii gli hanno regalato una piccola Fiat 500 a spinta, con la quale gira per la città. «Passiamo ore con questa macchinetta. Anche io ho sempre amato le automobiline, quindi ci divertiamo grazie a questa passione comune».
Un’immagine distante anni luce dalle conferenze stampa, dai vertici internazionali e dalle battaglie parlamentari che hanno scandito la prima parte della vita pubblica dell’ex ministro.
«Bibitaro? Mi ha portato fortuna»
Di Maio non evita neppure il soprannome che lo accompagna fin dai primi anni della sua carriera. Prima di entrare in politica aveva svolto diversi lavori occasionali, compreso quello di venditore di bibite allo stadio San Paolo di Napoli. Da allora i detrattori non hanno mai smesso di chiamarlo “bibitaro”.
«Lo fanno ancora quando vogliono denigrarmi», racconta. Ma oggi l’ex ministro rivendica quella definizione e la trasforma in una specie di amuleto. «Per me è diventato un talismano. Mi ha portato solo fortuna».
Di Maio cita la nomina a professore onorario del King’s College di Londra e il suo ingresso nel board dell’European Council on Foreign Relations, accanto a ex presidenti e ministri. Traguardi che utilizza come risposta a chi continua a considerarlo un personaggio privo della preparazione necessaria per gli incarichi ricoperti.
Quanto a un possibile ritorno nella politica italiana, chiude la porta con una battuta: «In Italia hanno altro da fare che chiamare Luigi Di Maio». La sua vita oggi è a Berlino, accanto ad Alessia, Gabriel e alla famiglia costruita dopo la sconfitta più bruciante.
«Dell’Italia mi mancano la cultura e le persone. Torno spesso e mi riconnetto subito con la mia terra, che non ha eguali: Napoli». E proprio dalla Campania partirà il prossimo capitolo della sua nuova vita: il matrimonio con Alessia D’Alessandro.







