Fidal nel caos dopo il caso Tortu: trovata una cimice nell’ufficio del segretario generale Londi, scatta l’allarme interno

Un’altra ombra si allunga sulla Federazione italiana di atletica leggera. Dopo il caso che ha coinvolto Giacomo Tortu, finito sotto inchiesta per presunti controlli su Marcell Jacobs, emerge un nuovo episodio che aggiunge tensione a un contesto già incandescente. Negli uffici della Fidal di via Flaminia Nuova, a Roma, è stata trovata una cimice all’interno della stanza del segretario generale Alessandro Londi.

La scoperta ha immediatamente fatto scattare l’allarme. Nei giorni scorsi, secondo quanto ricostruito, alcuni dipendenti avrebbero segnalato anomalie, portando all’intervento della polizia. Da qui il ritrovamento della microspia, un elemento che apre scenari delicati e ancora tutti da chiarire.

Cimice nell’ufficio Fidal, cosa sappiamo finora

Al momento non ci sono certezze sull’origine del dispositivo. Tra le ipotesi emerse c’è anche quella che la microspia possa essere stata installata nell’ambito di attività investigative autorizzate dall’autorità giudiziaria, ma non esistono conferme ufficiali in tal senso. Allo stesso tempo, non risultano denunce presentate dai vertici della federazione.

Il dato certo è che la scoperta è avvenuta in un momento particolarmente sensibile. La Fidal è già sotto pressione per il caso Tortu, che ha riportato sotto i riflettori dinamiche interne e rapporti tra atleti e ambienti federali. L’eventuale presenza di strumenti di ascolto all’interno degli uffici aggiunge un ulteriore livello di complessità.

Consiglio federale urgente e futuro incerto per Londi

La reazione della governance federale è stata immediata. Il presidente Stefano Mei ha convocato un consiglio federale urgente, tenutosi in videoconferenza, per affrontare la situazione e valutare le possibili conseguenze. Un segnale chiaro della gravità percepita dell’episodio.

Secondo indiscrezioni, la posizione di Alessandro Londi potrebbe diventare sempre più fragile. Si parla di un possibile passo indietro o di un’uscita imminente dalla federazione, anche se al momento non ci sono comunicazioni ufficiali. Londi e Mei, che collaborano dal 2021, hanno scelto il silenzio, evitando commenti pubblici sulla vicenda.

Un clima sempre più teso nella federazione

La sequenza degli eventi racconta di una federazione attraversata da tensioni interne e da un clima tutt’altro che sereno. Prima l’inchiesta che ha sfiorato l’ambiente degli atleti di vertice, ora il ritrovamento di una microspia in un ufficio chiave della struttura dirigenziale.

Non è ancora chiaro se i due episodi siano collegati o se si tratti di vicende separate. Ma la coincidenza temporale contribuisce ad alimentare interrogativi e sospetti. In attesa di chiarimenti ufficiali, resta un dato: la Fidal si trova a gestire una fase delicata, in cui la tenuta interna e la trasparenza delle procedure diventano elementi centrali.

E mentre gli accertamenti proseguono, il caso della cimice rischia di trasformarsi in qualcosa di più di un semplice episodio tecnico. Perché in un contesto già segnato da indagini e tensioni, anche un dettaglio come questo può cambiare la percezione di ciò che accade dietro le quinte.