Garlasco, i Poggi giocano la carta del corridoio per fermare la revisione del processo Stasi

A quasi diciannove anni dall’omicidio di Chiara Poggi, il caso Garlasco continua a vivere su due binari paralleli. Da una parte la Procura di Pavia porta avanti il nuovo filone investigativo che vede Andrea Sempio unico indagato. Dall’altra la difesa di Alberto Stasi lavora alla richiesta di revisione della condanna definitiva pronunciata nel 2015. È proprio su questo secondo fronte che si inserisce la nuova iniziativa della famiglia Poggi, decisa a difendere la sentenza passata in giudicato con una consulenza tecnica destinata a riaccendere il dibattito.

La nuova consulenza sul corridoio

Il documento porta la firma di Fabio Falleti, consulente incaricato dai legali della famiglia Poggi, e prende in esame uno degli aspetti più controversi dell’intera vicenda: il tragitto che Alberto Stasi avrebbe percorso all’interno della villetta di via Pascoli dopo aver trovato il corpo della fidanzata.

Secondo la ricostruzione contenuta nella consulenza, il racconto fornito dall’ex studente della Bocconi presenterebbe una criticità sostanziale. Attraversare il corridoio evitando completamente le numerose tracce di sangue presenti sul pavimento sarebbe stato estremamente difficile, se non impossibile.

L’analisi prende in considerazione la disposizione della porta a libro, la posizione della maniglia, la distribuzione delle macchie ematiche e gli spazi realmente disponibili per muoversi. Elementi che, secondo il consulente della parte civile, ridurrebbero in maniera significativa il passaggio utile per arrivare fino alle scale senza contaminare le suole delle scarpe.

Tra i dettagli ritenuti rilevanti compare anche l’elastico nero appartenuto a Chiara Poggi, rinvenuto in una posizione che, secondo alcune ricostruzioni, avrebbe obbligato chi attraversava quel punto a calpestarlo per evitare le tracce di sangue. Un particolare che la consulenza considera compatibile con una diversa ricostruzione della dinamica rispetto a quella sostenuta dalla difesa di Stasi.

Una battaglia che guarda alla revisione

La consulenza non arriva in un momento qualsiasi. Mentre la Procura di Pavia concentra le proprie indagini su Andrea Sempio, la difesa di Alberto Stasi continua infatti a raccogliere elementi da utilizzare nella richiesta di revisione del processo.

È proprio questo il contesto nel quale va letta la scelta della famiglia Poggi di produrre una nuova analisi tecnica. L’obiettivo della parte civile appare quello di rafforzare l’impianto accusatorio che ha portato alla condanna definitiva dell’ex fidanzato di Chiara e, al tempo stesso, contrastare l’ipotesi che possano emergere elementi tali da mettere in discussione una sentenza ormai definitiva.

La revisione rappresenta infatti uno strumento processuale eccezionale. Per essere accolta non basta prospettare dubbi o nuove interpretazioni, ma occorrono elementi realmente nuovi, capaci di incrinare il quadro probatorio sul quale si fonda la condanna.

Le nuove tecnologie e i limiti delle indagini

Intanto il caso continua ad alimentare il dibattito anche sul fronte delle tecnologie investigative. Matteo Adjimi, amministratore delegato di Argo Spa, società specializzata in cybersicurezza e strumenti investigativi, ha ricordato come oggi le forze dell’ordine possano utilizzare software forensi di ultima generazione per l’analisi dei telefoni cellulari e sistemi di intelligenza artificiale in grado di esaminare enormi quantità di documenti investigativi in tempi molto più rapidi rispetto al passato.

Secondo Adjimi, questi strumenti rappresentano un aiuto prezioso per accelerare le indagini e individuare collegamenti che anni fa sarebbero stati difficili da ricostruire. Tuttavia invita anche alla prudenza: nel caso Garlasco, a suo giudizio, dal punto di vista investigativo sarebbe già stato fatto tutto il possibile e i nuovi elementi potrebbero non trasformarsi in prove realmente decisive sotto il profilo processuale.

È proprio questo il punto nel quale oggi si incrociano i due binari dell’inchiesta. Da un lato gli accertamenti della Procura di Pavia su Andrea Sempio, dall’altro la battaglia processuale sulla revisione della condanna di Alberto Stasi. La nuova consulenza depositata dalla famiglia Poggi rappresenta un tassello di questa seconda partita e punta a ribadire che la ricostruzione accolta dai giudici resti ancora oggi la più solida. Saranno però i magistrati competenti, nei prossimi mesi, a stabilire se le nuove analisi tecniche potranno incidere sul destino giudiziario di uno dei casi di cronaca più discussi degli ultimi vent’anni.