Messico, catturato Isaí Martínez Zepeda: il nipote di ‘El Chapo’ è accusato di traffico di fentanyl

Nuovo durissimo colpo ai vertici del narcotraffico messicano in un’operazione lampo coordinata dai massimi livelli della sicurezza nazionale. Questa volta è finito in manette uno dei nomi più pesanti legati alla famiglia Guzmán: Isaí Martínez Zepeda, nipote di ‘El Chapo’.

L’annuncio ufficiale è arrivato dal ministro della Sicurezza messicano, Omar García Harfuch. L’arresto di Martínez Zepeda è il risultato di un lavoro minuzioso che ha visto collaborare il ministero della Difesa e la Procura della Repubblica. L’uomo, stanato a Nogales in un edificio del quartiere Casa Blanca, non ha avuto scampo: durante il blitz sono state sequestrate armi lunghe e munizioni.

Il traffico del fentanyl

Su Martínez, già noto alle autorità e arrestato una prima volta nel 2008, pende un mandato di estradizione immediata verso gli Stati Uniti. Le accuse sono pesantissime: associazione a delinquere e reati contro la salute.

Secondo gli inquirenti, Isaí Martínez Zepeda era uno dei “coordinatori logistici di un gruppo criminale”, con il compito specifico di supervisionare la produzione e la distribuzione di droghe sintetiche verso gli USA e la Costa Rica. Il cuore dell’indagine riguarda il fentanyl, l’oppioide killer che sta devastando il Nord America: solo nell’ultimo anno, Martínez avrebbe gestito la vendita di almeno diecimila pillole.

Un passato criminale e il legame con “El Vocho”

Non è la prima volta che il nipote di “El Chapo” finisce dietro le sbarre. Già nel giugno del 2008 era stato fermato a Sinaloa insieme al fratello, Enoc Martínez Zepeda, soprannominato “El Vocho”, allora considerato un membro attivo delle milizie di Guzmán. All’epoca, Isaí era stato trovato in possesso di un arsenale che includeva un fucile AK-47.

Cartello di Sinaloa nel caos: resa in vista?

L’arresto di Martínez cade in un momento di estrema fragilità per il Cartello di Sinaloa. La cattura arriva infatti mentre si rincorrono le voci di una possibile resa negoziata con gli Stati Uniti da parte di Iván Archivaldo e Jesús Alfredo Guzmán Salazar, i figli di “El Chapo” noti come i “Chapitos”.

Il cartello è attualmente dilaniato da una sanguinosa guerra civile tra la fazione dei “Chapitos” e quella fedele ai “Mayos”. L’uscita di scena di un coordinatore logistico chiave come Martínez potrebbe accelerare il collasso di un impero criminale ormai sotto assedio su più fronti.