Cresce l’occupazione tra i laureati ma gli stipendi sono tra i più bassi d’Europa

Lavoratori in ufficio 1

Cresce l’occupazione tra i laureati ma gli stipendi sono tra i più bassi d’Europa: fino al 60% in meno. I neodottori sono più esigenti, tengono molto agli spazi di vita oltre il lavoro: prospettive di crescita professionale e livello di retribuzione sono i motivi che spingono ad emigrare all’estero. In Italia restano forti divari occupazionali, retributivi e di genere. Il Mezzogiorno accumula ritardi e viaggia ad una velocità inferiore rispetto ad altre aree del Paese.

Lo dice il “XXVIII Rapporto AlmaLaurea su Laurea e Occupazione”. Secondo lo studio a un anno dalla laurea la retribuzione mensile netta si attesta in media a 1.491 euro nel primo livello e a 1.495 euro nel secondo. Al netto dell’inflazione, le retribuzioni reali sono risultate in lieve calo nell’ultimo anno (rispettivamente -1,4% e -0,9%). Dopo 5 anni, invece, i salari salgono fino a 1.840 euro. In altri Paesi lo stipendio medio mensile supera i 2.900 euro, dunque vale il 60% in più.

Un dato che emerge dal rapporto è che in Italia si laureano soprattutto le donne: sono il 59,6%. Ma nelle retribuzioni il divario di genere è un fenomeno difficile da contrastare. Gli stipendi delle laureate sono più bassi. La ricerca del lavoro e i livelli salariali non viaggiano di pari passo. In termini di attese economiche i neodottori si dicono disposti – così attesta lo studio – a valutare offerte che partano da 1.500 euro netti mensili.      

A cinque anni dal titolo lavora oltre il 90% dei laureati

Nei numeri, il quadro occupazionale mostra un generale miglioramento. A un anno dal conseguimento del titolo il tasso di occupazione ha raggiunto l’81,2% tra chi ha conseguito una laurea di primo livello e l’80,8% nel secondo livello. A cinque anni dalla laurea l’occupazione ha superato il 90%, toccando il 91,7% nel primo livello e il 94,4% nel secondo. Parallelamente, il tasso di disoccupazione a un anno scende al 9,2% nel primo livello e al 9,3% nel secondo.

Il salario è il primo faro puntato sulle prospettive professionali

Restano i divari occupazionali, retributivi e di genere. E il Mezzogiorno non viaggia alla velocità delle altre aree del Paese. L’indagine ha confermato l’esistenza di divari di reddito sul fronte territoriale e del genere.  A parità di condizioni, gli uomini hanno mostrato il 13,7% di probabilità in più di essere occupati rispetto alle donne e una retribuzione superiore in media di 67 euro netti al mese. Forti anche le differenze territoriali: chi risiede al Nord ha avuto il 34,8% di probabilità in più di lavorare rispetto a chi risiede nel Mezzogiorno, divario che sale al 55,9%.

Dopo cinque anni, però, sempre secondo lo studio, il quadro migliora. Il guadagno netto è di 1.796 euro mensili per i laureati di primo livello e di 1.903 per quelli di secondo livello. Le professioni meglio retribuite sono quelle mediche, informatico tecnologiche e ingegneristiche. Gli studi umanistici, invece, producono salari di molto inferiori alla media del comparto Stem.   

Dall’Italia si torna ad emigrare

L’Europa è la meta preferita dei laureati. Che puntano a contesti professionali dinamici e con alte retribuzioni. Dove qualità del lavoro e della vita rendano ottimale la stabilità occupazionale. Il Paese più gettonato è la Germania. Seguono la Svizzera, la Spagna, la Francia, il Belgio, i Paesi Bassi e il Regno Unito. Lo studio dice che in questi Paesi, a un anno dal conseguimento del titolo, i nostri laureati di secondo livello percepiscono 2.290 euro mensili netti (+57,6% rispetto ai 1.452 euro di che resta in Italia). Dopo 5 anni le retribuzioni arrivano a 2.941 euro (+59,9% rispetto ai 1.840 degli occupati in Italia).