Alla fine resta una fotografia. Fabio Roscioli ha appena conquistato il seggio alla Camera, Francesco Cannizzaro raccoglie il risultato di una campagna condotta senza risparmio, Roberto Occhiuto affida ai social una sola parola, «Vittoria», e poco dopo, tra gli abbracci, sintetizza ancora più nettamente: «Abbiamo stravinto».
Nella sede reggina di Forza Italia, attorno al nuovo deputato, compaiono Claudio Lotito, Mario Occhiuto, Giovanni Arruzzolo e lo stato maggiore azzurro. Ma un volto, più degli altri, trasforma quella fotografia in qualcosa che supera immediatamente i confini di una suppletiva calabrese: Stefania Craxi, presidente dei senatori di Forza Italia, è lì a seguire lo spoglio e a celebrare il risultato accanto a Occhiuto e Cannizzaro.
I numeri consegnano un risultato netto. A scrutinio concluso, con 487 sezioni su 487, Roscioli ottiene 38.359 voti e il 51,02%. Frank Benedetto chiude al 36,59%, Domenico Giannetta al 10,94%, Francesco Toscano all’1,44%. L’affluenza definitiva si ferma al 22,34%, dato che impone prudenza nell’estendere il significato della consultazione oltre il suo perimetro. Ma il fatto politico resta: il centrodestra conserva il seggio lasciato libero da Cannizzaro e porta il proprio candidato oltre la metà dei voti validi.
Cannizzaro: «Forza Italia locomotiva del centrodestra»
Cannizzaro interpreta immediatamente il risultato come la conferma della macchina politica costruita negli ultimi anni. Parla di una squadra «coesa e compatta», ringrazia gli alleati e rivendica un modello di governo che, a suo giudizio, ha prodotto credibilità. Poi pronuncia la frase destinata a sintetizzare la lettura azzurra della giornata: «Forza Italia si dimostra ancora una volta la locomotiva del centrodestra in Calabria».
Non cancella il contributo degli altri partiti della coalizione, anzi lo riconosce esplicitamente, ma colloca il risultato dentro la continuità della filiera che unisce Palazzo San Giorgio, la Regione e adesso nuovamente Montecitorio.
Roscioli restituisce a sua volta gran parte del merito politico proprio a quell’asse. «Siamo una coalizione vincente», dice. Sostiene che il risultato abbia superato le aspettative e attribuisce la costruzione della vittoria a Roberto Occhiuto e Francesco Cannizzaro. Il nuovo deputato presenta così la propria elezione come prosecuzione del «buon governo» avviato a Reggio e alla Regione, scegliendo fin dalle prime dichiarazioni di inserirsi dentro una squadra e non di rappresentare un’esperienza individuale.
Occhiuto incassa il risultato, Meloni celebra l’unità del centrodestra
Occhiuto usa toni altrettanto espliciti. Rivendica la forza di Forza Italia in Calabria, elogia il lavoro di Cannizzaro alla guida di Reggio e sostiene che il voto dimostri come il centrodestra, quando resta unito e governa bene, riesca a imporsi.
La sua lettura parte da Reggio, ma guarda inevitabilmente oltre Reggio. A parlare non è soltanto il presidente della Regione, ma uno dei vicesegretari nazionali di Forza Italia, da tempo protagonista del dibattito sull’identità e sul futuro degli azzurri.
Da Roma arriva quasi contemporaneamente Giorgia Meloni. La presidente del Consiglio sottolinea che il centrodestra «si conferma unito» e interpreta il risultato come il premio a una coalizione «compatta, radicata e capace di parlare ai territori». La premier considera dunque Reggio una conferma della tenuta dell’alleanza e della sua capacità di presentarsi insieme anche davanti a una competizione sulla quale si erano concentrati riflettori nazionali.
Tajani mette il cappello sulla vittoria: «Forza Italia stravince»
Antonio Tajani sceglie invece di mettere al centro Forza Italia. «Forza Italia stravince», scrive il segretario azzurro, ringraziando espressamente Roberto Occhiuto e «Ciccio Cannizzaro», accogliendo Roscioli nel gruppo parlamentare e definendo il voto una conferma del radicamento del partito.
Poi inserisce un richiamo tutt’altro che secondario: gli azzurri, sostiene, restano un pilastro di quel centrodestra che Silvio Berlusconi «ha creato, fondato e portato al successo». Proprio nella giornata in cui la festa di Reggio apre interrogativi anche sugli equilibri interni del partito, Tajani riporta dunque la vittoria sotto il nome del fondatore.
Il coro si allarga rapidamente. Licia Ronzulli parla di «grande orgoglio e soddisfazione» e attribuisce il successo anche al lavoro compiuto da Occhiuto e Cannizzaro, definiti artefici di una Forza Italia forte e riconoscibile in Calabria.
Paolo Zangrillo legge nel voto la conferma dell’identità liberale, popolare, europeista e garantista degli azzurri e conclude che da Reggio arriva un messaggio preciso: «Forza Italia c’è». Maurizio Lupi, presidente di Noi Moderati, sottolinea soprattutto l’unità della coalizione e lega il successo al governo di Occhiuto e alla candidatura di Roscioli. Mara Carfagna parla di «netta vittoria» e di conferma della forza del centrodestra unito. Dall’Udc Antonio De Poli insiste sulla stessa chiave: «Quando il centrodestra si presenta unito e compatto la nostra coalizione trionfa», indicando come prospettiva un’alleanza «equilibrata, plurale e moderna».
