Vannacci sfida il centrodestra e lancia la corsa su Milano: “Non negozio i miei principi, avremo un nostro candidato sindaco”

Roberto Vannacci

Roberto Vannacci alza il prezzo politico e manda un messaggio chiarissimo al centrodestra: Futuro nazionale correrà, crescerà e deciderà eventuali alleanze senza trattare sui principi. Da Milazzo, in provincia di Messina, l’ex generale chiarisce la sua linea mentre nella maggioranza cresce il nervosismo per il possibile effetto Vannacci alle prossime elezioni. L’obiettivo dichiarato è costruire una squadra autonoma, presente alle regionali siciliane del 2027, alle politiche e anche alle comunali di Milano, dove il movimento presenterà un proprio candidato sindaco.

Vannacci e il rapporto con il centrodestra

Sulle alleanze con il centrodestra, Vannacci non chiude la porta ma nemmeno la spalanca. “Vedremo, se è il caso le faremo prima delle elezioni”, dice, aggiungendo però che Futuro nazionale punta tutto sulla coerenza e sulla difesa di valori che considera “non negoziabili né modulabili”. Il messaggio va dritto alla coalizione di governo: nessun accordo al ribasso, nessuna mediazione che imponga al movimento di snaturarsi.

Il leader di Futuro nazionale rivendica la volontà di presentarsi come alternativa interna al mondo della destra, ma senza accettare il ruolo di semplice stampella. “Io non negozio i miei principi e le mie linee rosse, c’è già qualcun altro che lo fa”, afferma. Poi aggiunge: “Io rimango quello che sono”.

Vannacci respinge anche l’idea di voler fare l’ago della bilancia. “C’è Matteo Renzi che pagherebbe oro per essere al mio posto”, dice, attaccando chi, a suo giudizio, vive di giochi di potere, poltrone, partecipate e manovre di palazzo. Futuro nazionale, sostiene, vuole invece rappresentare lavoratori, imprenditori, piccole e medie imprese e quella parte di Paese che si sente lontana dai centri decisionali.

A Milano un candidato sindaco di Futuro nazionale

La novità più concreta riguarda Milano. Vannacci annuncia che Futuro nazionale parteciperà alle comunali del 2027 con una propria lista, una squadra e un candidato sindaco. Il tema centrale sarà la sicurezza, che l’ex generale indica come priorità per rendere la città “più vivibile”.

Il messaggio ai milanesi è costruito su una promessa politica diretta: la città, secondo Vannacci, merita di più e Futuro nazionale sarebbe pronto a offrirle una prospettiva diversa. L’annuncio pesa perché apre un fronte delicato proprio nel cuore del Nord, dove il centrodestra dovrà decidere se compattarsi attorno a un unico nome oppure fare i conti con una possibile candidatura autonoma capace di drenare voti.

La critica alla legge elettorale

Vannacci interviene anche sulla nuova legge elettorale proposta dal centrodestra, in particolare sull’indicazione del candidato premier. In linea di principio dice di essere favorevole, ma legge la norma come una sorta di ripiego dopo il fallimento della riforma del premierato.

Secondo il leader di Futuro nazionale, il governo aveva promesso una riforma molto più ambiziosa, arrivando a evocare presidenzialismo e premier eletto direttamente dai cittadini. Non essendo riuscita a portare a casa quel risultato, la maggioranza proverebbe ora a inserire nella legge elettorale una versione molto più debole dell’idea originaria. Per Vannacci si tratta di una “attività quasi di mascheramento”, un modo per dire di aver fatto qualcosa dopo aver visto arenarsi premierato, riforma della giustizia e autonomia differenziata.

Lo scontro con Salvini

Il passaggio più politico arriva nella replica a Matteo Salvini. Il leader della Lega aveva avvertito che attaccare continuamente governo e maggioranza rischia di aiutare la sinistra di Schlein e Conte. Vannacci ribalta l’accusa e punta il dito contro una parte dello stesso centrodestra.

Secondo l’ex generale, chi tiene in piedi la Commissione europea guidata da Ursula von der Leyen e a Bruxelles vota come il Pd non può accusare altri di favorire la sinistra. “I nostri principi e valori si rifanno a una destra vera, orgogliosa e pura”, afferma. E proprio per questo, sostiene, molte persone di destra starebbero guardando a Futuro nazionale.

La frattura, insomma, non è più solo tattica. Vannacci contesta alla maggioranza di aver tradito programmi e promesse, mentre Salvini teme che una corsa autonoma possa indebolire il centrodestra. In mezzo c’è una domanda che peserà sulle prossime scadenze elettorali: Futuro nazionale sarà un alleato da integrare o un concorrente capace di complicare i piani della coalizione?