Un cittadino italiano di 72 anni finisce nel mirino dell’Ice, l’agenzia federale americana per il controllo dell’immigrazione, con l’accusa di aver votato illegalmente per quattro volte negli Stati Uniti. Andrea Morzetta, residente a North Haledon, nel New Jersey, avrebbe partecipato alle elezioni federali del 2014, 2016, 2020 e 2024 senza possedere la cittadinanza americana. Gli investigatori gli contestano anche un tentativo illecito di ottenere la naturalizzazione. Dopo l’arresto, l’uomo ha ottenuto la libertà su cauzione. L’Ice ha scelto di pubblicizzare il caso proprio il 3 novembre 2026, giorno delle elezioni di medio termine, trasformando la vicenda in un messaggio sulla sicurezza del voto.
Andrea Morzetta, le quattro elezioni al centro dell’accusa
Secondo le autorità federali, Morzetta si sarebbe registrato nelle liste elettorali americane pur non avendo il diritto di votare. Avrebbe poi espresso il proprio voto in quattro diverse consultazioni: nel 2014, nel 2016, nel 2020 e nel 2024. Due di queste date coincidono con elezioni presidenziali, mentre le altre riguardano il rinnovo del Congresso.
Negli Stati Uniti, il voto nelle elezioni federali richiede la cittadinanza americana. La semplice residenza, anche quando regolare e di lunga durata, non permette a uno straniero di partecipare a queste consultazioni. Per questo gli investigatori hanno concentrato l’attenzione sulla posizione di Morzetta e sulle modalità della sua registrazione elettorale.
L’accusa comprende anche un secondo aspetto. Il cittadino italiano avrebbe tentato di ottenere illecitamente la cittadinanza statunitense. Le informazioni disponibili non chiariscono quali dichiarazioni o documenti abbiano portato gli inquirenti a formulare questa ulteriore contestazione.
L’Ice annuncia l’arresto nel giorno delle elezioni di medio termine
L’ufficio del procuratore federale del New Jersey aveva già comunicato il caso il 29 ottobre. L’Ice ha invece rilanciato la notizia il 3 novembre, mentre gli americani si recano alle urne per le elezioni di medio termine.
In un messaggio pubblicato su X, l’agenzia federale scrive: «Andrea Morzetta, cittadino italiano è stato arrestato dall’Ice e accusato di voto illegale. Morzetta avrebbe votato in quattro elezioni federali».
L’Ice accompagna l’annuncio con un richiamo alla linea politica della Casa Bianca: «I cittadini americani meritano elezioni giuste e oneste, e l’amministrazione Trump è impegnata a proteggerne l’integrità».
La scelta della data conferisce all’annuncio un evidente significato politico. L’amministrazione Trump insiste da tempo sulla necessità di contrastare le irregolarità elettorali e l’agenzia presenta il caso Morzetta come un esempio della propria attività di controllo. Le accuse contro il 72enne riguardano però la sua condotta individuale e non dimostrano, da sole, l’esistenza di irregolarità diffuse nel sistema elettorale americano.
L’italiano torna libero su cauzione dopo l’arresto
La vicenda registra intanto uno sviluppo importante. Dopo il fermo, Andrea Morzetta ha ottenuto la scarcerazione su cauzione. Il provvedimento gli consente di affrontare in libertà le successive fasi del procedimento, secondo le condizioni stabilite dalle autorità competenti.
Il rilascio non cancella le accuse e non anticipa alcuna decisione sulla responsabilità dell’uomo. Gli investigatori dovranno dimostrare che Morzetta abbia effettivamente partecipato alle quattro consultazioni senza possedere i requisiti di legge. Dovranno inoltre sostenere la contestazione relativa al tentativo illecito di ottenere la cittadinanza americana.
Al momento non emergono dettagli sull’importo della cauzione, sulle condizioni del rilascio o sulle prossime udienze. Non risultano neppure informazioni pubbliche sulle dichiarazioni dell’italiano o sulla strategia dei suoi difensori.
Il voto degli stranieri negli Stati Uniti e il nodo della cittadinanza
Il caso Morzetta riporta l’attenzione sulle regole che disciplinano la partecipazione alle elezioni americane. Per votare nelle consultazioni federali occorre possedere la cittadinanza degli Stati Uniti. Gli stranieri residenti, anche quando dispongono di un permesso di soggiorno permanente, non possono votare per il presidente o per il Congresso.
Le autorità contestano al 72enne proprio la violazione di questo requisito. Secondo la ricostruzione investigativa, l’uomo avrebbe superato il passaggio della registrazione elettorale e avrebbe esercitato il voto in quattro occasioni nell’arco di dieci anni.
L’inchiesta dovrà chiarire come sia avvenuta la registrazione e quali elementi sostengano le accuse. Nel frattempo, Morzetta resta al centro di un procedimento federale che l’Ice ha deciso di portare all’attenzione pubblica nel giorno del voto americano. Il cittadino italiano affronta le contestazioni in libertà su cauzione e conserva la presunzione di innocenza fino a un’eventuale condanna.







