Truffa del residence fantasma a Cesenatico: cento famiglie dicono addio alla vacanza

Il Porto Canale di Cesenatico

Circa cento famiglie arrivate da tutta Italia ed Europa con le valigie in mano hanno scoperto solo una volta giunte a destinazione che il “Residence Andrea” (o “Residence Angelini”) semplicemente non esiste. Un raggiro da decine di migliaia di euro strutturato con cura e diffuso tramite portali di rilievo come Booking e un sito web civetta perfettamente indicizzato.

La trappola virtuale: foto vere, indirizzo reale ma sede fittizia

Il meccanismo dell’inganno faceva perno sull’indirizzo reale di via Pascoli 2A, a pochi passi dagli stabilimenti balneari. Verificando su Google Maps, la via corrispondeva alla realtà, ma una volta arrivati sul posto i turisti si sono trovati di fronte ai dipendenti sbalorditi di una compagnia assicurativa.

Le immagini erano quelle di un appartamento

Le immagini mostrate negli annunci — stanze moderne e cucine ben arredate — erano state rubate dall’inserzione di un appartamento in vendita nella stessa via. Per blindare la prenotazione veniva richiesto il saldo o l’anticipo su un IBAN bancario, sfruttando tariffe a prezzi stracciati rispetto ai listini di alta stagione. Quando le vittime tentavano di contattare il numero sul sito per chiedere spiegazioni, la linea risultava persa o persino deviata verso il centralino di un ignaro hotel locale.

La risposta della città: allestito il punto d’accoglienza

A seguito delle segnalazioni fatte partire dal Comune, gli annunci su Booking sono stati oscurati, mentre la Polizia Municipale, i Carabinieri e la Guardia di Finanza lavorano per risalire all’identità dei responsabili, denunciati da decine di turisti alla Polizia Postale.

La città romagnola di mobilita

Nel frattempo, la macchina dei soccorsi e della solidarietà romagnola si è attivata immediatamente. Il Comune ha trasformato gli uffici del Palazzo del Turismo in un punto di accoglienza con acqua e aria condizionata per assistere i turisti rimasti in strada.

«Stiamo supportando le famiglie e cerchiamo una ricollocazione per tutti con l’aiuto dell’Ufficio informazioni turistiche», ha spiegato il sindaco Matteo Gozzoli, ringraziando gli albergatori e i campeggiatori della zona che si sono messi a disposizione per offrire alloggio alle vittime della truffa.