Stefania Craxi nella stanza della vittoria: la fotografia che guarda a Marina Berlusconi
Poi la fotografia torna inevitabilmente su Stefania Craxi.
La sua presenza non dimostra l’esistenza di mandati ricevuti da Marina Berlusconi e sarebbe arbitrario trasformarla in un’emissaria della presidente di Fininvest senza elementi che lo provino. Ma sarebbe altrettanto riduttivo considerarla una presenza qualsiasi.
Craxi guida il gruppo di Forza Italia al Senato e il rapporto di stima con Marina Berlusconi è pubblico e documentato. Quando nel marzo scorso sostituì Maurizio Gasparri alla presidenza dei senatori azzurri, da ambienti vicini a Marina venne resa nota la «grande stima» nei suoi confronti e la sua posizione favorevole a una maggiore apertura della classe dirigente.
Craxi, interpellata direttamente, escluse che la famiglia Berlusconi avesse determinato quell’avvicendamento, ma confermò il rapporto personale: «Marina Berlusconi mi stima, e stima e affetto sono assolutamente ricambiati».
Roscioli, Fininvest e il filo che porta alla famiglia Berlusconi
Non soltanto. Roscioli stesso non è estraneo a quel mondo: è tesoriere nazionale di Forza Italia e avvocato della Fininvest. Al momento della candidatura è stato descritto come una figura che gode della fiducia della famiglia Berlusconi.
Cannizzaro ha sempre rivendicato di avere scelto personalmente il suo nome per Reggio, ma il profilo del nuovo deputato lega oggettivamente la partita calabrese al cuore della storia e degli assetti nazionali del partito.
La domanda, allora, non è se Craxi abbia portato a Reggio un messaggio scritto da Marina Berlusconi: non esiste alcun elemento per affermarlo. La questione politicamente più interessante riguarda il significato che quella fotografia assume proprio mentre Forza Italia attraversa una fase delicata dei propri equilibri interni.
Negli ultimi giorni sono emerse ricostruzioni giornalistiche su tensioni nel partito, richieste di rinnovamento e un nuovo possibile confronto tra Tajani e Marina Berlusconi dopo le suppletive. Si tratta di dinamiche interne e ricostruzioni politiche, non della prova dell’esistenza di uno schieramento formalizzato contro il segretario. Ma costituiscono il contesto nel quale la presenza di Craxi nella stanza della vittoria assume inevitabilmente un peso diverso.
Occhiuto, il libro-manifesto e una data che pesa: 29 settembre
E proprio mentre Reggio consegna questa fotografia arriva un calendario che sembra scritto apposta per alimentare il dibattito, pur essendo stato fissato prima del risultato elettorale.
Domani, 29 settembre, esce nelle librerie Il coraggio di governare, il nuovo libro di Roberto Occhiuto. Il volume si presenta come un manifesto riformista, garantista e liberale nel quale il presidente della Calabria affronta sanità, energia, migrazioni e anche il rapporto con gli alleati. Il giorno successivo, 30 settembre alle 15, Occhiuto sarà a Roma, alla Galleria Alberto Sordi, per presentarlo dialogando con David Parenzo.
E il 29 settembre porta con sé un simbolismo ancora più evidente: Silvio Berlusconi, nato il 29 settembre 1936, avrebbe compiuto novant’anni.
Il libro-manifesto del vicesegretario nazionale di Forza Italia arriva dunque nelle librerie nel giorno del novantesimo compleanno del fondatore, ventiquattr’ore dopo una vittoria elettorale festeggiata insieme a Cannizzaro, Roscioli e Stefania Craxi e ventiquattr’ore prima dell’appuntamento romano.
Nessuna di queste coincidenze dimostra l’esistenza di un copione scritto in anticipo. La vittoria di Roscioli doveva essere conquistata nelle urne e l’uscita editoriale era stata programmata prima del voto. Ma in politica anche il calendario finisce talvolta per acquisire un significato che nessuno aveva potuto conoscere fino in fondo quando quelle date erano state fissate.
Il 28, 29 e 30 settembre: tre giorni che possono pesare su Forza Italia
Il 28 settembre Roscioli conquista il seggio e Occhiuto festeggia nella stanza azzurra di Reggio accanto a Cannizzaro e Craxi. Il 29 settembre, novant’anni esatti dalla nascita di Silvio Berlusconi, esce il libro nel quale il vicesegretario nazionale mette nero su bianco la propria idea di governo. Il 30 settembre quella discussione si sposta nel cuore di Roma.
Alcune date acquistano il loro significato soltanto con il tempo. Il 28, 29 e 30 settembre 2026 potrebbero essere ricordati nella storia di Forza Italia come tre giorni nei quali la Calabria ha assunto un peso particolare nel dibattito sul futuro degli azzurri.
Tajani, intanto, rivendica la vittoria e richiama apertamente l’eredità politica di Silvio Berlusconi. Nessun elemento consente oggi di parlare di successioni già decise, candidature alla leadership o fronti organizzati contro il segretario. Ma la fotografia di Reggio lascia aperta una domanda che non riguarda più soltanto un collegio elettorale calabrese.
Roscioli ha conquistato il seggio. Cannizzaro ha dimostrato la forza della propria organizzazione. Occhiuto incassa il risultato e porta immediatamente il suo manifesto politico a Roma. Stefania Craxi era nella stanza della vittoria. E sullo sfondo, ancora una volta, compare il cognome Berlusconi.
Il voto è finito. La partita politica, forse, comincia adesso.







