Benzina e diesel, il salasso in dieci anni: un pieno costa fino a 35 euro in più, senza sconto accise sarebbe peggio

Benzina, continuano i rincari

Fare il pieno oggi costa molto più di dieci anni fa. E non è soltanto una sensazione da distributore, tra display che corrono e portafogli che si alleggeriscono. Secondo i dati diffusi dal Codacons sulla base delle ultime rilevazioni della Commissione europea, negli ultimi dieci anni il prezzo del gasolio in Italia è aumentato del 75,5%, mentre quello della benzina è salito del 38%. Un colpo pesante per automobilisti, famiglie, pendolari, imprese e trasporto merci, soprattutto in una fase in cui le tensioni internazionali e l’emergenza energetica continuano a spingere al rialzo i prezzi.

Il dato più importante, però, è un altro: la situazione italiana appare meno drammatica soltanto grazie agli sconti temporanei sulle accise, ancora in vigore fino al 22 maggio. Senza il taglio fiscale da 24,4 centesimi sul diesel, il rincaro italiano supererebbe la media europea. Tradotto: il conto vero dei carburanti resta altissimo e viene soltanto attenuato da una misura provvisoria.

Diesel, un pieno costa 35,7 euro in più

Il Codacons ha confrontato i prezzi di metà maggio 2016 con quelli rilevati dalla Commissione Ue nella settimana del 18 maggio 2026. Il risultato è netto: oggi un pieno di gasolio costa in Italia 35,7 euro in più rispetto a dieci anni fa. Senza il taglio temporaneo delle accise, la maggiore spesa salirebbe addirittura a 48 euro.

Per la benzina il rincaro è meno violento, ma comunque pesante: un pieno costa 24,5 euro in più rispetto al 2016. Senza lo sconto fiscale introdotto dal governo, l’aumento arriverebbe a 27,6 euro.

Il peso delle accise e il confronto con l’Europa

È proprio il nodo delle accise a riaccendere il dibattito. Con gli sconti fiscali oggi applicati, l’Italia risulta tra i Paesi europei con gli aumenti più contenuti sul diesel nell’ultimo decennio: più 56,3%, contro una media Ue del 69,2%. Ma senza il taglio temporaneo delle imposte il rincaro salirebbe al 75,5%, superando la media europea.

Sul fronte della benzina, l’Italia si colloca nella parte bassa della classifica europea grazie al riordino delle accise entrato in vigore nei mesi scorsi e agli sconti fiscali temporanei. L’aumento italiano è del 34%, contro una media Ue del 43,6%.

I Paesi dove i carburanti sono aumentati di più

Nel resto d’Europa i rincari più pesanti si registrano soprattutto nei Paesi baltici. Lituania e Lettonia guidano la classifica degli aumenti sul diesel, con rialzi superiori al 106% in dieci anni. Seguono Paesi Bassi e Lussemburgo, dove i prezzi risultano più che raddoppiati rispetto al 2016. Incrementi oltre il 90% anche in Francia, Belgio e Bulgaria.

Per la benzina, Lettonia e Lituania restano ai vertici, con aumenti rispettivamente del 71,5% e del 69,3%. All’estremo opposto c’è Malta, caso quasi unico nell’Unione europea: nell’isola, dove i prezzi dei carburanti sono amministrati dallo Stato, il diesel è aumentato appena del 4,3% in dieci anni.

Il tema carburanti, quindi, torna al centro del dibattito italiano con una certezza: ogni volta che il petrolio sale e i mercati energetici si agitano, il conto arriva subito alla pompa. E il diesel, fondamentale per merci, trasporti e mobilità quotidiana, resta l’indicatore più sensibile dell’inflazione energetica che poi finisce dentro il prezzo di tutto.