Tra i numerosi elementi tornati al centro dell’attenzione nella nuova fase dell’inchiesta sul delitto di Garlasco c’è anche un’intercettazione risalente al 9 febbraio 2017 e attribuita ad Andrea Sempio. Si tratta di un soliloquio registrato mentre il giovane si trovava da solo, una conversazione con sé stesso che all’epoca gli investigatori avevano considerato priva di rilievo investigativo.
Negli ultimi mesi, però, quell’audio è stato nuovamente esaminato e sottoposto a un lavoro di pulizia e miglioramento della qualità sonora. Secondo chi ha effettuato l’analisi, alcuni passaggi risulterebbero oggi più comprensibili rispetto alle trascrizioni originarie e farebbero riferimento ai video intimi conservati sul computer di Chiara Poggi.
Tra le frasi attribuite a Sempio compaiono riferimenti a “filmati porno”, a contenuti che sarebbero ancora disponibili e a particolari gesti descritti all’interno delle registrazioni. Proprio questi dettagli hanno attirato l’attenzione di chi sostiene che il contenuto dell’audio meriti una nuova valutazione.
I riferimenti ai video privati
Secondo la ricostruzione proposta da Francesca Bugamelli, che ha lavorato sul miglioramento dell’audio, il contenuto del soliloquio sarebbe compatibile con la conoscenza diretta dei filmati privati che coinvolgevano Chiara Poggi e Alberto Stasi. Bugamelli sostiene che l’intercettazione contenga riferimenti specifici a scene presenti nei video e che alcune parole, diventate più comprensibili grazie al lavoro di elaborazione audio, permetterebbero di identificare con maggiore precisione l’argomento della conversazione.
La circostanza assume particolare rilievo perché quei filmati non erano di dominio pubblico e risultavano custoditi nel materiale informatico sequestrato durante le indagini. Per questo motivo ogni eventuale riferimento a contenuti specifici viene oggi osservato con particolare attenzione.
Il ruolo del perito informatico
A rafforzare questa interpretazione viene richiamato il lavoro svolto da Daniele Occhetti, perito informatico nominato nel procedimento di primo grado contro Alberto Stasi. Secondo quanto riferito, il professionista avrebbe confermato la presenza nei video di alcuni dettagli che coinciderebbero con quelli richiamati nel soliloquio attribuito a Sempio.
Proprio questa presunta corrispondenza rappresenta il punto centrale della discussione. Chi ritiene significativo il contenuto dell’audio sostiene che determinati particolari non potessero essere conosciuti da chi non avesse avuto accesso ai filmati. Altri osservatori, invece, invitano alla prudenza e sottolineano come il valore probatorio di quelle parole debba essere valutato nel contesto complessivo delle indagini.
Resta il fatto che un’intercettazione archiviata per anni come irrilevante è tornata improvvisamente al centro dell’attenzione. E mentre la Procura continua a riesaminare atti, consulenze e vecchi elementi investigativi, anche quel soliloquio del 2017 si aggiunge alla lunga lista di tasselli che alimentano ancora oggi interrogativi e polemiche sul delitto di Chiara Poggi.







