Carburanti, anche Q8 aderisce al price cap per 30 giorni: code ai distributori in molte città, primi cali sui listini nazionali

Q8 Italia ha annunciato l’applicazione di un price cap sui carburanti per la durata di 30 giorni a partire dal 1° ottobre. L’iniziativa, introdotta accogliendo la sollecitazione del Governo, prevede un approccio modulare lungo la rete distributiva dell’azienda per tutelare gli automobilisti e garantire al contempo la sostenibilità economica dei gestori.

La decisione segue gli interventi già avviati da Eni, con la benzina a 1,99 euro/litro e il gasolio a 2,19 euro/litro, e dal gruppo Socar-IP. Quest’ultimo al momento ha calmierato i prezzi in 300 distributori su 3.400, con l’ipotesi di estensione ad altri operatori. La decisione di mettere un tetto ai prezzi ha avuto effetti immediati sulle stazioni di servizio dei marchi interessati, con lunghe code per gli approvvigionamenti e notizie di esaurimento di carburanti in diversi impianti.

I ribassi

Complessivamente, i ribassi riguardano attualmente circa 4.100 impianti su un totale di 22.000. Con Q8, che ha circa 2.900 stazioni di servizio e con tutti i distributori di IP si arriverebbe a 10mila, poco meno della metà dell’intera offerta nazionale.

ENI, IP e Q8 sono nell’ordine proprio i marchi maggiormente presenti sul territorio nazionale. Il quarto gestore è la olandese Tamoil con circa 1.400 stazioni di servizio. In tutto il 58% della capacità di distribuzione di carburante su strade e autostrade italiane. Il restante 42%, circa 8.500 impianti, è rappresentato da gestori autonomi e da altre compagnie. La corsa al ribasso potrebbe ora convincere anche Tamoil, come pure altri gruppi minori a mettere un tetto ai prezzi.

Come fatto nei giorni scorsi con ENI e con IP, la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha espresso un ringraziamento ufficiale al Kuwait e ai vertici di Q8 per il segnale di attenzione nei confronti delle famiglie e delle imprese italiane.

I primi effetti sui prezzi

L’avvio delle tariffe calmierate ha generato il primo calo effettivo dei listini medi nazionali, pur provocando code di auto e casi di esaurimento delle scorte in diversi distributori a Roma, Firenze, Bologna, Bari e Napoli come pure in altre aree periferiche del Paese.  

Secondo la rilevazione del ministero delle Imprese e del made in Italy, oggi sulla rete stradale la benzina in modalità self-service è scesa a 2,126 euro/litro (da 2,152 di ieri) ed il gasolio a 2,335 euro/litro (da 2,369 di ieri). Sulla rete autostradale, sempre in modalità self-service la benzina si attesta a 2,180 euro/litro (contro i 2,214 ieri)  e il gasolio a 2,383 euro/litro (ieri era a 2,420).

Resta lo sconto sulle accise

Il ministro della Sicurezza Energetica Gilberto Pichetto Fratin ha confermato che lo sconto sul gasolio, oggi ridotto a soli 6 centesimi al litro, proseguirà fino al 6 ottobre come stabilito. Il Governo intende poi passare al meccanismo delle accise mobili per fornire aiuti selettivi, mantenendo una gestione legata alle tensioni internazionali in Medio Oriente e al quadro delle quotazioni petrolifere.

Consumatori, sindacati e gestori divisi

L’efficacia delle misure volontarie resta al centro di un acceso dibattito tra consumatori, sindacati e operatori del settore. Assoutenti sostiene che i ribassi dimostrino l’esistenza di ampi margini di profitto delle compagnie petrolifere e chiede di estendere il price cap fino a fine anno. “Il taglio dei prezzi attuato da Eni, Ip e Q8, dimostra in modo inequivocabile – dice il presidente Gabriele Melluso – quanto abbiamo sempre sostenuto dall’inizio dell’emergenza: le compagnie petrolifere hanno ampi margini per far scendere i listini rinunciando ad una parte dei loro enormi profitti”. Codacons vede “nei piccoli ribassi di listino” un segnale importante alimentato dal tetto imposto dai grandi marchi. L’Unione nazionale consumatori invita alla cautela in attesa delle mosse delle altre compagnie, sollevando la questione legata alla concorrenza. Unc chiede che il contenimento dei prezzi al dettaglio non produca effetti distorsivi a monte della filiera.

La segretaria generale della Cisl, Daniela Fumarola, rileva che gli impegni volontari coprono meno di 4 distributori su 10 e sollecita una norma stabile per un tetto dinamico e automatico. Le associazioni Faib Confesercenti e Fegica hanno presentato una proposta legislativa in Parlamento per fissare un tetto regolamentato. Assopetroli-Assoenergia richiede invece l’estensione dei calmieri al mercato all’ingrosso per salvaguardare le pompe indipendenti. Figisc Confcommercio mette in guardia dai rischi di concorrenza sleale per la rete non coperta dai tagli e da possibili criticità di approvvigionamento logistico.

Incombe il blocco dei trasporti

La situazione di incertezza sui prezzi ha innescato le prime mobilitazioni di categoria. Il Comitato autotrasportatori siciliani ha già proclamato un fermo di 5 giorni a partire dal 16 ottobre. Anche il settore dei tassisti premono per un incontro urgente con il Governo, paventando l’ipotesi di uno sciopero generale in assenza di risposte sul caro-carburanti.