Difterite, Mantovani dopo la morte della bimba non vaccinata: «Vaccini e autismo? Un falso clamoroso smentito dagli studi»

Alberto Mantovani

La morte per difterite della bambina di quattro anni di Palermo che i genitori non avevano vaccinato ha prodotto un primo effetto immediato: in appena 48 ore le richieste di vaccinazione sarebbero aumentate di quasi il 10%. Ma soprattutto ha riaperto una questione che la comunità scientifica considera tutt’altro che chiusa: il calo delle coperture vaccinali in alcune aree del Paese e la persistenza di false convinzioni sui vaccini.

A intervenire è Alberto Mantovani, presidente di Fondazione Humanitas per la Ricerca e professore emerito di Humanitas University. «È una tragedia, ed era evitabile», afferma commentando la morte della piccola, che viveva nel quartiere Zen di Palermo. Poi chiama in causa anche il mondo medico: «Mi chiedo se insegniamo davvero a tutti i medici l’importanza delle vaccinazioni e se non dobbiamo impegnarci ancora di più ad andare nelle scuole e nei quartieri a parlare con la gente».

Difterite, dalla Sicilia alla Lombardia il divario nelle vaccinazioni

I numeri mostrano forti differenze territoriali. La copertura contro la difterite raggiunge circa il 98% in Lombardia, mentre in Sicilia si ferma intorno all’85%. Una distanza rilevante perché, ricorda Mantovani, sotto il 95% la copertura diventa insufficiente anche per proteggere chi non può vaccinarsi.

«I vaccini sono anche una cintura di sicurezza per i bambini, gli anziani e le persone fragili che non possono vaccinarsi», spiega lo scienziato. Il caso di Palermo dimostra inoltre che malattie considerate per decenni quasi appartenenti al passato possono tornare a rappresentare un rischio quando diminuisce il numero delle persone immunizzate. E la difterite non costituisce l’unica preoccupazione.

Mantovani: «Attenzione al morbillo»

Mantovani indica nel morbillo una delle minacce più concrete. «Solo nel 2017-2018 abbiamo avuto il picco di ottomila casi con 13 morti, al 99% tra i non vaccinati, soprattutto bambini». Lo scienziato respinge anche un’altra convinzione diffusa negli ambienti contrari alle vaccinazioni: l’idea che contrarre naturalmente una malattia rappresenti una sorta di allenamento preferibile per il sistema immunitario.

«È una bugia che infettarsi in modo naturale sia un buon allenamento per il sistema immunitario», afferma. Sul fronte della difterite, inoltre, la questione non riguarda soltanto i bambini. La protezione vaccinale può diminuire nel corso degli anni e per questo il calendario vaccinale prevede richiami anche nell’età adulta.

«Vaccini e autismo, un falso clamoroso»

Mantovani affronta poi uno dei temi che più hanno alimentato la diffidenza verso le vaccinazioni: la presunta relazione tra vaccini e autismo. Su questo punto la risposta è netta: «È un falso clamoroso che ha fatto molto male ai bambini».

Il presidente di Fondazione Humanitas ricorda come la comunità scientifica abbia impiegato per anni risorse ed energie per verificare e smentire un’associazione che numerosi studi non hanno confermato. «Per molti anni i ricercatori hanno dovuto dedicarsi a smentire questo falso, anziché poter fare ricerca per migliorare la salute in positivo».

Mantovani cita anche un vasto studio danese pubblicato nel 2025 su oltre un milione di bambini, che non ha rilevato un aumento del rischio di decine di patologie croniche, compreso l’autismo, associato alle vaccinazioni.

Il problema dei medici che sconsigliano i vaccini

Resta infine un punto particolarmente delicato: la presenza di medici che continuano a sconsigliare le vaccinazioni nonostante le evidenze scientifiche disponibili. Mantovani racconta di avere modificato proprio per questo il suo modo di insegnare: «Adesso anche agli specializzandi faccio lezioni sui vaccini». La Commissione Salute dell’Accademia dei Lincei si è inoltre espressa contro eventuali sanatorie per i medici espulsi dagli Ordini per posizioni contrarie alle vaccinazioni, con l’obiettivo, spiega, di trasmettere «un messaggio di coerenza e serietà».

La morte della bambina di Palermo riporta così al centro una questione che sembrava consegnata al passato. La difterite non è scomparsa e, quando la copertura vaccinale scende, può tornare a uccidere. È proprio questo, secondo Mantovani, il dato dal quale ripartire: informare, spiegare e ricostruire la fiducia nella prevenzione prima che serva un’altra tragedia per ricordarne l’importanza.