Csm, la sinistra conquista la maggioranza: crolla Magistratura Indipendente

Il nuovo Consiglio superiore della magistratura vira a sinistra. Lo spoglio delle elezioni per i venti componenti togati premia Area, Autogoverno diffuso e Magistratura democratica, che conquistano complessivamente la maggioranza dei seggi.

Tiene Unicost, mentre registra una pesante battuta d’arresto Magistratura Indipendente (Mi), la componente più vicina alle posizioni della destra di governo. Il risultato riflette le tensioni tra politica e magistratura, ma anche le divisioni interne alle correnti.

Il ritorno di Cosimo Ferri divide i moderati

Tra le sorprese spicca il ritorno di Cosimo Ferri, ex leader di Magistratura Indipendente ed ex sottosegretario alla Giustizia, eletto come indipendente con circa 500 voti.

La sua candidatura avrebbe frammentato il consenso dell’area moderata, sottraendo voti a Mi. La corrente scende infatti da sette a quattro consiglieri, mentre cresce il rischio di una resa dei conti interna. Ferri era già rimasto coinvolto nel caso Palamara, noto anche come vicenda dell’hotel Champagne.

Autogoverno diffuso raddoppia i seggi

Il risultato più significativo, oltre all’affermazione di Area, riguarda Autogoverno diffuso, il gruppo nato attorno al consigliere uscente Roberto Fontana e sostenuto da Magistratura democratica. La componente passa da due a quattro seggi.

Area si conferma il principale riferimento dell’area progressista, mentre Unicost mantiene i suoi quattro rappresentanti. Per il segretario di Area, Giovanni Zaccaro, il risultato premia l’impegno a difendere l’autonomia e l’indipendenza della magistratura dagli attacchi della politica.

La sconfitta di Mi e le conseguenze del referendum sul Csm

A pesare sul risultato di Magistratura Indipendente sono anche le divisioni emerse durante la campagna referendaria sulla separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri. Le correnti della magistratura si erano schierate contro la riforma costituzionale promossa dal governo, ma all’interno di Mi erano emerse posizioni differenti sul rapporto con l’esecutivo.

La mancata elezione dell’ex segretario dell’Associazione nazionale magistrati Salvatore Casciaro, sconfitto per appena sei voti, rappresenta uno dei segnali più evidenti della frammentazione. Il risultato potrebbe aprire una fase di confronto interno particolarmente delicata.

Il nuovo Csm e la difesa dell’autonomia giudiziaria

La nuova composizione del Csm potrebbe rafforzare il ruolo dell’organo nella tutela dell’indipendenza della magistratura. Durante la vicepresidenza di Fabio Pinelli, espressione della Lega, il Consiglio ha seguito un’impostazione che ha ridotto il peso di alcuni interventi pubblici sulle riforme della giustizia e sulle polemiche politiche contro i magistrati.

Ora il nuovo equilibrio tra le correnti potrebbe riportare al centro il confronto con il governo e la difesa delle prerogative costituzionali della magistratura. Le tensioni restano alte, come dimostrano le recenti polemiche sulla giudice di Milano che ha disposto la liberazione di Youssef Siher.