La stampa lo critica, lo punzecchia e qualche volta lo spernacchia? Carlo Nordio sembra avere trovato la soluzione più semplice: costruirsi un giornale in casa. Il ministero della Giustizia lavora infatti a un nuovo sito d’informazione dal nome provvisorio “Arenula 70”, destinato a trasformare l’attuale G-News in una piattaforma più ambiziosa, con articoli, rubriche, approfondimenti, cultura, spettacolo e persino uno spazio nel quale il Guardasigilli potrà rispondere ai lettori.
Non proprio un quotidiano indipendente, naturalmente, ma neppure un semplice portale istituzionale. L’obiettivo dichiarato è dare al sito un’impostazione più giornalistica, con una struttura capace di raccontare il ministero, la giustizia, le carceri e le iniziative dei diversi dipartimenti. Tradotto: un house organ di via Arenula, costruito dentro il dicastero e alimentato dalle sue stesse strutture.
A raccontare il progetto con ironia feroce è stata Ginevra Leganza sul Foglio, che ha battezzato in anticipo la nuova creatura “Il Fatto di Nordio” o “Nordio Quotidiano”. La descrizione ha irritato il ministero, che ha subito corretto la ricostruzione. Ma la precisazione ufficiale, più che smentire il progetto, ne conferma quasi tutti gli elementi essenziali.
Nordio Quotidiano, il giornale che nasce dentro il ministero
Secondo Il Foglio, il progetto sarebbe allo studio da mesi e rappresenterebbe una specie di rifugio editoriale per il ministro, alle prese con polemiche, sconfitte politiche, tensioni interne e dossier complicati.
Il giornale parla di un «balsamo online» dopo il referendum naufragato, le guerre dentro il ministero, i problemi del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria e le grazie chieste ma non ottenute. Una nuova voce costruita direttamente nelle stanze di via Arenula, forse come ultimo atto del dicastero prima della conclusione dell’esperienza di governo.
La definizione di house organ ha mandato su tutte le furie l’ufficio stampa. Francesco Specchia, portavoce del ministro, ha spiegato che non nascerà alcun “Fatto di Nordio” e neppure una “Stanza di Carlo”. Via Arenula, sostiene, prepara soltanto il restyling dell’attuale sito G-News, ribattezzato provvisoriamente Arenula 70.
Il problema è che subito dopo la smentita arrivano le conferme. Il sito avrà un’impostazione più giornalistica, nuove sezioni, rubriche culturali e una stanza del ministro. Non sarà forse un quotidiano nel senso tradizionale del termine, ma assomiglierà molto più a un giornale che a una normale vetrina amministrativa.
La stanza del ministro e le risposte ai lettori
Una delle rubriche più curiose si chiamerà, almeno nelle intenzioni, “La stanza del Ministro”. Nordio e i suoi collaboratori risponderanno a turno alle domande tecniche sulla giustizia inviate dai lettori.
Il richiamo a Indro Montanelli viene quasi naturale. Il ministero respinge l’idea che Nordio voglia imitare direttamente il fondatore del Giornale, ma ammette senza imbarazzi che Montanelli resta il «nume tutelare» della vecchia scuola giornalistica alla quale appartiene Specchia.
Il Guardasigilli potrà dunque rivolgersi direttamente ai cittadini senza passare attraverso interviste, conferenze stampa o giornali esterni. Una corsia privilegiata che gli permetterà di scegliere domande, tempi e argomenti, offrendo la propria interpretazione dei temi più delicati senza dover affrontare repliche sgradite.
Per un ministro spesso contestato per le sue uscite, i retroscena e le difficoltà comunicative, il vantaggio appare evidente. Il giornale del ministero non potrà interromperlo, contraddirlo o incalzarlo.
Sabino Cassese pensato come firma di punta
Tra le ipotesi circolate compare anche il nome di Sabino Cassese, costituzionalista, accademico e presenza abituale sui giornali e nei programmi televisivi.
Secondo Il Foglio, Cassese avrebbe dovuto rappresentare il blasone culturale del nuovo progetto, una firma capace di dare autorevolezza al “Fatto nordiano”. Il ministero precisa che il giurista non è mai stato contattato, anche se ammette di averlo «pensato intensamente».
Una formula che vale quasi più di una conferma. Cassese non ha ancora ricevuto una proposta, ma qualcuno a via Arenula lo immagina già dentro il nuovo prodotto editoriale. Lo stesso portavoce, tuttavia, dubita che il professore possa davvero accettare.
Oltre alla giurisprudenza, il sito dovrebbe ospitare contenuti più leggeri: cultura, società, sport, teatro e recensioni di legal drama, le serie televisive ambientate tra tribunali, studi legali e procure. Nordio critico di Netflix? Non proprio. Ma il portale potrebbe occuparsi anche di avvocati e magistrati di fantasia alle prese con processi, indagini e dilemmi morali.
Carceri, teatro e prodotti realizzati dai detenuti
Il cuore più istituzionale del progetto riguarderà le carceri. Arenula 70 dovrebbe valorizzare le attività del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria, raccontando sia il lavoro della polizia penitenziaria sia i percorsi trattamentali destinati ai detenuti.
Il sito potrà dare spazio ai prodotti realizzati negli istituti, agli spettacoli teatrali, ai laboratori e alle iniziative di reinserimento. Un’impostazione di servizio pubblico che il ministero rivendica come una delle ragioni centrali del restyling.
Il Foglio si spinge oltre e immagina tra i possibili collaboratori anche Gianni Alemanno, incontrato informalmente dal ministro per discutere di riabilitazione dei detenuti. L’ex sindaco di Roma, oggi detenuto e vicino a Roberto Vannacci, potrebbe trasformarsi in una firma sul sovraffollamento penitenziario. Un’ipotesi provocatoria, che il ministero non conferma.
Una smentita che conferma quasi tutto
Via Arenula ha provato a ridimensionare lo scoop, ma il risultato appare paradossale. Non nascerà “Il Fatto di Nordio”, però nascerà un sito più giornalistico. Non ci sarà “La Stanza di Carlo”, però ci sarà “La stanza del Ministro”. Cassese non è stato contattato, però è stato preso in considerazione. Non sarà un quotidiano, ma avrà rubriche, firme, articoli e risposte ai lettori.
La differenza tra la caricatura del Foglio e la versione ufficiale sembra dunque soprattutto nominale. Il ministero vuole dotarsi di un mezzo d’informazione più strutturato, moderno e controllato direttamente dall’amministrazione.
Resta da capire chi lo leggerà oltre ai dipendenti di via Arenula e quale spazio separerà l’informazione istituzionale dalla propaganda ministeriale. Nordio sogna davvero di diventare il nuovo Montanelli? Probabilmente no. Ma un giornale nel quale il direttore politico, l’editore e la principale fonte coincidono con il ministro potrebbe comunque rivelarsi molto comodo. Soprattutto quando i giornali veri fanno domande sgradite.







